“per ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tv!”

Facebook a 13 anni. E’ troppo presto?

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Perché no
di Serena Coppetti

MILANO – Semplicemente, è troppo presto. Così come è troppo presto per fare altre decine di esperienze che fanno già parte di un mondo da grandi. C’è un’età per tutte le cose e quella per facebook non si aggira intorno ai 13 anni. Perché i rischi, si sa, ci sono e sono tanti. Perché è un mondo virtuale dove si contano gli amici invece che sulla dita di una mano a mucchi di centinaia. Ma prima ancora perché a quest’età non è ancora necessario. Perché giocare d’anticipo?  O meglio, perché lasciarli giocare d’anticipo come fosse normale, chiedo a voi genitori?
Se i ragazzi di oggi sono cambiati (e parecchio) rispetto ai loro coetanei di qualche anno fa, di certo non sono  diversi nel loro desiderio di volersi sentire “grandi”. Niente di male, anzi. E’ che nel volere arrivare alla tappa successiva velocemente-più-velocemente-possibile si rischia di perdere qualche passaggio. Perché aspettare ad avere un cellulare? Perché non farsi subito un bel profilo su facebook? Perché non posso uscire con le amiche, avere un I-Pad, un computer tutto mio, una camera da sola, una ciocca di capelli colorata, le scarpe che ho visto in quella vetrina e via crescendo… La domanda non fa una piega. La risposta altrettanto: perché una volta fatta non è più da fare e bisogna puntare a qualcos’altro, poi qualcos’altro e qualcos’altro ancora. Il bello dell’attesa, il piacere della scoperta, il valore della pazienza, la soddisfazione dell’obiettivo finalmente raggiunto dopo anche un po’ di sacrificio non sono cose che un genitore mette in tasca come un cellulare nuovo fiammante con sommo gaudio delle parti. Ma magari aiuteranno i nostri figli (voi ragazzi) ad essere non piccoli-adulti di oggi ma veri-grandi di domani.


perchè sì
di Carlo Piano

“Basta non esagerare. Tutto fa male, se si esagera: anche leggere libri, mangiare caramelle o giocare a pallone in cortile. Persino bere troppa acqua può essere pericoloso. Un tempo i ragazzini si scambiavano bigliettini, oggi c’è facebook. Un tempo c’era il diario da far leggere solo agli amici piu’ fidati, oggi c’è facebook. Non bisogna aver paura del futuro, il mezzo è diverso ma i meccanismi sono sempre quelli. La tecnologia moderna applicata a sentimenti antichi. L’amicizia, il segreto da condividere, la voglia di conoscere gli altri e di sapere cose nuove. I ragazzini si scambiano le foto delle vacanze, il video del gatto di casa, la festa di compleanno commentano le canzoni del momento, segnalano quello che ritengono curioso. Che male c’è in tutto questo, chiedo ai genitori? Certo sul web si possono incontrare persone antipatiche e persino pericolose, ma lo stesso può succedere davanti alla scuola o all’uscita della palestra, ed è anche peggio. E poi su facebook gli amici si scelgono, ecco semmai e’ importante che i ragazzini sappiano scegliere e giudicare. Cose che si imparano, e in questo i genitori contano molto. Lasciamo che usino facebook, twitter e le altre diavolerie di questi anni. Non per troppo tempo, magari controllando ogni tanto chi sono gli amici e parlandone con i ragazzi. Basta non esagerare, per il resto questo è il futuro e non deve farci paura.

18 gennaio…

 

1896 Viene mostrata la prima macchina a raggi X. Utilizzati soprattutto  in campo medico, i raggi X, attraverso le radiografie, permettono di “vedere” attraverso il corpo umano. Prima della loro scoperta, le fratture erano diagnosticate soltanto grazie all’intervento del bisturi. La scoperta (come succede molte volte…) è stata casuale. Merito di  Wilhelm Conrad Röntgen, fisico tedesco intento a studiare la fluorescenza. Era daltonico e per questo durante i suoi esperimenti oscurava completamente la stanza. Si accorge di misteriosi raggi invisibili all’occhio umano, capaci di attraversare qualsiasi corpo. Così chiamò la moglie, Anna Bertha Ludwig,  e la sua mano con tanto di anello matrimoniale al dito, (la vedete nella foto) è stata la prima radiografia dello scheletro della mano. E’ l’8 novembre 1895, quando Röntgen scopre i raggi X. Li chiama in questo modo per indicare appunto che i raggi sono “sconosciuti”.

