“per ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tv!”

Addio buste di plastica, ora siete fuorilegge

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di Serena Coppetti

perché se ne parla
Dal 1 gennaio 2018 le buste  biodegradabili e compostabili hanno sostituito  i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri usati per prodotti come frutta, verdura, carni e sono a  pagamento.


MILANO – Per far sì che una busta di plastica si distrugga sapete quanto tempo occorre? Dai cento ai mille anni. Ecco perché dal primo gennaio 2018 in Italia è stato deciso che le buste di plastica, quelle per intendersi del supermercato utilizzate per la frutta e la verdura, sono diventate fuori legge. Non possono più essere utilizzate. Sono state sostituite da quelle fatte di un materiale diverso, biodegradabile. Gli shopper in plastica erano stati introdotti nel 1957 negli Stati Uniti.
Secondo il Wwf che si è battuto perché le buste di plastica fossero eliminate sono 1,9 i milioni di chili di plastica che finiscono ogni ora negli oceani della Terra dove vengono scambiati per cibo da diverse specie marine, specie di quelle che si nutrono di meduse o calamari che assomigliano ai sacchi di plastica quando galleggiano in acqua.

Tra le specie minacciate soprattutto le tartarughe marine e i mammiferi marini.

Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente sarebbero ben 49 le specie di mammiferi marini a rischio per ingestione di rifiuti plastici.
A Gaiman in Argentina c’è un parco (lo vedete nella foto) fatto con bottiglie di plastica, lattine ritagliate che creano aiuole, fiori, alberi…

Leggi anche Scoperta! Nel nostro mare c’è un’sola di spazzatura, Tartaruga defeca 74 oggetti di plastica, Il maglione per sciare? E’ fatto di spazzatura 

 

Record di “gas serra” nell’aria. Sai che cosa sono?

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di Simonetta Cotellessa

Attenzione, farà sempre più caldo. Bene? Macché. Se non riusciremo al più presto a fare in modo che l’aumento della temperatura non superi i due gradi centigradi, le conseguenze potrebbero essere disastrose. Catastrofiche. E alcuni segnali già ci sono, come l’innalzamento del livello del mare, l’oceano più caldo e acido, lo scioglimento dei ghiacciai e le ondate di calore più frequenti e intense: la temperatura media della superficie della Terra e degli Oceani, infatti, ha acquistato 0,85 gradi C tra il 1880 e il 2012.

È senza appello il giudizio dei massimi esperti sul clima dell’Onu (Ipcc) che nei giorni scorsi hanno presentato uno studio a Copenaghen: le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto i livelli più alti “in 800 mila anni” e “resta poco tempo”. Ma potrebbe esserci una via d’uscita: il processo potrebbe arrestarsi se le emissioni mondiali di gas serra venissero ridotte dal 40 al 70% entro il 2050 e addirittura sparire dal 2100.

(Ma cosa significa effetto serra o buco dell’ozono? Clicca qui per scoprirlo….!!!)

Non si tratta di un sogno, basterebbe abbandonare la dipendenza dal petrolio, dal carbone e dal gas che inquinano l’atmosfera con emissioni di CO2. Insomma, è tutta questione di volontà dato che questo cambiamento climatico è quasi completamente causato dall’uomo. Secondo l’Ipcc, al 95% l’aumento dei gas serra è dovuto alla combustione di carboni fossili e alla deforestazione A questo punto non resta che affidarsi al buon senso di governanti e potenti.

Nel summit che si terrà a Parigi il prossimo anno dovrebbe essere adottato un accordo globale per salvare il clima. Ma, mentre i Paesi più ricchi chiederanno di abbracciare obiettivi ambiziosi, quelli più poveri potrebbero continuare a sostenere che chi nel passato se ne è approfittato, leggi i Paesi più industrializzati, dovrebbero essere in prima linea per aiutare i Paesi più poveri a far fronte all’impatto del riscaldamento globale. E fino ad oggi questa lotta non ha portato a nulla di buono.

Mal’aria, due città su tre sono fuorilegge

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traffico01MILANO – L’aria italiana è sempre più inquinata, con due città su tre “fuorilegge” per la quantità di polveri sottili. A lanciare l’allarme è il rapporto 2011 di ”Mal’aria” di Legambiente, che contro lo smog e il traffico ha indetto un weekend di protesta in tutto il Paese. Degli 82 capoluoghi di provincia esaminati, 55 non hanno rispettato, nel 2011, il limite consentito di superamenti della soglia di Pm10, che per legge non possono essere piu’ di 35 in un anno.
L’incremento, rispetto al 2010, è del 12%.

La zona piu’ critica rimane l’area della Pianura Padana: tutti i capoluoghi lombardi hanno oltrepassato il limite.

In Piemonte si è salvata solo Verbania, in Veneto Belluno, in Emilia Romagna Cesena, in Friuli Venezia Giulia Gorizia.

