“per ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tv!”

Abusi, violenze e bullismo: imparare a dire no con Mimì e il porcospino

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A Catanzaro un bambino di appena 6 anni è stato picchiato dai compagni di scuola durante l’intervallo. E’ stato ricoverato all’ospedale in gravi condizioni. Secondo l’Eurispes, il 50, 9 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 16 anni è stato testimone diretto episodi di bullismo.

bullismoNel 2009 in Italia sono stati commessi e denunciati 4189 reati di abuso e violenza sui bambini. Per abuso si intende qualsiasi forma di violenza di cui un bambino possa essere vittima causata da chiunque possa avere potere su di lui. E questo succede ogni giorni, ovunque nel mondo.

 

I diritti dei bambini sono riconosciuti e protetti da una Convenzione Onu firmata da 190 Stati, tra cui l’Italia.

Che cos’ è il bullismo – E’ il fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei soprattutto in ambito scolastico. Può essere diretto oppure indiretto.

Il bullismo diretto può essere:

  • bullismo fisico: il bullo colpisce la vittima con colpi, calci o spintoni, o la molesta sessualmente;
  • bullismo verbale: il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o chiamandola con nomi offensivi, sgradevoli o minacciandola, dicendo il più delle volte parolacce e scortesie.
  • bullismo psicologico: il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false voci sul suo conto.
  • cyberbullying o bullismo elettronico: il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite sms o in chat o la fotografa/filma in momenti in cui non desidera essere ripreso e poi invia le sue immagini ad altri per diffamarlo, per minacciarlo o dargli fastidio.

Il bullismo indiretto è meno visibile di quello diretto, ma non meno pericoloso, e tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola per mezzo soprattutto del bullismo psicologico e quindi con pettegolezzi e calunnie sul suo conto.

IDEE SBAGLIATE! E’ sbagliato:

  • credere che sia soltanto un fenomeno che fa parte della crescita;
  • pensare che sia solo una semplice “ragazzata”;
  • ritenere che sia diffuso soltanto in zone abitative più povere e arretrate.
  • giudicare colpevole la vittima, perché non in grado di sapersi difendere.

E’ sbagliato soprattutto non intervenire e lasciare che le cose si risolvano da sole. Tutti possiamo fare qualcosa. Anche voi ragazzi! I bulli senza aiutanti, sostenitori o testimoni che non parlano si sgonfiano più facilmente.

MIMI’ E IL CONSIGLIERE PORCOSPINO Mimì e il suo consigliere-porcospino sono due simpatici e allegri personaggi che con un misto di humour e tenerezza fanno capire ai bambini e ai ragazzi come te come proteggersi dagli abusi.  Mostrano quando e a chi rivolgersi in caso di necessità. A che cosa prestare maggiore attenzione, quali “regole” seguire per muoversi con tranquillità e sicurezza nel proprio mondo.

Mimì è sull’autobus e un adulto le si avvicina e le chiede “Guarda che bei giochi vuoi venire a giocare con me?”. A Mimì si illuminano gli occhi ma poi spunta fuori il suo fidato porcospino che le suggerisce: “Ma scusa tu lo conosci?”. “No grazie – risponde allora Mimì a quell’adulto – io scendo qua… Prima di accettare un invito pensaci bene”, consiglia Mimì. Così come se non ti senti sicuro chiedi aiuto, alla maestra, agli adulti di cui ti fidi. Impara a dire no, a parlare apertamente di ciò che ti fa paura con le persone giuste!

IO PROTEGGO I BAMBIN I Mimì e il suo porcospino sono i personaggi di un libro, i protagonisti di cinque brevi video e un sito realizzato da Terres des Hommes un’associazione che opera da anni per difendere dalle ingiustizie e dai soprusi i ragazzi di tutto il mondo e per portare avanti i loro diritti. Con questa iniziativa l’associazione ha dato il via alla campagna 2011 “IO proteggo i bambini” per prevenire tutte le forme di violenza e abusi sui bambini. Hanno realizzato il libretto dal titolo “Mimì fiore di cactus e il suo porcospino” e il sottotitolo “Chi mi stuzzica, si pizzica”,  dove l’allegra Mimì e il suo amico porcospino mostrano ai bambini come riconoscere le situazioni che possono nascondere minacce sessuali, come cercare aiuto, quando  “si deve dire no<“!. Poi ci sono i video in pillole, dove si tratta anche il bullismo e il Grooming, cioè l’adescamento on line.  Nel sito www.ioproteggoibambini.it c’è il settore che parla direttamente ai ragazzi, quello rivolto a insegnanti e genitori e quello per i Comuni.
PROTEGGERSI PARLANDO E INFORMANDOSI – Mimì racconta come cavarsela anche mentre si naviga su internet oppure come gestire nel migliore dei modi televisione, videogiochi, cellulare. E anche a scuola dove Mimì diventa testimone di un atto di bullismo di cui è vittima un compagno di classe. Il Porcospino la sprona a raccontare tutto alla maestra e aiutare così il suo amico.