Nel 1901 per questa scoperta ricevette il premio Nobel.

Tabelline addio, i calcoli così sono un gioco

Fare le moltiplicazioni non è masi stato così facile! Anche senza sapere le tabelline. Avete visto il metodo giapponese… E’ un trucco, una genialata, oppure un semplice giochetto per stupire gli amici.

Il video sulla pagina Facebook «Did you know?»è diventato virale ed è stato visto da milioni di persone. Basta tracciare delle linee, contare le intersezioni e voilà… il risultato!

Terza media, come cambia l’esame

MILANO – Addio vecchio tema.  Sarà il riassunto la vera “new entry” per il prossimo esame di terza media.
A giugno debutta il nuovo esame di terza media. Prevede solo tre scritti (una prova di italiano, una di matematica, una sulle lingue straniere) e un colloquio per accertare le competenze trasversali, comprese quelle di cittadinanza. Non ci saranno più le prove Invalsi, abrogato il 5 in condotta.

La prova di italiano 
Le tracce dovranno comprendere:

 

  • Testo argomentativo;
  • Testo narrativo o descrittivo;
  • Comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo, scientifico anche attraverso richieste di riformulazione.

Verificherà la padronanza della lingua, la capacità di espressione personale, la coerente e organica esposizione del pensiero da parte delle alunne e degli alunni. La prova potrà essere strutturata anche in più parti, mixando le tre diverse tipologie.

Il ministero ha istituito una commissione guidata dal linguista Luca Serianni  che ha messo a punto un documento con le indicazioni operative sulle possibili modalità per verificare le competenze di lingua italiana delle studentesse e degli studenti che affronteranno il primo esame della loro vita. Prevede anche un suggerimento rivolto  ai docenti affinché, durante tutto il triennio della scuola di primo grado, anche in vista dell’Esame finale, sia rilanciato il ruolo del riassunto che, spiegano gli esperti, presenta “alcuni requisiti formativi che appaiono di grande importanza”. Il riassunto, infatti, “verifica la comprensione di un testo dato e la capacità di gerarchizzarne i contenuti, anche attraverso la scansione in macrosequenze; abitua, con la pratica della riformulazione, all’uso di un lessico adeguato; infine, propone ad alunne e alunni testi di natura e destinazione diverse, mostrando loro attraverso il contatto diretto il variare della lingua a seconda della specifica tipologia testuale”.

Invalsi
Sarà anticipato ad aprile, le prove saranno sostenute al computer, oltre a italiano e matematica comprenderà anche inglese, ma i risultati non incideranno sul voto finale.

Lingua straniera 
È prevista una sola prova di Lingua straniera, ma che valuterà entrambe le lingue studiate. Sarà divisa in due sezioni, e verificherà che le alunne e gli alunni siano in possesso delle competenze di comprensione e produzione scritta di livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per l’Inglese e A1 per la seconda lingua comunitaria (francese, spagnolo o tedesco a seconda di quello che avete studiato). La prova potrà consistere: in un questionario di comprensione di un testo a risposta chiusa e aperta; nel completamento di un testo in cui siano state omesse parole singole o gruppi di parole, oppure riordino e riscrittura o trasformazione di un testo; nell’elaborazione di un dialogo su traccia articolata che indichi chiaramente situazione, personaggi e sviluppo degli argomenti; nell’elaborazione di una lettera o email personale su traccia riguardante argomenti di carattere familiare o di vita quotidiana; nella sintesi di un testo che evidenzi gli elementi e le informazioni principali.

 

Valutazione e voto finale
Il voto finale deriverà dalla media fra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove scritte e del colloquio. Potrà essere assegnata la lode.

Ti sei distratto e hai fatto errori? Non avevi dormito abbastanza e i neuroni hanno staccato la spina!

