“per ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tv!”

Nel 2030 vuoi fare il ministro? Intanto divertiti diventando parlamentare sul sito della Camera

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parlamentoMILANO- Ma che cos’è la politica? Solo a sentirne parlare c’è da scommetterci che ti viene un bello sbadiglio! Eppoi tutta quella gente che si azzuffa in tivvù a male parole… e pensare che se a te scappa una parolaccia ti becchi pure un rimprovero. Valli a capire questi adulti. Eppure anche se ci provano in tutti i modi a farla diventare una tra le cose più noiosa al mondo, è davvero importante e… ci si può anche divertire.

Ti pare impossibile? Prova per prima cosa ad andare a giocare su un sito che è quello del Parlamento bambini.camera.it (senza www all’inizio!) dedicato proprio ai ragazzi della vostra età dagli 8 ai 13 anni. Ti fai il tuo simpatico avatar-parlamentare e vai a fare una bella (e buona) legge. Oppure entri in Senato www.senato.it/senatoragazzi e lì sì che c’è da divertirsi! Ci sono fumetti, disegni, giochi, quiz e mille curiosità.

Un esempio? Sai perché il palazzo del Senato si chiama “Madama”? Prende il nome, anzi il soprannome,da Margherita d’Austria, detta appunto la “Madama”, moglie di Alessandro de’ Medici che alla morte del marito, nel lontano 1537, ereditò questo palazzo. Da allora è rimasto Palazzo Madama.

Se poi da grande invece di fare l’astronauta o la maestra volessi diventare ministro a Milano c’è il master Res Publica, il primo corso di politica rivolto ai bambini di 10/11 anni. E’ un master che dura tre anni, 10 lezioni ogni anno (il sabato), coordinato dal prof. Francesco Schianchi. Informazioni www.ludum.it.

Ma che cos’è la Politica? Grazie ad Aristotele, il grande filosofo greco, allievo di Platone, il termine Politica anticamente ha avuto il significato di  “studio della polis”, (= città, in greco) delle sue leggi, delle sue regole, dei suoi valori: ha mantenuto questo significato  fino al Sei-Settecento. Politici non sono né gli animali né gli dei! Il punto di partenza è la frase famosa “l’uomo è per natura un animale politico”. Aristotele dice che non sono politici né gli animali né gli dei: solo l’uomo lo è. Vuol dire che per natura l’uomo  è legato ad una vita comunitaria con gli altri e che la forma tipica della vita sociale è la polis (la città). Con il termine “politica” quindi si  indica il complesso di quelle attività che si riferiscono alla “vita pubblica” e agli “affari pubblici” di una determinata comunità di uomini.

Il fine della politica? Vivere bene tutti! Fare politica è quindi occuparsi dell’ ”ottimo Stato”, partecipare, vivere la vita, i problemi, le sfide che coinvolgono la comunità a cui si appartiene, alla ricerca di un obiettivo preciso: Aristotele afferma che il fine della politica non è il vivere, ma il vivere bene, raggiungere “una buona esistenza”, dato che lo scopo dell’associarsi degli uomini è quello di operare per il bene di tutti.

Oggi le cose sono un po’ cambiate! La politica in generale è stata  concepita, dalle sue origini al presente in modi molto diversi: come ricerca del bene comune, come strumento per la realizzazione della vita buona e virtuosa del cittadino, come arte della conquista e della conservazione del potere, come attività di gestione dei conflitti tra individui e gruppi, come luogo della contrapposizione  di vari interessi ideali e materiali presenti nella società civile, ancora come relazione “amico-nemico”. A tutte queste diverse concezioni è necessario aggiungere che il termine “politica”, almeno negli ultimi secoli, si è trasformato e arricchito di una sua ampia applicazione/declinazione (come i tempi e i modi dei verbi): politica economica, politica sociale, politica industriale, politica europea, politica internazionale eccetera.

La video-politica Siamo in una situazione di grandi mutamenti: lo Stato sta progressivamente perdendo quel ruolo centrale che ha sempre avuto negli ultimi cinque secoli, sotto la spinta dei processi di globalizzazione. I partiti stanno perdendo la loro centralità di soggetti che organizzavano e gestivano la partecipazione politica e quindi delle decisioni: la televisione,  sempre più sta trasformando la politica in “videopolitica”; Internet sta ri-costruendo il “villaggio globale”, la nuova “polis” mondiale, interconnessa, raggiungibile in ogni momento, in ogni luogo (prossimamente anche per votare ed esprimere le proprie valutazioni). Oggi quindi capire la politica significa diventare soprattutto cittadini consapevoli capaci di esprimere la propria cittadinanza e la propria responsabilità, per  essere cittadini del mondo.