Addio al papà di Remì e Lady Oscar

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cartoni_1GIAPPONE – Il regista giapponese Osamu Dezaki, famoso per popolari cartoni animati come Lady Oscar, Remì e Lupin II I, è morto domenica a Tokyo all’età di 67 anni. Il suo nome è parte della storia degli anime giapponesi. Pur lavorando sempre su soggetti scritti da altri autori (Jenny la tennista, L’isola del tesoro, Astro Boy tra gli altri), Dezaki è riuscito ad imprimere un segno caratteristico a tutta la sua opera, sia per lo stile, caratterizzato da inquadrature «oblique» ed angolate dal basso nella maniera espressionista, sia per il tipo di storie, spesso permeate di un certo nichilismo di fondo. A lui si deve l’introduzione negli “anime” di soluzioni registiche innovative come lo split screen e l’uso di fermi immagine su disegni particolarmente curati, da lui stesso definiti «cartoline ricordo». Dezaki è stato anche il primo regista a sperimentare l’animazione digitale generata da un computer. Nato a Tokyo il 18 novembre 1943, dopo il diploma presso il liceo Kitazono, Dezaki entrò nella Mushi Productions di Osamu Tezuka dove si formò come disegnatore e direttore dell’animazione di alcuni episodi delle serie Astro Boy (1963), Kimba il leone bianco (1965) e Monkey (1967)

 
Lady Oscar
 Oscar François de Jarjayes nasce in francia nel giorno di Natale del 1755: è la sesta figlia femmina del generale François Augustin Reynier de Jarjayes (nobile francese realmente esistito). Stanco di avere figlie femmine, decide di crescere la figlia come se fosse un maschio, per “poter dare alla famiglia una discendenza”. Il Generale addestra Oscar all’uso delle armi e la prepara per una vita militare. La serie racconta la storia dei protagonisti scendendo in modo avvincente nel dettaglio storico della Rivoluzione francese del 1789. La giovane Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena (figlia dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa) viene promessa sposa al delfino di Francia Luigi Augusto (nipote del re Luigi XV e futuro re col nome di Luigi XVI), ma suo cugino il duca d’Orleans trama per ucciderlo ed usurpare il trono. Oscar viene nominata capo della Guardia Reale e sventa molti complotti che mirano ad uccidere i due principi.

Remì
 Remi, piccolo bambino che abita nella provincia francese, si ritrova improvvisamente in una brutta situazione, quando suo padre, rimasto invalido per un infortunio sulcartoni_2 lavoro, per racimolare un po’ di soldi decide di venderlo a un suonatore ambulante, rivelandogli anche di non essere il suo vero genitore, ma di averlo trovato neonato, fuori da una chiesa. Il suonatore che ha comprato Remi è Vitali, un emigrante italiano dall’aspetto burbero, che costringe il piccolo a girare con lui per la Francia, facendogli suonare l’arpa nel corso di spettacoli musicali organizzati nelle fiere e nei mercati: con loro, ci sono anche la scimmietta Jolie Coeur e i tre cani ammaestrati Capi, Zerbino e Dolce. Ai musicanti, si unisce intanto un nuovo elemento, Mattia. I due diventano amici fraterni e passeranno molte altre avventure e disavventure insieme, lasciandosi e ritrovandosi varie volte, con Remi che si avvicina varie volte alla sua vera madre prima di ritrovarla in Svizzera.

cartoni_4Lupin III
 Arsenio Lupin III  è un ladro dalle innumerevoli e incredibili abilità, ricercato dalla polizia di tutto il mondo. È agile, dal fisico asciutto, maestro nei travestimenti e in grado di ideare furti geniali. Non scampa, però, all’impressione di stupidità che spesso trasmette a chi non lo conosce. Soprattutto quando si trova davanti una bella ragazza, ed immancabilmente perde la testa. Fujiko Mine (Margot nella versione italiana) è invece una giovane e bella avventuriera che segue principalmente i propri interessi, ma per la quale Lupin sarebbe disposto anche a morire. Si serve della bellezza ed abilità di cui è dotata per raggiungere i propri scopi, ovvero soldi e gioielli. L’acerrimo rivale di Lupin è l’ispettore Koichi Zenigata dell’Interpol che insegue Lupin da decenni e non è mai stato capace di tenerlo in prigione a lungo. Acciuffare Lupin è lo scopo di tutta la sua vita.
 