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MILANO – Chi ha mai sentito il detto “Chi dorme non piglia pesci”? Ebbene sembra che in realtà sia meglio dormire e far riposare il cervello per poter studiare, lavorare e raggiungere i propri obiettivi. Dormire troppo poco infatti manda in tilt il cervello e soprattutto i neuroni off-line. La scoperta è stata fatta da un ricercatore italiano, Giulio Tononi, insieme ad un team dell’Università del Wisconsin-Madison. La sua ricerca spiega, infatti, scientificamente come sia più facile dimenticare le cose e commettere errori quando le ore di sonno sono ridotte. Meglio dormire a sufficienza e far riposare l’organismo se si vogliono evitare disagi e problemi durante la giornata.

Tutta colpa di qualche neurone che non ce la fa più e per la troppa stanchezza stacca, si addormenta lui da solo mentre il cervello resta sveglio. Ecco perchè si perde i colpi magari durante un compito, l’attenzione cala e si rischia più facilmente di sbagliare.

COME FUNZIONA IL SONNO

Tutti sappiamo dormire senza che nessuno ce l’abbia insegnato. Il perché è molto semplice. Il sonno fa parte di un processo fisiologico regolato da un orologio biologico che determina le ore di riposo e quelle di veglia. Gli studiosi hanno evidenziato che il sonno non è uguale per tutta la sua durata ma è caratterizzato dalla presenza di 2 fasi principali: la fase Rem e la fase Non-Rem. Il termine REM deriva dall’inglese rapid eye movements (movimenti oculari rapidi) e dipende dal fatto che durante tale fase gli occhi si muovono con movimenti ritmici rapidi. In questa fase, che si verifica normalmente 4 o 5 volte per notte, si fanno sogni molto intensi.

QUANTO BISOGNA DORMIRE

Per quanto riguarda gli adulti non è possibile stabilire una durata del sonno ottimale, non esiste un tempo standard, perché questo è un fatto individuale e diverso da una persona all’altra. E se è vero che il fabbisogno di sonno diminuisce con l’età, i pediatri hanno dato delle linee guida per capire quanto dovrebbe dormire un ragazzino. Se siete dei veri dormiglioni niente paura: tra i 9 e i 12 anni la quantità ottimale di sonno è di 10 ore. Dai 13 può diminuire a 8 ore e 20 minuti.

Il film da non perdere: Wonder

Da non perdere…
Auggie Pullman ha dieci anni, gioca alla playstation e adora Halloween. Perché è l’unico giorno dell’anno in cui si sente normale. Affetto dalla nascita da una grave anomalia cranio-facciale, Auggie ha subito ventisette interventi e nasconde il suo segreto sotto un casco da cosmonauta. Educato dalla madre e protetto dalla sua famiglia, Auggie non è mai andato a scuola per evitare un confronto troppo doloroso con gli altri. Ma è tempo per lui di affrontare il mondo e gli sguardi sconcertati o sorpresi di allievi e professori…
 Tratto dal libro scritto da Palacio, per chi volesse leggere la storia!
Scritti da voi!
Ecco la scheda del libro scritta da Lapo, 2 media, Milano
  • Trama in breve – Il libro racconta la storia di August, un bambino di dieci anni, affetto dalla sindrome di Treacher Collins, una malattia che gli ha deformato la faccia. Per la prima volta, Auggie viene iscritto a scuola dove conosce Jack, Charlotte e Summer, che saranno i suoi amici. Ma si troverà anche ad affrontare le persone che lo prendono in giro e per lui non saranno momenti facili, tanto che a un certo punto sarà sul punto di andare via dalla scuola. Dopo aver cambiato idea grazie alla sorella Via, ne uscirà vittorioso. Infatti vince il premio “Henry Ward Beecher” per il suo valore umano
  • Giudizio personale: mi è piaciuto perché insegna ad avere fiducia in se stessi. August, infatti, nonostante tutti lo prendessero in giro, affronta le sue paure credendo in se stesso.

In viaggio con la Nasa “A Human Adventure”

NASA – A Human Adventure è un viaggio di conquiste e di scoperte che si estende per 1500 metri quadri, tra razzi, Space Shuttle, Lunar Rover, in un percorso didattico ed emozionante, scientifico e immersivo, che va dal primo lancio nello spazio ai giorni nostri e che presenta circa 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali NASA, la maggior parte di essi in prestito dal Cosmosphere International Science Education Center e dallo Space Museum e dal U.S. Space & Rocket Center, molti dei quali sono stati nello spazio.

