Giornata della Memoria. Per non dimenticare ecco “la stella” di Liliana Segre

Auschwitz_I_entrance_snowIl 27 gennaio di 70 anni  fa  l’esercito dell’Armata rossa entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Gli ebrei che erano tenuti prigionieri dai nazisti furono liberati. Per questo tutto il mondo oggi celebra la Giornata della Memoria.

MILANO -“Sono nata il 10 settembre 1930. Il mio primo ricordo è un triciclo. Avevo quattro anni e ogni mattina, appena mi alzavo, montavo sul mio bolide e mi mettevo a scorrazzare avanti e indietro lungo il corridoio della casa dove abitavo con il mio papà e i nonni”.

segre1“Era una sera qualsiasi. Stavamo a tavola. Io, papà e i nonni. Io ridevo e scherzavo come al solito. Però mi accorsi che c’erano tre paia d’occhi che mi guardavano ansiosi. (…) In quel momento mio padre parlò: “Liliana, sai che non puoi più andare a scuola…” “Ah, no?” gli dissi cercando un perché con gli occhi smarriti. Lui lo capì. “Perché ci sono delle nuove leggi per noi che siamo ebrei. Tu, come tutti i bambini ebrei, sei stata espulsa dalla scuola.” Espulsa. Avevo appena compiuto otto anni, era settembre e la scuola cominciava il 12 ottobre”.

La sera in cui a Liliana Segre viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata.

A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro.

Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella.

Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare.

Oggi Liliana Segre, ha 84 anni, vive a Milano. E’ una mamma e anche ormai una nonna.

segreLa sua storia, per la prima volta viene raccontata in un libro dedicato ai ragazzi (dagli 11 anni) che si intitola proprio “Fino a quando la mia stella brillerà” (ed Piemme scritto con Daniela Palumbo e con la prefazione di Ferruccio De Bortoli).

 

 

 

GIORNATA DELLA MEMORIA– Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria.

E’ stata istituita dal Parlamento italiano con legge n. 211 del 20 luglio 2000. L’Italia ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

In questa giornata infatti si ricorda il terribile massacro degli ebrei durante il Nazismo.

Milioni di persone – circa sei milioni – tra donne uomini, vecchi e bambini sono stati chiusi in campi di concentramento e uccisi solo per il fatto di essere ebrei. E’ stata una pagina di storia terribile e vergognosa. Per non dimenticare mai che cosa è successo e trasmetterlo anche ai bambini di oggi ci sono tante iniziative in tutte le città.

PERCHE’ PROPRIO OGGI – Il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi.

Auschwitz è il nome tedesco di Oswiecin, una cittadina che si trova a sud della Polonia.

Qui, a partire dalla metà del 1940, funzionò il più grande campo di sterminio tedesco. Auschwitz era una vera e propria città della morte, composta da diversi campi – come Birkenau e Monowitz – che si estendeva per chilometri. Gli ebrei qui prigionieri vivevano in baracche di legno, lavorando fino al giorno in cui venivano condotti alla morte. Sui cancelli del campo c’era una grande scritta che diceva “Il lavoro rende liberi”.

Che cosa significa Shoah – Shoah è una parola ebraica che significa «catastrofe».

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