Astro Boy e Jenny la tennista
 Astro Boy è un bambino robot dai sentimenti umani, creato dal dottor Tenma con le sembianze di suo figlio, morto. Ha una famiglia di robot,cartoni_3 frequenta la scuola come gli altri bambini e lotta contro molti nemici per difendere la Terra e i suoi abitanti. Invece questa è a grandi linee la trama di Jenny la tennista: Hiromi Oka (in Italia Jenny), studentessa di liceo, pratica con costanza e con grande forza di volontà i corsi di tennis, sport che lei adora, per poter partecipare ai tornei più prestigiosi, realizzando il suo sogno di emulare la campionessa Reika. Spinta dall’allenatore Jin a sacrificare la vita privata in cambio delle affermazioni in campo sportivo, la ragazza trascura il proprio amore per Todo, anche lui abile tennista. Alla fine La bella Hiromi raggiunge  il suo sogno: diventare testa di serie a livello nazionale. Tuttavia bisogna ancora superare qualche ostacolo e qualche difficoltà prima di raggiungere la completa felicità, compreso il rapporto col fedele Takayuki Todo.
 
 
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Il 50 per cento dei ragazzi non si lava mai i denti. Ecco cos’è e come si previene una carie

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dentiMILANO – Ancora non vanno a scuola ma già un milione e mezzo di bambini ha i denti intaccati da una carie. Eppure tre su quattro non sono mai stati dal dentista. Sono i risultati della ricerca presentata al Congresso dei docenti di Odontoiatria a Siena che ha mostrato una situazione allarmante per l’igiene orale di voi bambini. Sotto i 6 anni, il 73 per cento ha già qualche dentino malato. L’8 per cento dei ragazzini tra i 3 e gli 11 anni non fa niente per la propria igiene orale, cioè non si lava mai i denti, la metà lava raramente i denti, il 43 per cento lo fa almeno una volta al giorno.

Il problema è a casa... Le cause dell’insorgere di carie nei bambini così piccoli sono naturalmente da ricercare in casa e a scuola: a casa, circa il 50% dei genitori, secondo una ricerca dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, si accontenta che i bambini si lavino i denti una volta soltanto al giorno. Il 40% non ha insegnato come si usa lo spazzolino e lo sostituisce raramente.

… ma anche a scuola. A scuola secondo gli esperti ogni bimbo entro i sei anni dovrebbe lavare i denti con spazzolini monouso, cioè quelli usa e getta. Ma a scuola nessuno li fornisce, e dunque i bambini non lavano mai i denti dopo i pasti.

A che cosa serve lavarsi i denti – Serve a eliminare i batteri che si depositano sui denti e causano la placca e il tartaro e, a lungo andare, anche le carie.

Che cos’è una carie e come si forma. Alcuni batteri che vivono nella bocca trasformano gli zuccheri contenuti negli alimenti, in acidi che attaccano e corrodono lo smalto dei denti. Fino a provocare un “buco”. La lesione può estendendersi fino alla dentina, la carie diventa più profonda, visibile ed alle volte dolorosa. Quando si manifestano questi sintomi bisogna subito consultare un dentista.

Come si previene?  Poiché è impossibile impedire la formazione e la crescita dei batteri nella bocca, per prevenire le carie è indispensabile avere  corrette abitudini di igiene orale. Quindi lavarsi i denti e limitare l’uso degli zuccheri. 

Lo zucchero è senz’altro il nemico numero uno dei denti! E’ importante quindi cercare di limitarne il consumo, soprattutto tra i pasti.

Qualche regola per avere denti sani

1 – Sciacquare lo spazozlino sotto l’acqua poi stendere il dentifricio

2  – Spazzolare dalla gengiva in giù sull’arcata superiore e viceversa quando si spazzolano di sotto

3 – Vanno lavati almeno due volte al giorno. I momenti migliori sono dopo la prima colazione e prima di andare a letto. Sotto i sette anni bisognerebbe che i genitori sorvegliassero “l’operazione”!

4  – Lo spazzolino deve avere setole morbide. Quelli con setole dure graffiano le gengive. Cambiate lo spazzolino ogni tre mesi o anche prima se appare consumato.

5 – Tenete un timer nel bagno e impostatelo ad almeno due minuti. Così, come raccomandato dai dentisti, due minuti sono il tempo minimo necessario per quest’operazione. Non è semplice altrimenti tenere conto del tempo.

