“per ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tv!”

In viaggio con la Nasa “A Human Adventure”

NASA – A Human Adventure è un viaggio di conquiste e di scoperte che si estende per 1500 metri quadri, tra razzi, Space Shuttle, Lunar Rover, in un percorso didattico ed emozionante, scientifico e immersivo, che va dal primo lancio nello spazio ai giorni nostri e che presenta circa 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali NASA, la maggior parte di essi in prestito dal Cosmosphere International Science Education Center e dallo Space Museum e dal U.S. Space & Rocket Center, molti dei quali sono stati nello spazio.

I visitatori potranno ammirare le splendide astronavi costruite dalla NASA e scoprire le storie delle persone che vi sono state a bordo o che le hanno progettate e costruite come per esempio un enorme modello in scala del gigantesco razzo lunare Saturn V o la replica fedele della pioneristica navicella Mercury con la quale venivano condotte le prime missioni spaziali, e la navicella Gemini, costruita per missioni di lunga durata e ancora un modulo dell’Apollo che portò il primo essere umano sulla Luna e il Rover Lunare che servì agli astronauti per esplorarla. Non poteva mancare l’ormai iconico Space Shuttle, prima navicella riutilizzabile, con una sezione che consentirà ai visitatori di vedere il ponte di volo e il ponte di mezzo.

Si potrà anche sperimentare una simulazione di volo a “bordo” del Mercury Liberty Bell 7 dove si trovava l’astronauta Gus Grisson. Il simulatore “G-Force-Astronaut Trainer” sarà per grandi e piccini come una sorta di grande salto adrenalinico, proprio grazie alla forza di gravità generata.

Dove: a Milano Lambrate, Spazio Ventura XV (via Privata Giovanni Ventura 15)
Quando: fino al 4 marzo
Per informazioni clicca qui   

Grilli e scorpioni al cioccolato: la cena è servita!

insetti-fritti

di Serena Coppetti

MILANO – E per cena? Altro che minestrone ragazzi! E se vi toccasse scegliere tra grilli o spiedini di scorpioni per fare il pieno di vitamine e proteine. Tenetevi forte perché questo è un giro del mondo solo per chi ha uno stomaco di ferro.

Paese che vai infatti, “schifezza” che trovi (Italia compresa!).

Ma è solo una questione di gusti e di abitudini: in alcuni paesi quello che vi può sembrare davvero disgustoso rappresenta una prelibatezza riservata alle feste e ai giorni importanti.

Non solo. Per la Fao è il cibo del futuro, fa parte delle diete tradizionali di almeno due miliardi di persone e che potrebbe quindi essere essenziale per combattere la fame.

A Expo c’è stata la possibilità di vedere e anche di assaggiare prelibatezze di questo tipo….

In anteprima grilli e larve al cioccolato e vino di serpente.

Per la prima volta in Italia si è visto in tavola il pesce palla grazie ad una speciale deroga accordata al Giappone per l’esposizione o la degustazione esclusivamente all’Expo che sta per essere concessa anche al coccodrillo per il quale si è mosso lo Zimbawe.

Dalla Thailandia scorpioni ricoperti di cioccolato, larve giganti, termiti disidratate, vodka allo scorpione e cavallette mentre altri insetti dovrebbero arrivare da Vietnam e Birmania, dove sono abitualmente consumati.

