“Non ritoccate le modelle”. La piccola Julia vince la battaglia contro il grande l’editore

NEW YORK – Julia Bluhm ha 14 anni. E’ una ragazzina come tante di voi: scuola, amici, la passione per il ballo. E come tante di voi si diverte a leggere le riviste per teenager. In America uno fra i più celebri è “Seventeen” per ragazze tra i 13 e 19 anni. Julia però più lo leggeva, più non digeriva le foto pubblicate in cui venivano mostrate modelle filiformi, dalle forme perfette tanto belle quanto irreali. Non digeriva neanche tutto quel parlare delle sue amiche che finivano per sentirsi sempre troppo grasse, sempre troppo lontane da quei “modelli”.

Julia non si è fatta condizionare da quello che pensavano né le amiche né quel giornalino. Anzi. Ha preso carta e penna e ha scritto una petizione: “caro Seventeen dai alle ragazze immagini di ragazze reali”. E quindi chiedeva di non usare più photoshop per truccare le fotografie e fare credere che davvero le persone riprese fossero così perfette quando invece non lo sono. Sentite un po’ cosa ha detto Julia:

julia

«Ho sempre notato come un sacco di immagini sulle riviste appaiano modificate. Le ragazze non dovrebbero paragonare se stesse a quelle immagini. Perché sono false! Vorrei vedere ragazze normali, che assomigliano a me, in una rivista che si suppone essere destinata a me». Lo ha scritto on line sul sito Charge.orge pensando di far girare un po’ la voce. E sapete cosa è successo? Ha raccolto 85mila firme.

E così i responsabili della rivista l’hanno prima chiamata, le hanno parlato, si sono messi in discussione e hanno pensato cosa fare. Risultato. Un’altra vittoria per Julia. Qualche giorno fa le hanno comunicato che non pubblicheranno più foto di piccole modelle ritoccate.

Una contro tutti e ha vinto. Ora ha deciso che farà la stessa con un’altra rivista. Ha capito infatti che il confronto con quelle immagini irreali provoca nelle ragazzine della sua età un problema di autostima e fa sentire sempre e comunque inadeguate rispetto però a un modello che non esiste!

Magari convincerà anche qualche coetanea italiana a fare lo stesso, che ne dite?

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