Allarme ozono, al Polo nord c’è un buco da record!

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Le_punte_degli_alberiGINEVRA – Sull’Artico il buco dell’ozono è sempre più… bucato! L’allarme è dell’Esa, l’agenzia spaziale europea. Posto a 25 chilometri dalla superficie terrestre l’ozono ha il compito di filtrare i raggi che arrivano dal sole (ultravioletti), proteggendo così gli organismi viventi, gli uomini, ma anche le piante e gli animali. Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti non solo può creare gravi malattie alla pelle (melanomi) ma può inibire la fotosintesi e fitoplancton, alla base della catena alimentare marina. Invece ora lo strato è diventato molto sottile.

Gli scienziati sono al lavoro per capire cosa è successo. Secondo l’Esa la colpa è dei “vortici polari” una circolazione dei venti che avrebbe portato via ozono dal polo nord per trasportarlo a tropici. Secondo l’Organizzazione mondiale metereologica sarebbe invece colpa anche nostra, per la persistenza nell’atmosfera di sostanze nocive.

Buco dell’ozono, effetto serra, ma che pasticcio! Si potrà mai bucare l’aria? Che c’entra la serra come quella dei fiori sul terrazzo, con i gas? E poi quali gas? Se avete voglia di capirci qualcosa partiamo! Anche perchè oggi sappiamo che le nostre azioni possono provocare effetti sul cambiamento del clima.

Che cos’è il  “buco dell’ozono” ? E’  stato scoperto nella prima metà degli anni ’80, quando un gruppo di ricercatori, analizzando i dati raccolti dal satellite in tanti anni, si accorsero della rapida diminuzione della concentrazione del gas nella stratosfera antartica. Era infatti crollata del 40 per cento tra il 1975 e il 1984. Si iniziò a parlare di “buco”, anche se in realtà si tratta dell’assottigliamento dello strato che l’ozono forma ad alcuni chilometri di altezza, svolgendo un ruolo di equilibrio per la biosfera. Gli scienziati si resero conto che la colpa era soprattutto dei CFC i Clorofluorocarburi, sostanze artificiali utilizzate dall’uomo a partire dagli anni ’30 del secolo scorso. Si trovavano soprattutto nelle bombolette spray e anche nei cicli di raffreddamento… Nel giro di pochi anni si arrivò al Protocollo di Montreal (1987) per limitare l’uso dei Cfc e di altre sostanze similari e poi all’inizio degli anni ’90 si decise la la messa la bando.

E l’effetto serra? Gli scienziati oggi pensano che che il riscaldamento del clima sia dovuto alla maggiore concentrazione di gas ad effetto serra che intrappola il calore nell’atmosfera. E noi uomini siamo i responsabili.

Come funziona l’effetto serra?

I raggi del Sole riscaldano la superficie della Terra. Dalla Terra poi il calore si diffonde di nuovo risalendo. I raggi (quelli che risalgono dalla Terra si chiamano “infrarossi”) attraversano l’atmosfera che si comporta proprio come una serra: lascia passare la luce e trattiene parte del calore. E’ un effetto naturale (dovuto soprattutto al “vapore acqueo”) grazie al quale la temperatura  media del pianeta è di 15 gradi circa. Se così non fosse saremmo sempre al freddo: 18 gradi sotto zero, dicono gli esperti. Ma tutte le attività dell’uomo stanno aggiungendo all’atmosfera i “gas” che aumentano l’effetto serra e di conseguenza riscaldano il pianeta. Più di quanto servirebbe!

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Un piccolo-grande grado in più
Nell’ultimo secolo in Europa la temperatura è aumentata di 1 grado. Che sarà mai? direte voi… Invece un gruppo di esperti che sta lavorando a questo problema per le Nazioni Unite prevede che entro il 2100 se non riusciamo a cambiare le cose la temperatura aumenterà fra 1,8 e 4 gradi, che possono diventare 6,4 nella peggiore delle ipotesi. Beh, pensate che nell’era glaciale (ben 12mila anni fa) la temperatura era di soli 5 gradi inferiore a quella di oggi e l’Europa era ricoperta da uno spesso strato di ghiaccio. Cosa succederà dunque  al nostro pianeta se la temperatura si alza ancora?