Perché la politica dovrebbe interessare a un bambino che va in prima media? Ce lo spiega Francesco Schianchi, che qualche anno fa ha coordinato il corso Res Pubblica rivolto ai ragazzi di 10/11 anni.
“Il master vuole essere una esperienza “filosofica, poetica, culturale”, ma anche soprattutto un’esperienza individuale e di gruppo “gioiosa, giocosa  e riflessiva” per costruire in voi ragazzi partecipanti-attori, le basi “per stare al mondo e per cambiare il mondo”: per diventare, se lo vorrete  e continuerete nel percorso iniziato con il Master, i politici del futuro, capaci, consapevoli, responsabili. E’ un progetto innovativo, unico, basato sulla filosofia politica: filosofia (letteralmente significa “amore per la conoscenza”) un tendere a qualcosa non ancora posseduto e un amore del sapere ed una politica: partecipare alla costruzione di una vita buona  e giusta, del bene comune e del futuro della “polis” (la città, sempre più globale) nella quale  siamo chiamati ad abitare responsabilmente.
Il programma Il programma del 1° anno si incentrava sulla conoscenza/consapevolezza delle radici, delle origini e si focalizza sulle prime comunità, sull’invenzione della bellezza,  del lavoro sulla nascita delle città, sulle invenzioni del comunicare, sulla diversità e sull’evoluzione, sull’invenzione della giustizia. Il programma del 2° anno: si sofferma sull’essere cittadino. Ecco i miti di Platone, Aristotele: la politica, la felicità; le utopie di Tommaso Campanella e Tommaso Moro; il pensiero politico del seicento/settecento: Machiavelli, Hobbes, Rousseau. Il 3° anno si affronta l’utilitarismo di Bentham, ” Dei delitti e delle pene” di  Cesare Beccaria, “Lo spirito delle leggi” di Montesquieu eppoi la Politica oggi  e le forme di potere. E ancora la libertà, la giustizia, la democrazia, l’uguaglianza. Teoria dei giochi o delle decisioni per finire con la Costituzione della Repubblica italiana”.
Roba seria, ragazzi! Di quella che si studia all’università, ma qui sarebbe fatta in modo semplice e chiaro. Proprio per essere capita da un ragazzo come voi, insomma…

Ragazzi muovetevi! Siamo tra i più pigri al mondo…

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di Simonetta Cotellessa

Pigri, ragazzi da divano. Sdraiati. Teleguidati da un telecomando e eccitati solo da una chat. Certo, tablet, telefonini, pc, tv e wi sono molto affascinanti e non inducono al movimento.

Se poi ci aggiungiamo che il nostro Paese non investe molto in spazi dedicati allo sport dei più giovani non è difficile capire perché gli italiani under 18 sono più inattivi anche degli adulti tra i 30 e 50 anni. Ma fosse solo questo: il problema vero è che l’Italia è al 17simo posto nella top 20 delle nazioni più pigre, con un indice di inattività del 54,7%, e quindi alla fin fine i ragazzi italiani come fra i più inattivi del mondo.

Secondo i medici dello sport che dal 23 al 26 ottobre si sono riuniti a Catania per il XXXIV Congresso nazionale della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), infatti, «gli over 30 iniziano a praticare sport come fattore di aggregazione o per seguire i consigli del medico. Una volta finita la scuola, dove già le strutture sono carenti, gli adolescenti non trovano invece le attrezzature e gli spazi adatti e abbandonano di conseguenza l’attività fisica».

E se poi ci confrontiamo all’Unione Europea, con i nostri 24 milioni di sedentari (ossia il 42% della popolazione), almeno stando ai dati dell’Istat, il quadro è ancora più desolante: siamo quinti, superati soltanto da Malta, Cipro, Serbia e Regno Unito.