I visitatori potranno ammirare le splendide astronavi costruite dalla NASA e scoprire le storie delle persone che vi sono state a bordo o che le hanno progettate e costruite come per esempio un enorme modello in scala del gigantesco razzo lunare Saturn V o la replica fedele della pioneristica navicella Mercury con la quale venivano condotte le prime missioni spaziali, e la navicella Gemini, costruita per missioni di lunga durata e ancora un modulo dell’Apollo che portò il primo essere umano sulla Luna e il Rover Lunare che servì agli astronauti per esplorarla. Non poteva mancare l’ormai iconico Space Shuttle, prima navicella riutilizzabile, con una sezione che consentirà ai visitatori di vedere il ponte di volo e il ponte di mezzo.

Si potrà anche sperimentare una simulazione di volo a “bordo” del Mercury Liberty Bell 7 dove si trovava l’astronauta Gus Grisson. Il simulatore “G-Force-Astronaut Trainer” sarà per grandi e piccini come una sorta di grande salto adrenalinico, proprio grazie alla forza di gravità generata.

Dove: a Milano Lambrate, Spazio Ventura XV (via Privata Giovanni Ventura 15)
Quando: fino al 4 marzo
Per informazioni clicca qui   

Grilli e scorpioni al cioccolato: la cena è servita!

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di Serena Coppetti

MILANO – E per cena? Altro che minestrone ragazzi! E se vi toccasse scegliere tra grilli o spiedini di scorpioni per fare il pieno di vitamine e proteine. Tenetevi forte perché questo è un giro del mondo solo per chi ha uno stomaco di ferro.

Paese che vai infatti, “schifezza” che trovi (Italia compresa!).

Ma è solo una questione di gusti e di abitudini: in alcuni paesi quello che vi può sembrare davvero disgustoso rappresenta una prelibatezza riservata alle feste e ai giorni importanti.

Non solo. Per la Fao è il cibo del futuro, fa parte delle diete tradizionali di almeno due miliardi di persone e che potrebbe quindi essere essenziale per combattere la fame.

A Expo c’è stata la possibilità di vedere e anche di assaggiare prelibatezze di questo tipo….

In anteprima grilli e larve al cioccolato e vino di serpente.

Per la prima volta in Italia si è visto in tavola il pesce palla grazie ad una speciale deroga accordata al Giappone per l’esposizione o la degustazione esclusivamente all’Expo che sta per essere concessa anche al coccodrillo per il quale si è mosso lo Zimbawe.

Dalla Thailandia scorpioni ricoperti di cioccolato, larve giganti, termiti disidratate, vodka allo scorpione e cavallette mentre altri insetti dovrebbero arrivare da Vietnam e Birmania, dove sono abitualmente consumati.

In Cambogia ad esempio il banchetto è a base di insetti.
In Thailandia i bambini sgranocchiano tranquillamente scorpioni fritti che pare siano un’ottima fonte di vitamine (sempre che si resti vivi!).
Le cavallette fritte dette chapulines “saltate” con limone e peperoncino sono una specialità del Messico.
In Islanda i cubetti di squalo putrefatto chiamati hakeri vengono mangiati tappandosi il naso a causa del terribile odore.
Testicoli e coda di bue sono invece i mocillas e rabbi che si mangiano in Spagna..
In Scozia vi potrebbero servire un stufato di cuore, polmoni e fegato di manzo cotto direttamente nel budello dell’animale.
In Australia si mangiano le Witchetty grub larve paffute alimento fondamentale per gli aborigeni per migliaia di anni che vengono mangiate prima che diventino falene.
fuguIn Giappone si mangia il Fugu, (eccolo nella foto) un pesce simile al pesce palla e velenosissimo se viene cucinato nel modo sbagliato.
In Cambogia la frittura di tarantola è considerata una squisitezza se cotta nell’olio bollente e ricoperta di zucchero e aglio.
A Pechino gli scorpioni possono essere serviti come spiedini, in Thailandia fritti o imbevuti nel whisky. Come pop corn…
E per finire la “bava” fermentata con mais tritato in America latina.
La guida Lonely Planet ha fatto anche una classifica qualche tempo fa con i dieci piatti più disgustosi.