Cosa sta già succedendo
– I ghiacciai dei Poli si sciolgono – Gli esperti ritengono che il 75 per cento dei ghiacciai situati sulle Alpi svizzere scomparirà entro il 2050
– i mari si alzano: nel corso dell’ultimo secolo si sono già innalzati di 12-22 centimetri
– la natura si scatena, alluvioni, ondate di calore, siccità, bombe d’acqua
– la natura è minacciata: animali e piante non riescono ad adattarsi al cambiamento del loro habitat

COSA PUOI FARE TU Abbassare di appena un  grado il riscaldamento in casa può ridurre drasticamente il calore nell’atmosfera 300 chili di Co2
– Spegni le luci quando non ti servono. Pensa, solo 5 lampadine possono evitare l’immissione di 400 chili di Co2 ogni anno. Computer e tv non devono stare in stand by
– Riciclare i rifiuti, fare la raccolta differenziata. Quando fai la brutta copia gira i fogli usati: sai che per ogni tonnellata di carta riciclata si saranno salvati 17 alberi!
– usate mezzi pubblici o camminate a piedi

PER SAPERNE DI PIU’ C’è un libretto facile e veloce da leggere. Si intitola “L’atmosfera e l’effetto serra” di Valérie Masson-Delmotte e Marc Delmotte (ed. Dedalo). Un nonno scienziato spiega ai due nipotini curiosi Carlo e Giulia tutti i segreti dell’aria, dei gas…

ATTENZIONE!!! >Ti sei accorto che abbiamo parlato di due diversi tipi di raggi: “ultravioletti” e infrarossi. Sono raggi entrambi ma non sono la stessa cosa…Hai capito la differenza?

Un bimbo su due pesa troppo! Scaliamo la piramide alimentare

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caratteri_coloratiMILANO – Tra gli otto e i nove anni quasi un bambino su due è in sovrappeso mentre uno su dieci è addirittura obeso. Lo rileva la ricerca fatta dall’Istituto superiore di sanità. In Italia quasi un milione di bambini sono in sovrappeso e di questi 400 mila sono obesi. Una sorpresa? Neanche per idea! Solo una conferma di quanto già rilevato nel 2009.

cicciottoI ragazzi sbagliano a a mangiare. Provate a vedere se rientrate in uno di questi numeri: il 9 per cento dei bambini salta la prima colazione, il 30 per cento la fa ma sbagliata. Il 68 per cento fa una merenda a scuola esagerata. Un genitore su quattro ammette che i propri figli non consumano né frutta né verdura mai nell’arco della giornata, mentre quasi la metà dei bambini beve ogni giorno bevande zuccherate o gassate. A complicare la situazione Il 22 per cento pratica sport per non più di un’ora a settimana. La metà dei bambini ha la tv in camera!  Il 38 per cento guarda la tv e gioca con i videogiochi per tre o più ore al giorno e solo 1 su quattro va a scuola a piedi o in bicicletta.

Se siete in più di una di queste categorie sappiate che dovreste darvi una bella regolata! Pensate comunque che ci sono anche tanti grandi che pare sappiano bene tante cose e invece….

Anche i genitori non hanno sempre le idee molto chiare! Nella pasta? Ci sono i grassi. E nelle verdure? Le proteine! Sbagliato. A rispondere così non sono stati dei bambini delle elementari alle prese con l’ultima verifica di scienze, ma mamme e papà che sull’alimentazione non hanno le idee molto chiare.

Da uno studio dell’università di Bologna saltano fuori questi incredibili risultati: e cioè che nel pane c’è il colesterolo, nella pasta i grassi e nelle verdure le proteine. Non solo, 8 genitori su 10 dicono di conoscere la dieta mediterranea ma in realtà la maggior parte non sa quali sono i principi di base. Sulla piramide alimentare scivolano ancora di più: il 60 per cento degli intervistati non ne ha mai sentito parlare. Così la maggior parte delle persone sbaglia le combinazioni e mangia squilibrato ricorrendo spesso (e volentieri) a peccati di gola.

Chi ha inventato la dieta mediterranea? Seguire una dieta sana e equilibrata aiuta a stare meglio. Il primo a intuire che c’era un rapporto tra l’alimentazione e alcune malattie fu nel 1939 il medico nutrizionista italiano Lorenzo Piroddi considerato un po’ il padre della dieta mediterranea. Poi lo scienziato americano Ancel Keys dette il via a una famosa ricerca “Seven countries study” in cui furono messi a confronto i regimi alimentari di 12mila persone tra i 40 e i 59 anni di sette paesi del mondo (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia). I risultati non lasciarono dubbi: con la dieta del mediterraneo ricca di olio di oliva invece che di burro, frutta e cereali invece che carne rossa, latte e derivati si vive  più in salute.

Keys: visse ben cento anni seguendo il suo schema alimentare!