In Cambogia ad esempio il banchetto è a base di insetti.
In Thailandia i bambini sgranocchiano tranquillamente scorpioni fritti che pare siano un’ottima fonte di vitamine (sempre che si resti vivi!).
Le cavallette fritte dette chapulines “saltate” con limone e peperoncino sono una specialità del Messico.
In Islanda i cubetti di squalo putrefatto chiamati hakeri vengono mangiati tappandosi il naso a causa del terribile odore.
Testicoli e coda di bue sono invece i mocillas e rabbi che si mangiano in Spagna..
In Scozia vi potrebbero servire un stufato di cuore, polmoni e fegato di manzo cotto direttamente nel budello dell’animale.
In Australia si mangiano le Witchetty grub larve paffute alimento fondamentale per gli aborigeni per migliaia di anni che vengono mangiate prima che diventino falene.
fuguIn Giappone si mangia il Fugu, (eccolo nella foto) un pesce simile al pesce palla e velenosissimo se viene cucinato nel modo sbagliato.
In Cambogia la frittura di tarantola è considerata una squisitezza se cotta nell’olio bollente e ricoperta di zucchero e aglio.
A Pechino gli scorpioni possono essere serviti come spiedini, in Thailandia fritti o imbevuti nel whisky. Come pop corn…
E per finire la “bava” fermentata con mais tritato in America latina.
La guida Lonely Planet ha fatto anche una classifica qualche tempo fa con i dieci piatti più disgustosi.

Ma c’è chi dice che gli strani siamo noi. E che in un futuro non troppo lontano oltre che lumache, rane e trippa anche in Europa ci faremo delle belle scorpacciate di insetti, magari come già succede, caramellati al cioccolato!
Secondo la Fao 1900 specie di insetti vengono consumate in ben 113 paesi del mondo.
Secondo l’Onu nel 2020 gli insetti saranno il nostro pane quotidiano!
Secondo l’indice di palatibilità lo scarabeo sacro sarebbe addirittura squisito.

Uno chef a Milano molto molto noto e anche molto bravo Carlo Cracco ha detto che:
1 – ha cotto e mangiato gli insetti, anche nel suo ristorante.
2 – lo scorpione gli fa schifo e le cavallette sono buone.
3 – sulla rivista Wired ha pubblicato una serie di ricette con larve tritate e locuste ammollate in acqua
Bergamo al Museo civico di scienze naturali Enrico Caffi è possibile partecipare a degustazioni dedicate all’entomofagia 

Uno studio dell’università di Wageningen in Olanda ha dimostrato che gli insetti sono nutrienti come una bistecca e che mangiarli aiuterebbe il pianeta.

“Una corretta alimentazione non puo’ prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale nei paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “a questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che anche se iperproteici sono però molto lontani dalla realtà culinaria nazionale”.

Nel 2030 vuoi fare il ministro? Intanto divertiti diventando parlamentare sul sito della Camera

parlamento

parlamentoMILANO- Ma che cos’è la politica? Solo a sentirne parlare c’è da scommetterci che ti viene un bello sbadiglio! Eppoi tutta quella gente che si azzuffa in tivvù a male parole… e pensare che se a te scappa una parolaccia ti becchi pure un rimprovero. Valli a capire questi adulti. Eppure anche se ci provano in tutti i modi a farla diventare una tra le cose più noiosa al mondo, è davvero importante e… ci si può anche divertire.

Ti pare impossibile? Prova per prima cosa ad andare a giocare su un sito che è quello del Parlamento bambini.camera.it (senza www all’inizio!) dedicato proprio ai ragazzi della vostra età dagli 8 ai 13 anni. Ti fai il tuo simpatico avatar-parlamentare e vai a fare una bella (e buona) legge. Oppure entri in Senato www.senato.it/senatoragazzi e lì sì che c’è da divertirsi! Ci sono fumetti, disegni, giochi, quiz e mille curiosità.

Un esempio? Sai perché il palazzo del Senato si chiama “Madama”? Prende il nome, anzi il soprannome,da Margherita d’Austria, detta appunto la “Madama”, moglie di Alessandro de’ Medici che alla morte del marito, nel lontano 1537, ereditò questo palazzo. Da allora è rimasto Palazzo Madama.

Se poi da grande invece di fare l’astronauta o la maestra volessi diventare ministro a Milano c’è il master Res Publica, il primo corso di politica rivolto ai bambini di 10/11 anni. E’ un master che dura tre anni, 10 lezioni ogni anno (il sabato), coordinato dal prof. Francesco Schianchi. Informazioni www.ludum.it.