Ma c’è chi dice che gli strani siamo noi. E che in un futuro non troppo lontano oltre che lumache, rane e trippa anche in Europa ci faremo delle belle scorpacciate di insetti, magari come già succede, caramellati al cioccolato!
Secondo la Fao 1900 specie di insetti vengono consumate in ben 113 paesi del mondo.
Secondo l’Onu nel 2020 gli insetti saranno il nostro pane quotidiano!
Secondo l’indice di palatibilità lo scarabeo sacro sarebbe addirittura squisito.

Uno chef a Milano molto molto noto e anche molto bravo Carlo Cracco ha detto che:
1 – ha cotto e mangiato gli insetti, anche nel suo ristorante.
2 – lo scorpione gli fa schifo e le cavallette sono buone.
3 – sulla rivista Wired ha pubblicato una serie di ricette con larve tritate e locuste ammollate in acqua
Bergamo al Museo civico di scienze naturali Enrico Caffi è possibile partecipare a degustazioni dedicate all’entomofagia 

Uno studio dell’università di Wageningen in Olanda ha dimostrato che gli insetti sono nutrienti come una bistecca e che mangiarli aiuterebbe il pianeta.

“Una corretta alimentazione non puo’ prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale nei paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “a questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che anche se iperproteici sono però molto lontani dalla realtà culinaria nazionale”.

Nel 2030 vuoi fare il ministro? Intanto divertiti diventando parlamentare sul sito della Camera

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parlamentoMILANO- Ma che cos’è la politica? Solo a sentirne parlare c’è da scommetterci che ti viene un bello sbadiglio! Eppoi tutta quella gente che si azzuffa in tivvù a male parole… e pensare che se a te scappa una parolaccia ti becchi pure un rimprovero. Valli a capire questi adulti. Eppure anche se ci provano in tutti i modi a farla diventare una tra le cose più noiosa al mondo, è davvero importante e… ci si può anche divertire.

Ti pare impossibile? Prova per prima cosa ad andare a giocare su un sito che è quello del Parlamento bambini.camera.it (senza www all’inizio!) dedicato proprio ai ragazzi della vostra età dagli 8 ai 13 anni. Ti fai il tuo simpatico avatar-parlamentare e vai a fare una bella (e buona) legge. Oppure entri in Senato www.senato.it/senatoragazzi e lì sì che c’è da divertirsi! Ci sono fumetti, disegni, giochi, quiz e mille curiosità.

Un esempio? Sai perché il palazzo del Senato si chiama “Madama”? Prende il nome, anzi il soprannome,da Margherita d’Austria, detta appunto la “Madama”, moglie di Alessandro de’ Medici che alla morte del marito, nel lontano 1537, ereditò questo palazzo. Da allora è rimasto Palazzo Madama.

Se poi da grande invece di fare l’astronauta o la maestra volessi diventare ministro a Milano c’è il master Res Publica, il primo corso di politica rivolto ai bambini di 10/11 anni. E’ un master che dura tre anni, 10 lezioni ogni anno (il sabato), coordinato dal prof. Francesco Schianchi. Informazioni www.ludum.it.

Ma che cos’è la Politica? Grazie ad Aristotele, il grande filosofo greco, allievo di Platone, il termine Politica anticamente ha avuto il significato di  “studio della polis”, (= città, in greco) delle sue leggi, delle sue regole, dei suoi valori: ha mantenuto questo significato  fino al Sei-Settecento. Politici non sono né gli animali né gli dei! Il punto di partenza è la frase famosa “l’uomo è per natura un animale politico”. Aristotele dice che non sono politici né gli animali né gli dei: solo l’uomo lo è. Vuol dire che per natura l’uomo  è legato ad una vita comunitaria con gli altri e che la forma tipica della vita sociale è la polis (la città). Con il termine “politica” quindi si  indica il complesso di quelle attività che si riferiscono alla “vita pubblica” e agli “affari pubblici” di una determinata comunità di uomini.