Che cos’è la dieta mediterranea – E’ un modello nutrizionale ispirato al modo in cui mangiano i paesi che si affacciano sul mediterraneo, in particolare Italia, Francia, Spagna e Grecia. Nel 2010 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Quali sono gli alimenti principali? Un posto privilegiato è occupato dai cereali che non significa solo pasta e pane, bensì anche riso, orzo, farro, mais. Importanti anche i legumi ricchi di carboidrati ma anche di proteine, frutta e verdura ricche di vitamine e acqua. Il pesce da preferire alla carne.

Che cos’è la piramide alimentare – E’ un grafico a forma appunto di piramide (lo vedete nella foto sopra) in cui sono sistemati gli alimenti a seconda dell’importanza e della quantità in cui devono essere assunti nell’arco della giornata. Alla base della piramide ci sono dunque gli alimenti che vanno consumati in quantità maggiore e più spesso al vertice, quelli che vanno presi a piccole dosi  i dolci per esempio!)

Al Festival del Giornalismo, piccoli reporter ambientalisti

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delegazionegnePERUGIA – Un workshop su Giornalismo&Ambiente pensato per i reporter più giovani, dai 14 ai 19 per intendersi. Si è tenuto al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Docente, il direttore di Modus Vivendi, Marco Gisotti. Alunni già prenotati, i Giornalisti Nell’Erba, (nella foto la delegazione di reporter) ed in particolare alcuni corrispondenti dall’Umbria, dall’Emilia Romagna, dal Lazio di quella che aspira a diventare la più giovane e grande redazione ambientale del mondo. Il workshop è aperto a tutti, purché giovanissimi.

Si terrà al teatro Pavone, a Perugia, a partire dalle 10.  Il “prof”  spiegherà come e perché l’ecologia è arrivata in prima pagina. Sarà perché sono cambiate le paure e le emergenze? E’ solo una questione di opinioni? I giornalisti nell’erba, in effetti, sono un po’ “veterani” del Festival. Già l’anno scorso sono andati in folta delegazione dal Lazio, dall’Emilia, dall’Umbria e dalla Toscana a intervistare Leo Hickman, il giornalista del giornale inglese The Guardian che ha sperimentato un anno di vita famigliare totalmente ecologica. Lui però non c’era: era rimasto bloccato all’aeroporto di Londra per via della nube vulcanica che ha bloccato il traffico aereo per giorni e giorni. Al suo posto, hanno trovato Giuseppe Smorto, condiretttore di Repubblica.it, e Virman Cusenza, direttore de Il Mattino. Bravissimi a reinventarsi le domande sull’ambiente ma anche sulla professione, sulla deontologia professionale, sul bavaglio alla stampa, sulla sindrome della pagina bianca, hanno messo alla corda i due direttori, fino ad ottenere la presenza di Repubblica.it e del Mattino tra i mediapartner del progetto Giornalisti Nell’Erba. Quest’anno saranno al festival come allievi, già piuttosto competenti, come dimostrano gli articoli, i giornali, le riviste intere, i telegiornali, i video, le foto, i reportage con i quali in migliaia, da tutte le regioni d’Italia, hanno partecipato alla quinta edizione del concorso nazionale e internazionale di giornalismo ambientale Giornalisti Nell’Erba. Il 27 maggio prossimo, alla Giornata dei GNE che si terrà nella bella sede italiana dell’European Space Agency, partner dell’iniziativa, si conosceranno i nomi dei vincitori.

In gita nello spazio? 95mila dollari tutto incluso

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terra_MILANO – Chissà quante volte avete usato l’aggettivo “spaziale” per definire un viaggio fantastico! Ora c’è davvero chi il viaggio spaziale lo ha organizzato davvero! C’è un sito che organizza viaggi super lusso a cifre da capogiro che s’è invitato una mini-vacanza (a maxi prezzo)  nello spazio.
In collaborazione con altre due agenzie che offrono viaggi spaziali, ha lanciato una gita a 200 mila piedi (poco più di 60 chilometri) dalla superficie terrestre a bordo della navicella Lynx Mark I che viaggia al doppio della velocità del suono. Poco importa se per definirsi astronauti bisogna superare gli 80 chilometri di altitudine (almeno secondo la definizione statunitense). E’ assicurato l’effetto di assenza di gravità e una vista sul pianeta che definire unica non è esagerato!

C’è un unico inconveniente: il prezzo. Il giretto costa 95mila dollari (circa 70mila euro) che possono diventare 85 mila se ci sono almeno dieci prenotazioni entro tre mesi. Il volo è in programma a novembre 2013, chissà se ci sarà qualcuno pronto a partire!