Eppure, «il movimento fisico è, insieme alla corretta alimentazione, uno dei garanti del benessere individuale. Va prescritto come terapia, al pari di un farmaco, nella giusta dose individuale, dove la sedentarietà deve essere riconosciuta come patologia». Allora la strada da seguire diventa chiara: è necessario, secondo i medici, riconoscere che la sedentarietà è una vera e propria malattia, come il diabete o i disturbi del cuore. Sono infatti diversi gli studi che hanno dimostrato che la sedentarietà riduce la neuroplasticità e le dimensioni dell’ippocampo, oltre a favorire l’invecchiamento dei telomeri (sequenze di Dna poste nella parte finale dei cromosomi). Che significa? Che oltre ai vari danni fisici evidenti, lo scarso movimento danneggia anche la memoria e il senso dell’orientamento, oltre ad accorciare la vita delle cellule. L’attività fisica, favorisce al contrario un effetto neuroprotettivo, con risultati di apprendimento migliori.

In pratica, più vi muovete e meno dovrete studiare!!

Inoltre, se convivono altri fattori di rischio come il fumo ed un’alimentazione scorretta, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

Le scale mobili compiono 125 anni

Milano –  Le scale mobili compiono 125 anni. Era il 16 gennaio 1893 quando la prima scala mobile venne installata all’Old Iron Pier di Coney Island, a New York. Viaggiava a una velocità di 2,1 metri al minuto e trasportava 5.350 persone al giorno su un percorso con inclinazione di 25 gradi.

L’idea  fu brevettata dall’imprenditore statunitense Jesse W. Reno, il 15 marzo 1892 che brevettò il primo “ascensore inclinato”.

La scala, basata su un principio simile a quello del nastro trasportatore, aveva dei gradini in legno. E rimasero largamente in uso nel Regno Unito, fino al momento in cui l’incendio alla stazione della metropolitana di King’s Cross St. Pancras nel 1987 .

Oggi nel mondo si contano circa 800mila tra scale mobili e tapis roulant che muovono circa 3 miliardi e mezzo di persone al giorno. Solo negli Stati Uniti oltre 100 miliardi di persone utilizzano le scale mobili ogni anno (oltre 35mila le unità installate). In Italia sono circa 300 milioni i passeggeri trasportati ogni giorno da oltre 10mila scale mobili installate (135mila in Europa).

Una delle aziende leader nella produzione di questi dispositivi è la Thyssenkrupp che ha realizzato scale mobili per ogni necessità, dalla più corta di 890 cm installata nella Kawasaki Station, in Giappone, con 5 gradini a una delle più lunghe che misura 138 metri e copre un dislivello di 70 metri a San Pietroburgo, nella stazione metropolitana di Mosca, viaggiando alla velocità di 0,6 m/s e trasportando fino a 5.400 passeggeri ogni ora.

Non manca la scala mobile d’oro prodotta per il Re Saudita Salman e usata per scendere dal suo aereo e soluzioni reali – Royal Mode – studiate per re e regine.

 

16 gennaio…

garibaldi

garibaldi

1860 – A Fino Mornasco, in provincia di Como, Garibaldi sposa la sua seconda moglie, Giuseppina Raimondi. Ma il matrimonio dura poco, anzi pochissimo. Un’ora dopo la cerimonia la lascia per presunto tradimento.

Di Giuseppina Raimondi, figlia naturale riconosciuta ma non legittimata del marchese Giorgio Raimondi Mantica Odescalchi, l’Eroe dei due mondi si innamorò al primo sguardo, il 1° giugno 1859. La donna, attiva mazziniana, era già legata sentimentalmente all’ufficiale garibaldino Luigi Caroli ,e non disdegnava di frequentare il maggiore Rovelli,  ma capitolò alle insistenti richieste di Garibaldi e fu ben presto disposta a sposarlo.

Al termine della cerimonia, Rovelli consegnò a Garibaldi un foglio in cui si diceva che la donna avesse mantenuto relazioni con altri uomini anche nei giorni appena precedenti le nozze. Subito il generale la interrogò sulla veridicità di quello che gli era stato riferito ed ella ammise ogni cosa: Garibaldi la ripudiò immediatamente e si mobilitò per l’annullamento del matrimonio, avvenuto nel 1880.

Leggi anche L’intervista impossibile. Garibaldi, ma comè nata quella storia che fu ferito a una gamba?  

Unità d’Italia, il bacio premonitore e l?obbedisco di Garibaldi

Sfida la neve per andare a scuola

E’ arrivato a scuola con i capelli trasformati in ghiaccioli, le guance arrossate dal freddo, gli occhi lucidi ma anche un bel sorriso. Il  preside della scuola gli ha scattato una foto (la vedete qui sopra) e quell’immagine ha fatto il giro del mondo.