Ma che cos’è la Politica? Grazie ad Aristotele, il grande filosofo greco, allievo di Platone, il termine Politica anticamente ha avuto il significato di  “studio della polis”, (= città, in greco) delle sue leggi, delle sue regole, dei suoi valori: ha mantenuto questo significato  fino al Sei-Settecento. Politici non sono né gli animali né gli dei! Il punto di partenza è la frase famosa “l’uomo è per natura un animale politico”. Aristotele dice che non sono politici né gli animali né gli dei: solo l’uomo lo è. Vuol dire che per natura l’uomo  è legato ad una vita comunitaria con gli altri e che la forma tipica della vita sociale è la polis (la città). Con il termine “politica” quindi si  indica il complesso di quelle attività che si riferiscono alla “vita pubblica” e agli “affari pubblici” di una determinata comunità di uomini.

Il fine della politica? Vivere bene tutti! Fare politica è quindi occuparsi dell’ ”ottimo Stato”, partecipare, vivere la vita, i problemi, le sfide che coinvolgono la comunità a cui si appartiene, alla ricerca di un obiettivo preciso: Aristotele afferma che il fine della politica non è il vivere, ma il vivere bene, raggiungere “una buona esistenza”, dato che lo scopo dell’associarsi degli uomini è quello di operare per il bene di tutti.

Oggi le cose sono un po’ cambiate! La politica in generale è stata  concepita, dalle sue origini al presente in modi molto diversi: come ricerca del bene comune, come strumento per la realizzazione della vita buona e virtuosa del cittadino, come arte della conquista e della conservazione del potere, come attività di gestione dei conflitti tra individui e gruppi, come luogo della contrapposizione  di vari interessi ideali e materiali presenti nella società civile, ancora come relazione “amico-nemico”. A tutte queste diverse concezioni è necessario aggiungere che il termine “politica”, almeno negli ultimi secoli, si è trasformato e arricchito di una sua ampia applicazione/declinazione (come i tempi e i modi dei verbi): politica economica, politica sociale, politica industriale, politica europea, politica internazionale eccetera.

La video-politica Siamo in una situazione di grandi mutamenti: lo Stato sta progressivamente perdendo quel ruolo centrale che ha sempre avuto negli ultimi cinque secoli, sotto la spinta dei processi di globalizzazione. I partiti stanno perdendo la loro centralità di soggetti che organizzavano e gestivano la partecipazione politica e quindi delle decisioni: la televisione,  sempre più sta trasformando la politica in “videopolitica”; Internet sta ri-costruendo il “villaggio globale”, la nuova “polis” mondiale, interconnessa, raggiungibile in ogni momento, in ogni luogo (prossimamente anche per votare ed esprimere le proprie valutazioni). Oggi quindi capire la politica significa diventare soprattutto cittadini consapevoli capaci di esprimere la propria cittadinanza e la propria responsabilità, per  essere cittadini del mondo.

Perché la politica dovrebbe interessare a un bambino che va in prima media? Ce lo spiega Francesco Schianchi, che qualche anno fa ha coordinato il corso Res Pubblica rivolto ai ragazzi di 10/11 anni.
“Il master vuole essere una esperienza “filosofica, poetica, culturale”, ma anche soprattutto un’esperienza individuale e di gruppo “gioiosa, giocosa  e riflessiva” per costruire in voi ragazzi partecipanti-attori, le basi “per stare al mondo e per cambiare il mondo”: per diventare, se lo vorrete  e continuerete nel percorso iniziato con il Master, i politici del futuro, capaci, consapevoli, responsabili. E’ un progetto innovativo, unico, basato sulla filosofia politica: filosofia (letteralmente significa “amore per la conoscenza”) un tendere a qualcosa non ancora posseduto e un amore del sapere ed una politica: partecipare alla costruzione di una vita buona  e giusta, del bene comune e del futuro della “polis” (la città, sempre più globale) nella quale  siamo chiamati ad abitare responsabilmente.
Il programma Il programma del 1° anno si incentrava sulla conoscenza/consapevolezza delle radici, delle origini e si focalizza sulle prime comunità, sull’invenzione della bellezza,  del lavoro sulla nascita delle città, sulle invenzioni del comunicare, sulla diversità e sull’evoluzione, sull’invenzione della giustizia. Il programma del 2° anno: si sofferma sull’essere cittadino. Ecco i miti di Platone, Aristotele: la politica, la felicità; le utopie di Tommaso Campanella e Tommaso Moro; il pensiero politico del seicento/settecento: Machiavelli, Hobbes, Rousseau. Il 3° anno si affronta l’utilitarismo di Bentham, ” Dei delitti e delle pene” di  Cesare Beccaria, “Lo spirito delle leggi” di Montesquieu eppoi la Politica oggi  e le forme di potere. E ancora la libertà, la giustizia, la democrazia, l’uguaglianza. Teoria dei giochi o delle decisioni per finire con la Costituzione della Repubblica italiana”.
Roba seria, ragazzi! Di quella che si studia all’università, ma qui sarebbe fatta in modo semplice e chiaro. Proprio per essere capita da un ragazzo come voi, insomma…

