bandiera_unita

Cristina, la principessa patriota

di Domizia Carafòli

cristina_princi
MILANO – Al lungo processo che portò all’Unità d’Italia parteciparono anche molte donne. E perfino una principessa! Si chiamava Cristina ed era nata a Milano il 28 giugno 1808 dalla famiglia dei principi Trivulzio, ricchissimi proprietari di terre in Lombardia e di un castello a Locate Triulzi (Triulzi è una deformazione di “Trivulzio”). Bruna, sottile, era una bambina timida e malinconica ma diventerà una donna avventurosa e di grande coraggio.
principessa_cristina
A soli sedici anni sposò il bellissimo principe Emilio Barbiano di Belgiojoso di cui era pazzamente innamorata. Ma il matrimonio si rivelò infelice e i due si separarono presto.

Convinta sostenitrice dell’Unità d’Italia e per questo tenuta sotto controllo dalle autorità austriache, Cristina fuggì a Parigi dove il suo salotto divenne celebre e frequentato da poeti, scrittori e musicisti oltre che da patrioti italiani.  Quando scoppiarono i moti del 1848, rientrò in Italia, si recò a Napoli  dove raccolse centossessanta volontari che portò a Milano per partecipare alle Cinque Giornate (18-22 marzo 1848), cioè alla rivolta che costrinse il generale austriaco Radetszky a lasciare la città. I volontari di Cristina sfilano per le vie di Milano tra gli applausi della folla, con alla testa la principessa che portava un cappello piumato detto “alla calabrese”. Dopo Milano, Cristina partecipò alla difesa della Repubblica Romana nel 1849: a Roma fu responsabile degli ospedali militari dove le antenate delle odierne “crocerossine” curavano i soldati feriti. In seguito Cristina viaggiò molto, soprattutto in Medio Oriente, in particolare in Turchia dove fondò una fattoria. Fu anche la prima donna occidentale a occuparsi della condizione delle donne nei paesi islamici.Tornata in Europa, fondò giornali e scrisse molti libri.

Infine nel 1856 si ritirò nelle sue proprietà di Locate Triulzi dove aveva creato scuole per istruire i contadini e asili per accogliere i bambini mentre le madri erano al lavoro in campagna. Era infatti una convinta sostenitrice della necessità del progresso sociale. Morì a soli 63 anni ed è sepolta nel cimitero di Locate. Di lei ci rimangono molti ritratti tra cui uno molto bello di Francesco Hayez (nella foto i alto). Le sono state dedicate ben sedici biografie.

Lascia un commento

*