Quel bambino si chiama Wang Manfu, (“pieno di felicità” è il significato del suo nome),  ha appena 10 anni e ogni mattina esce di casa un’ora prima dell’inizio delle lezioni e, a piedi percorre 4,5 chilometri per arrivare alla sua scuola di Zhaotong Cityuna, nella campagna cinese.
Il piccolo Wang non ha la sciarpa né i guanti anche se il termometro segna 9 gradi sotto zero e la strada che deve percorrere è coperta di neve. Eppure a una tv locale che lo ha intervistato ha detto che “Non è così faticoso….” mostrando le mani rovinate dal freddo.

Manfu è stato soprannominato “Fiocco di neve” . Come lui in Cina ci sono 61 milioni di bambini “liushou”, cioè letteralmente “lasciati indietro”.  Abitano nei poverissimi villaggi della campagna cinese, vengono  affidati ai nonni, mentre i genitori lavorano nelle grandi, a centinaia o migliaia di chilometri di distanza.

Il preside ha voluto diffondere la foto proprio per denunciare le condizioni in cui sono costretti a vivere tanti bambini. E’ partita una campagna di raccolta fondi organizzata dalle associazioni di volontariato dello Yunnan che ha raccolto oltre 15mila dollari per  la scuola che fin qui non ne aveva abbastanza neppure per il riscaldamento.

Pensateci domattina quando vi svegliate per andare a scuola… Fiocco di neve ha detto che nonostante tutto la scuola gli piace e da grande sogna di fare l’Università a Pechino.

 

 

 

Ecco Lina, l’auto fatta di zucchero

Lo direste mai che quest’auto  fatta di zucchero? Non è uno scherzo.  Si chiama Lina e può trasportare quattro persone ed è in grado di raggiungere la velocità di 80 chilometri all’ora.  Si tratta dell’automobile biodegradabile, per di più elettrica, progettata da un gruppo di studenti olandesi – ribattezzatosi TU/Ecomotive – della Eindhoven University of Technology. Lina, questo il nome della vettura, è stata presentata per la prima volta lo scorso 17 maggio.

Oltre a richiedere meno energia per essere prodotto rispetto alle automobili costruite impiegando allumino e fibra di carbonio, con un ulteriore vantaggio a livello di sostenibilità ambientale, il prototipo incorpora una tecnologia wireless nelle portiere in grado di riconoscere il guidatore: funzione, questa, rende la vettura potenzialmente adatta all’impiego nei servizi di car sharing.

“Solo le ruote e i sistemi di sospensione non sono fatti di materiali a base biologica”, svela Yanic van Riel, uno dei progettisti del mezzo, spiegando che l’auto è per la maggior parte realizzata con una resina derivata dalle bietole da zucchero, ricoperta con fogli di lino coltivato nei Paesi Bassi. Una struttura ultraleggera, che fa si che il mezzo pesi solo 310 chilogrammi, pur presentando un rapporto forza-peso simile a quello del vetroresina. La particolare composizione della carrozzeria, d’altra parte, ha per ora impedito al prototipo dii passare i crash test. “Non si piega come il metallo, ma si spezza”, segnala il leader del team, Noud van de Gevel. Ad ogni modo, i creatori di Lina puntano a iniziare i test di guida già quest’anno, una volta ottenuto il via libera dalla motorizzazione olandese.

 

Aereo atterra sulla scogliera

Tanta paura, ma per fortuna niente di più per un aereo della Pegasus Airlines, partito da Ankara. Probabilmente a causa della pista di atterraggio ghiacciata all’aeroporto di Trebisonda in Turchia,  il Boeing è scivolato fuori dalla pista e si è fermato sulla scogliera, col rischio di finire in mare.

Tutti i 162  passeggeri si sono salvati, nessuno è rimasto ferito. Però chissà che spavento… Ecco il video con la ripresa dall’alto del Corriere della sera.

14 gennaio…

1968 – Un gravissimo terremoto di magnitudo 6.1° Richter devasta la Sicilia provocando 370 vittime: è il terremoto del Belice.
1976: Eugenio Scalfari fonda a Roma il quotidiano “La Repubblica”. Il prezzo? 150 delle vecchie lire. Che significa? si chiederanno molti di voi che non hanno mai visto le lire, scomparse dalla circolazione in Italia nel 2002!!! Pensate: un euro equivaleva a 1936 lire. Quindi il prezzo era di appena 8 centesimi. Sapete oggi quanto costano i giornali? 1,50 euro. Una bella differenza…