Non buttare gli avanzi del pranzo di Natale!

spaz_palestra_digitale

spaz_palestra_digitale

perché se ne parla
Il Natale è passato e si è lasciato alle spalle anche tanti… avanzi di pranzi e cene luculliane! Pensate, sulle tavole è rimasto circa un quarto delle portate preparate per la vigilia e per il pranzo di Natale, per un valore di oltre mezzo miliardo di euro che rischia di finire nel bidone della spazzatura! È l’allarme lanciato dalla Coldiretti, che ricorda come ad essere gettati siano soprattutto i prodotti già cucinati e quelli più deperibili come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati.

Invece frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia sono un’ottima soluzione per utilizzare gli avanzi: «In un momento di difficoltà economica – afferma – è importante utilizzare la fantasia e il tempo libero delle feste per recuperare con gusto i cibi rimasti sulle tavole. Recuperare il cibo è una scelta che – conclude la Coldiretti – fa bene all’economia e all’ambiente con una minore produzione di rifiuti, in un momento come le festività di Natale in cui peraltro c’è una maggiore disponibilità di tempo libero e sono in molti a cogliere l’occasione per dedicare un po’ più di tempo ai fornelli.



Dalla tavola alla spazzatura: un percorso breve, un gesto tante volte automatico, ma sul quale vale la pena di riflettere. Ogni anno infatti finiscono nell’immondizia 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo. Buttate via da chi vive nei paesi ricchi (e l’Italia è uno di questi). Perché nel mondo ci sono al contrario quasi un miliardo di persone che invece soffrono la fame.
E che purtroppo a causa della fame muoiono.  I numeri li ha elaborati la Fao che ha puntato il dito contro lo spreco di cibo. Pensate che in Europa e Nord America ognuno di noi tra i 95 e i 115 chili di cibo.
L’Italia purtroppo fa la sua parte. Secondo i dati della Coldiretti, infatti, ogni anno sono oltre 10 milioni di tonnellate i cibi buttati nella spazzatura. Messi uno sull’altro formerebbero una vera e propria montagna. Le conseguenze?

PRIMO: il cibo che buttiamo nell’immondizia riuscirebbe a nutrire 44 milioni di persone (pari all’intera popolazione della Spagna per esempio).

SECONDO: la perdita economica (perché il cibo che acquistiamo ha un costo) ammonta a 37 miliardi di euro.

TERZO: sprechiamo acqua, terra, energia e lavoro utilizzati per produrre gli alimenti che finiscono in discarica

 

COSA POSSIAMO FARE? La Fao ha dato qualche consiglio. A livello individuale è meglio comperare solo ciò che serve. In questo modo si eviterà di buttare troppi avanzi. Inutile poi riempirsi il piatto per poi lasciare tutto a metà. Meglio porzioni più piccole, se si ha fame si può sempre chiedere il bis. 

Ragazzi muovetevi! Siamo tra i più pigri al mondo…

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di Simonetta Cotellessa

Pigri, ragazzi da divano. Sdraiati. Teleguidati da un telecomando e eccitati solo da una chat. Certo, tablet, telefonini, pc, tv e wi sono molto affascinanti e non inducono al movimento.

