Per i ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tivù !

Ragazzi muovetevi! Siamo tra i più pigri al mondo…

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di Simonetta Cotellessa

Pigri, ragazzi da divano. Sdraiati. Teleguidati da un telecomando e eccitati solo da una chat. Certo, tablet, telefonini, pc, tv e wi sono molto affascinanti e non inducono al movimento.

Se poi ci aggiungiamo che il nostro Paese non investe molto in spazi dedicati allo sport dei più giovani non è difficile capire perché gli italiani under 18 sono più inattivi anche degli adulti tra i 30 e 50 anni. Ma fosse solo questo: il problema vero è che l’Italia è al 17simo posto nella top 20 delle nazioni più pigre, con un indice di inattività del 54,7%, e quindi alla fin fine i ragazzi italiani come fra i più inattivi del mondo.

Secondo i medici dello sport che dal 23 al 26 ottobre si sono riuniti a Catania per il XXXIV Congresso nazionale della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), infatti, «gli over 30 iniziano a praticare sport come fattore di aggregazione o per seguire i consigli del medico. Una volta finita la scuola, dove già le strutture sono carenti, gli adolescenti non trovano invece le attrezzature e gli spazi adatti e abbandonano di conseguenza l’attività fisica».

E se poi ci confrontiamo all’Unione Europea, con i nostri 24 milioni di sedentari (ossia il 42% della popolazione), almeno stando ai dati dell’Istat, il quadro è ancora più desolante: siamo quinti, superati soltanto da Malta, Cipro, Serbia e Regno Unito.

Eppure, «il movimento fisico è, insieme alla corretta alimentazione, uno dei garanti del benessere individuale. Va prescritto come terapia, al pari di un farmaco, nella giusta dose individuale, dove la sedentarietà deve essere riconosciuta come patologia». Allora la strada da seguire diventa chiara: è necessario, secondo i medici, riconoscere che la sedentarietà è una vera e propria malattia, come il diabete o i disturbi del cuore. Sono infatti diversi gli studi che hanno dimostrato che la sedentarietà riduce la neuroplasticità e le dimensioni dell’ippocampo, oltre a favorire l’invecchiamento dei telomeri (sequenze di Dna poste nella parte finale dei cromosomi). Che significa? Che oltre ai vari danni fisici evidenti, lo scarso movimento danneggia anche la memoria e il senso dell’orientamento, oltre ad accorciare la vita delle cellule. L’attività fisica, favorisce al contrario un effetto neuroprotettivo, con risultati di apprendimento migliori.

In pratica, più vi muovete e meno dovrete studiare!!

Inoltre, se convivono altri fattori di rischio come il fumo ed un’alimentazione scorretta, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

1 commento… add one
  • Io lo faccio lo sport e sono contraria hai telefonini

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