Il fine della politica? Vivere bene tutti! Fare politica è quindi occuparsi dell’ ”ottimo Stato”, partecipare, vivere la vita, i problemi, le sfide che coinvolgono la comunità a cui si appartiene, alla ricerca di un obiettivo preciso: Aristotele afferma che il fine della politica non è il vivere, ma il vivere bene, raggiungere “una buona esistenza”, dato che lo scopo dell’associarsi degli uomini è quello di operare per il bene di tutti.

Oggi le cose sono un po’ cambiate! La politica in generale è stata  concepita, dalle sue origini al presente in modi molto diversi: come ricerca del bene comune, come strumento per la realizzazione della vita buona e virtuosa del cittadino, come arte della conquista e della conservazione del potere, come attività di gestione dei conflitti tra individui e gruppi, come luogo della contrapposizione  di vari interessi ideali e materiali presenti nella società civile, ancora come relazione “amico-nemico”. A tutte queste diverse concezioni è necessario aggiungere che il termine “politica”, almeno negli ultimi secoli, si è trasformato e arricchito di una sua ampia applicazione/declinazione (come i tempi e i modi dei verbi): politica economica, politica sociale, politica industriale, politica europea, politica internazionale eccetera.

La video-politica Siamo in una situazione di grandi mutamenti: lo Stato sta progressivamente perdendo quel ruolo centrale che ha sempre avuto negli ultimi cinque secoli, sotto la spinta dei processi di globalizzazione. I partiti stanno perdendo la loro centralità di soggetti che organizzavano e gestivano la partecipazione politica e quindi delle decisioni: la televisione,  sempre più sta trasformando la politica in “videopolitica”; Internet sta ri-costruendo il “villaggio globale”, la nuova “polis” mondiale, interconnessa, raggiungibile in ogni momento, in ogni luogo (prossimamente anche per votare ed esprimere le proprie valutazioni). Oggi quindi capire la politica significa diventare soprattutto cittadini consapevoli capaci di esprimere la propria cittadinanza e la propria responsabilità, per  essere cittadini del mondo.

Perché la politica dovrebbe interessare a un bambino che va in prima media? Ce lo spiega Francesco Schianchi, che qualche anno fa ha coordinato il corso Res Pubblica rivolto ai ragazzi di 10/11 anni.
“Il master vuole essere una esperienza “filosofica, poetica, culturale”, ma anche soprattutto un’esperienza individuale e di gruppo “gioiosa, giocosa  e riflessiva” per costruire in voi ragazzi partecipanti-attori, le basi “per stare al mondo e per cambiare il mondo”: per diventare, se lo vorrete  e continuerete nel percorso iniziato con il Master, i politici del futuro, capaci, consapevoli, responsabili. E’ un progetto innovativo, unico, basato sulla filosofia politica: filosofia (letteralmente significa “amore per la conoscenza”) un tendere a qualcosa non ancora posseduto e un amore del sapere ed una politica: partecipare alla costruzione di una vita buona  e giusta, del bene comune e del futuro della “polis” (la città, sempre più globale) nella quale  siamo chiamati ad abitare responsabilmente.
Il programma Il programma del 1° anno si incentrava sulla conoscenza/consapevolezza delle radici, delle origini e si focalizza sulle prime comunità, sull’invenzione della bellezza,  del lavoro sulla nascita delle città, sulle invenzioni del comunicare, sulla diversità e sull’evoluzione, sull’invenzione della giustizia. Il programma del 2° anno: si sofferma sull’essere cittadino. Ecco i miti di Platone, Aristotele: la politica, la felicità; le utopie di Tommaso Campanella e Tommaso Moro; il pensiero politico del seicento/settecento: Machiavelli, Hobbes, Rousseau. Il 3° anno si affronta l’utilitarismo di Bentham, ” Dei delitti e delle pene” di  Cesare Beccaria, “Lo spirito delle leggi” di Montesquieu eppoi la Politica oggi  e le forme di potere. E ancora la libertà, la giustizia, la democrazia, l’uguaglianza. Teoria dei giochi o delle decisioni per finire con la Costituzione della Repubblica italiana”.
Roba seria, ragazzi! Di quella che si studia all’università, ma qui sarebbe fatta in modo semplice e chiaro. Proprio per essere capita da un ragazzo come voi, insomma…