Un bambino su quattro è allergico

MILANO – Starnuti, naso che cola o chiuso, prurito, tosse secca: se avete questi sintomi in primavera non si tratta di influenza, ma più probabilmente di allergia. Una vera e propria epidemia: sono sempre di più i bambini che vengono colpiti da questa fastidiosa reazione dell’organismo a erbe, pollini, ma anche cibi particolari o polveri che nei casi più gravi va trattata con farmaci appropriati. Uno su quattro per l’esattezza ma tra una decina di anni potrebbero addirittura essere allergici in Europa un bambino su due.

A fare il punto sulla diffusione delle allergie è l’allergologa Antonella Muraro, responsabile del Centro Allergie Alimentari della Regione Veneto presso l’Azienda Ospedaliera di Padova. ”Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un aumento costante dei pazienti allergici – ha detto la dottoressa – e, se la tendenza si manterrà analoga, nel 2015 si potrebbe arrivare ad un 40-45%’. Attualmente 1 bambino su 4 è allergico ma si stima che nel 2020 1 su 2 nell’Unione Europea sara’ affetto da malattia allergica cronica”. In particolare risultano in aumento le allergie alimentari soprattutto nei bambini e nelle forme più gravi.  Per spiegare l’aumento delle allergie vengono chiamati chiamati in causa l’inquinamento dell’aria e lo stile di vita dei Paesi piu’ sviluppati che sembra non fornire piu’ al sistema immunitario indicazioni per il corretto riconoscimento di sostanze di solito normalmente tollerate.

Si cerca Monna Lisa: sarà lei la vera Gioconda?

Gioconda

GiocondaFIRENZE – Partono il 27 aprile le ricerche della tomba di Lisa Gherardini Del Giocondo (1479-1542) la nobildonna fiorentina che, con tutta probabilità, fece da modella a Leonardo da Vinci per il dipinto della “Gioconda”. Si cerca nell’ex convento di Sant’Orsola a Firenze. Qui infatti si ritirò Monna Lisa Gherardini moglie di Francesco Del Giocondo dopo essere rimasta vedova.
Obbiettivo della ricerca è il recupero del Dna. Il confronto col Dna dei discendenti potrebbe per dare un volto reale alla Gioconda.

Chi era la Gioconda? E’ una domanda alla quale ancora non c’è risposta certa. L’ipotesi più credibile è appunto che si tratti di Monna Lisa Gherardini, ma la certezza non c’è.

Alcuni dubbi sono sorti a partire dalla descrizione dello storico Giorgio Vasari, che nei suoi scritti, parlando del ritratto che Leonardo fece a Lisa Gherardini, descrive dei dettagli che nella Gioconda non ci sono. Ad esempio la “peluria delle sopracciglia magnificamente dipinta” (che la Gioconda non ha) così come “le fossette sulle guance”. Altri esperti puntano il dito su Caterina Sforza, figlia illegittima del Duca di Milano, mentre un’altra tesi riconduce il celebre volto alla madre del pittore. Negli ultimi tempi, si è diffusa anche la curiosa teoria dell’artista americana Lillian Schwartz, secondo la quale il dipinto non sarebbe nient’altro che un autoritratto di Leonardo in abiti femminili. La stessa artista, conosciuta per l’uso pionieristico dell’analisi dell’arte al computer, aveva ricondotto ad un autoritratto di Leonardo da Vinci.

Il furto del quadro E’ esposta al Museo del Louvre di Parigi, in una enorme sala circondata da un cordone che la tiene a grande distanza dal pubblico, in seguito ai numerosi tentativi di atti vandalici che ha subito in passato, e del furto avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1911. A compierlo un ex impiegato del Louvre, convinto che il dipinto appartenesse all’Italia e non dovesse più restare in Francia. Lo aveva portato via uscendo dal museo a piedi, nascondendolo sotto il cappotto. Per qualche tempo lo tenne nascosto in una valigia sotto il letto in una pensioncina di Parigi. Poi attraversò il confine con l’intenzione di regalarlo all’Italia. Venne catturato quando cerco di venderlo a Firenze due anni dopo.

La storia della Gioconda Secondo gli studiosi fu dipinta dal Maestro negli anni che vanno dal 1503 al 1514. A portarla in Francia, dov’è attualmente, fu proprio Leonardo nel 1516. Il dipinto fu acquistato, insieme ad altre opere, da Francesco I, che pagò ben 4.000 ducati d’oro. Più tardi, Luigi XIV fece trasferire il dipinto a Versailles. Dopo la Rivoluzione francese, venne spostato al Louvre, dove si trova ancora oggi, a parte una piccola parentesi durante la quale Napoleone Bonaparte lo volle nella sua camera da letto.