Se poi ci aggiungiamo che il nostro Paese non investe molto in spazi dedicati allo sport dei più giovani non è difficile capire perché gli italiani under 18 sono più inattivi anche degli adulti tra i 30 e 50 anni. Ma fosse solo questo: il problema vero è che l’Italia è al 17simo posto nella top 20 delle nazioni più pigre, con un indice di inattività del 54,7%, e quindi alla fin fine i ragazzi italiani come fra i più inattivi del mondo.

Secondo i medici dello sport che dal 23 al 26 ottobre si sono riuniti a Catania per il XXXIV Congresso nazionale della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), infatti, «gli over 30 iniziano a praticare sport come fattore di aggregazione o per seguire i consigli del medico. Una volta finita la scuola, dove già le strutture sono carenti, gli adolescenti non trovano invece le attrezzature e gli spazi adatti e abbandonano di conseguenza l’attività fisica».

E se poi ci confrontiamo all’Unione Europea, con i nostri 24 milioni di sedentari (ossia il 42% della popolazione), almeno stando ai dati dell’Istat, il quadro è ancora più desolante: siamo quinti, superati soltanto da Malta, Cipro, Serbia e Regno Unito.

Eppure, «il movimento fisico è, insieme alla corretta alimentazione, uno dei garanti del benessere individuale. Va prescritto come terapia, al pari di un farmaco, nella giusta dose individuale, dove la sedentarietà deve essere riconosciuta come patologia». Allora la strada da seguire diventa chiara: è necessario, secondo i medici, riconoscere che la sedentarietà è una vera e propria malattia, come il diabete o i disturbi del cuore. Sono infatti diversi gli studi che hanno dimostrato che la sedentarietà riduce la neuroplasticità e le dimensioni dell’ippocampo, oltre a favorire l’invecchiamento dei telomeri (sequenze di Dna poste nella parte finale dei cromosomi). Che significa? Che oltre ai vari danni fisici evidenti, lo scarso movimento danneggia anche la memoria e il senso dell’orientamento, oltre ad accorciare la vita delle cellule. L’attività fisica, favorisce al contrario un effetto neuroprotettivo, con risultati di apprendimento migliori.

In pratica, più vi muovete e meno dovrete studiare!!

Inoltre, se convivono altri fattori di rischio come il fumo ed un’alimentazione scorretta, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

“Perfect”! Bocelli con Ed Sheeran

E’ appena uscita la bellissima versione della canzone “Perfect” di Ed Sheeran  che duetta col tenore Andrea Bocelli . L’avete ascoltata? E’ bellissima…

Qualche tempo gli avevamo fatto un’intervista della serie “Quando avevo la sua età“. Volete sapere cosa ci aveva risposto?

di Jessica Nardini

Come trascorrevi le vacanze da bambino a 10, 12  anni?
“Devo ammettere di essere stato un ragazzino particolarmente vivace. Vivevo in campagna, quindi mi appassionavo a  tutte quelle attività che sono favorite dall’ambiente: mi piacevano gli animali; i cavalli e i cani in modo particolare, ma trovavo il tempo per fare estenuanti pedalate, per le ripide e curvose strade della mia bella campagna”.

Hai due figli. Che differenze ci sono con le loro vacanze?

“I ragazzi di oggi si divertono in modo, sicuramente diverso da quello dei loro genitori: il computer ha preso il posto di tante altre attività che si  praticavano all’aria aperta. Nella sostanza, però, il principio assimilato in seno alla mia famiglia è rimasto intatto ed è rispettato anche dai miei due figli i quali sanno a memoria, che prima viene il dovere, poi il piacere. I ragazzi di oggi hanno, in generale, molte possibilità in più rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. Tocca a loro applicarsi per mettere a frutto, tutto ciò che viene loro offerto, dalla famiglia e da una società sempre più dinamica e carica di stimoli”.