Al contrario di come si potrebbe immaginare, il capolavoro leonardiano non è di grandi dimensioni: misura infatti 77 centimetri di altezza per 54 di larghezza. La tecnica usata per realizzarlo è quella dei colori ad olio, attraverso un tratto perfettamente sfumato che rende impossibile percepire i passaggi del pennello. L’immagine mostra una donna a mezza figura girata a sinistra ma con il volto rivolto frontalmente verso lo spettatore. Il suo sguardo enigmatico sono una fra le caratteristiche che hanno reso questo dipinto uno tra i più famosi al mondo

 

Cinquant’anni fa il primo uomo andò nello spazio

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gagarinMILANO – Rivive sulla Stazione Spaziale Internazionale il sogno che il 12 aprile 1961 ha portato il primo uomo nello spazio: il russo Yuri Gagarin. ”Quella del volo di Gagarin è una data importante per tutta l’umanità – spiega l’astronauta Paolo Nespoli, che festeggerà tra le stelle i 50 anni dal primo volo umano nello spazio – 50 anni fa il primo essere umano è uscito dall’atmosfera e ci ha dimostrato che era possibile fare una cosa fino a quel momento considerata impossibile”. Il volo dell’allora maggiore Gagarin iniziò il 12 aprile 1961, alle ore 9.07 di Mosca, all’interno della navicella Vostok 1 (che significa Oriente 1). Compì un’intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un’altitudine massima (apogeo) di 302 chilometri e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km/h. 

La Terra è blu
Durante il volo, guardando dalla navicella ciò che nessuno aveva mai visto prima, comunicò alla base che “la Terra è blu. Che meraviglia, è incredibile”. Dopo circa 100 minuti di volo intorno al nostro pianeta, senza avere il controllo della navicella spaziale, guidato da un computer controllato dalla base, la capsula frenò la sua corsa accendendo i retrorazzi, in modo da consentire il rientro nell’atmosfera terrestre. Gagarin venne espulso dall’abitacolo e paracadutato a terra. Il volo terminò alle 10.20 ora di Mosca, in un campo vicino alla città di Takhtarova.

terra_L’eroe astronauta 

Migliaia di russi lo attendevano al suo ritorno e la sua impresa ebbe una grande eco in tutto il mondo. Gagarin dimostrò che l’uomo era in grado di volare oltre le previsioni, diventando a soli 27 anni il primo uomo della storia a orbitare intorno alla Terra e a osservarla dallo spazio. Venne decorato con l’Ordine di Lenin, la massima onorificenza sovietica, diventando Eroe dell’Unione Sovietica. Gagarin morì il 27 marzo 1968, sette anni dopo la sua grande impresa, a bordo di un piccolo aereo caccia, schiantatosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržač.

La gara con gli americani
Neppure un mese dopo, il 5 maggio 1961, l’astronauta americano Alan Shepard entrò nello spazio con la navicella  Freedom 7. Ma gli Stati Uniti si rifecero dello smacco subito dai russi quando, i 21 luglio 1969, Neil Armstrong divenne il primo uomo a posare piede sulla Luna, nell’ambito della missione Apollo 11. L’atterraggio sulla Luna venne interpretato come uno dei momenti più significativi del ventesimo secolo e le parole di Armstrong, quando fece il primo passo sul suolo lunare,  sono rimaste nella storia: “Un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l’umanità”. Il primo astronauta italiano fu invece Franco Malerba, a bordo dello Space Shuttle il 31 luglio 1992.

nespoli
50 anni dopo
”Da qui – spiega oggi l’astronauta Nespoli  – continuiamo a far rivivere il sogno di Gagarin e dimostriamo che se 50 anni fa stare in orbita per poco piu’ di 100 minuti era stato un grande passo, oggi e’ possibile restarci per oltre sei mesi. La Stazione Spaziale – è diventata una casa. Certamente adesso lo è ancora per pochi, ma spero che presto possano essere in molti ad avere la possibilita’ di venire quassù a lavorare in assenza di gravità”. Vivere senza gravita’ e’ ”diventente”, perfino ”esilarante” e guardare la Terra dalla grande finestra della Stazione Spaziale, la Cupola, significa vederla sotto un aspetto molto particolare. ”All’inizio – racconta ancora Nespoli – era difficile capire dove fossimo, adesso invece nazioni e citta’ si riconoscono a colpo d’occhio. Si passa rapidamente dall’estate all’inverno dal deserto all’oceano, alla foresta amazzonica e la Terra è sempre bella e fragile”. La vide così molto probabilmente anche Gagarin, nel suo volo di 108 minuti.