Facevi i compiti delle vacanze?
“Una delle prime cose che ho imparato dai miei genitori, è che, prima viene  il dovere, poi il piacere. I compiti rappresentavano dunque il mio dovere e 
dovevano essere fatti prima di poter pensare alle distrazioni e ai giochi. 
All’epoca non ero molto contento di questa rigidità, ma col tempo mi sono 
reso conto di quanto bene mi abbia procurato”.





Siamo quasi a fine agosto. Come vivevi il rientro a scuola?
“Nel periodo dei miei anni verdi frequentavo la scuola in un collegio, 
lontano da casa. La fine delle vacanze rappresentava per me la separazione 
dalla famiglia, dagli amici, dalla mia terra ed era per questo, molto 
triste”.

Le scale mobili compiono 125 anni

Milano –  Le scale mobili compiono 125 anni. Era il 16 gennaio 1893 quando la prima scala mobile venne installata all’Old Iron Pier di Coney Island, a New York. Viaggiava a una velocità di 2,1 metri al minuto e trasportava 5.350 persone al giorno su un percorso con inclinazione di 25 gradi.

L’idea  fu brevettata dall’imprenditore statunitense Jesse W. Reno, il 15 marzo 1892 che brevettò il primo “ascensore inclinato”.

La scala, basata su un principio simile a quello del nastro trasportatore, aveva dei gradini in legno. E rimasero largamente in uso nel Regno Unito, fino al momento in cui l’incendio alla stazione della metropolitana di King’s Cross St. Pancras nel 1987 .

Oggi nel mondo si contano circa 800mila tra scale mobili e tapis roulant che muovono circa 3 miliardi e mezzo di persone al giorno. Solo negli Stati Uniti oltre 100 miliardi di persone utilizzano le scale mobili ogni anno (oltre 35mila le unità installate). In Italia sono circa 300 milioni i passeggeri trasportati ogni giorno da oltre 10mila scale mobili installate (135mila in Europa).

Una delle aziende leader nella produzione di questi dispositivi è la Thyssenkrupp che ha realizzato scale mobili per ogni necessità, dalla più corta di 890 cm installata nella Kawasaki Station, in Giappone, con 5 gradini a una delle più lunghe che misura 138 metri e copre un dislivello di 70 metri a San Pietroburgo, nella stazione metropolitana di Mosca, viaggiando alla velocità di 0,6 m/s e trasportando fino a 5.400 passeggeri ogni ora.

Non manca la scala mobile d’oro prodotta per il Re Saudita Salman e usata per scendere dal suo aereo e soluzioni reali – Royal Mode – studiate per re e regine.

 

16 gennaio…

garibaldi

garibaldi

1860 – A Fino Mornasco, in provincia di Como, Garibaldi sposa la sua seconda moglie, Giuseppina Raimondi. Ma il matrimonio dura poco, anzi pochissimo. Un’ora dopo la cerimonia la lascia per presunto tradimento.

Di Giuseppina Raimondi, figlia naturale riconosciuta ma non legittimata del marchese Giorgio Raimondi Mantica Odescalchi, l’Eroe dei due mondi si innamorò al primo sguardo, il 1° giugno 1859. La donna, attiva mazziniana, era già legata sentimentalmente all’ufficiale garibaldino Luigi Caroli ,e non disdegnava di frequentare il maggiore Rovelli,  ma capitolò alle insistenti richieste di Garibaldi e fu ben presto disposta a sposarlo.

Al termine della cerimonia, Rovelli consegnò a Garibaldi un foglio in cui si diceva che la donna avesse mantenuto relazioni con altri uomini anche nei giorni appena precedenti le nozze. Subito il generale la interrogò sulla veridicità di quello che gli era stato riferito ed ella ammise ogni cosa: Garibaldi la ripudiò immediatamente e si mobilitò per l’annullamento del matrimonio, avvenuto nel 1880.

Leggi anche L’intervista impossibile. Garibaldi, ma comè nata quella storia che fu ferito a una gamba?  

Unità d’Italia, il bacio premonitore e l?obbedisco di Garibaldi