LE CITTA’ – In tredici città gli sforamenti di polveri sottili sono stati tre volte di più del consentito. La maglia nera va a Torino, la cui centralina peggiore ha superato 158 volte i limiti.

Al secondo posto c’è Milano  (131) al terzo Verona (130). Oltre quota 100 anche Alessandria, Monza, Asti, Brescia, Vicenza, Cremona, Frosinone, Mantova, Pavia e Treviso. A Roma e Bologna i superamenti sono stati 69, il doppio del lecito, e non va meglio in citta’ come Palermo, Napoli e Firenze, tutte intorno alla sessantina.

Rispetto al 2010, in alcuni capoluoghi la situazione è peggiorata notevolmente: Cremona ha registrato quasi tre mesi in piu’ di aria irrespirabile, Verona due mesi in piu’, Treviso 50 giorni in piu’ e Milano 44.

Emergenza smog, a Milano al via l’Area C

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smog-milanocupsale online Bridesmaid Dresses online src=”http://ilmioprimoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/smog-milano-150×150.jpg” width=”150″ height=”150″ />MILANO – A Milano il Pm 10 è ormai alle stelle. Così il Comune ha deciso l’introduzione di un ticket di 5 euro che devono pagare tutti quelli che vogliono entrare in centro. Anche chi abita in quella che è stata chiamata l’Area C  dovrà pagare per muoversi in auto: dopo i primi 40 ingressi gratuiti, dovrà sborsare due euro. Potrà circolare gratis solo chi ha l’auto elettrica e i motorini. Le auto col gpl Bridesmaid Dresses online hanno via libera ma solo per un anno. Il provvedimento ha diviso in due la città. Molti di coloro che abitano all’interno della zona protestano perché non vogliono pagare per dover tornare a casa. Anche chi deve andare a lavorare ogni giorno con l’auto punta il dito contro la “tassa”.  

 

Le grandi città italiane, soprattutto  ROMA e MILANO, stanno prendendo provvedimenti per combattere lo smog che rende l’aria irrespirabile. Lo smog risulta infatti nocivo alla salute dell’uomo e degli animali(irritante per gli occhi e per le vie respiratorie e anche cancerogeno) ma anche per le piante e per gli ecosistemi acquatici. Inoltre, per la sua acidità, è in grado di corrodere lentamente edifici e monumenti. Responsabili dello smog in città sono le caldaie per il riscaldamento, le industrie ma soprattutto le automobili: in Italia circolano più autoveicoli che negli altri Paesi d’Europa: 41 milioni per 57 milioni di abitanti, contro i 50 milioni su 82 in Germania, i 35 milioni su 59 in Francia. Con un indice di 1,74, cioè un auto per ogni abitante e mezzo, l’Italia ha la più alta densità automobilistica in Europa dopo il Lussemburgo (1,58) Canon 70-200mm Lens Thermos Coffee Mug e occupa il terzo posto nella graduatoria mondiale.

Vediamo cosa hanno fatto i sindaci delle nostre città per proteggerci dallo smog che, bisogna ricordarlo, è un fenomeno molto più pericoloso in inverno che in estate



MILANO – Da lunedì 16 gennaio  viene istituita l’Area C, dove la “C” sta per Congestion charge. Si tratta di una tassa che vuole disincentivare i milanesi all’uso dell’auto. Nei mesi passati erano stati presi altri provvedimenti, ma l’inquinamento non accenna a diminuire. Il 9 e il 10 dicembre è stato deciso il blocco totale del traffico. Mentre nei giorni precedenti  era stata decisa una limitazione del traffico dei veicoli Euro 3 diesel senza filtro antiparticolato (una categoria di auto particolarmente inquinante perché più vecchie) dalle 8.30 alle 18 e l’abbassamento di un grado del riscaldamento in tutti gli edifici pubblici e privati: sono state queste le decisioni assunte a stragrande maggioranza dai 74 sindaci che hanno partecipato al tavolo organizzato dal Comune e dalla Provincia di Milano per combattere l’inquinamento. Eccezione per i veicoli commerciali diesel Euro 3 senza filtro antiparticolato, che potevano circolare invece dalle 10 alle 18. Il sindaco Giuliano Pisapia sostiene che lo smog non riguarda soltanto Milano ma è un problema che riguarda tutta l’area metropolitana e per questo “le soluzioni sono state decise con i sindaci dei comuni coinvolti”.

ROMA – A Roma nei primi giorni di dicembre oper combattere lo smog si era scelto di ridurre il traffico con le  targhe alterne. E’  stata la decisione dell’assessorato all’ambiente di Roma Capitale dal momento che le polveri sottili hanno superato il limite consentito dalla legge e le previsioni atmosferiche sono favorevoli al ristagno. Giovedì 1° dicembre si sono fermate le dispari. Dopo le pari e via così. Legambiente definisce la situazione preoccupante: «Nella Capitale torna a tirare una brutta aria: dopo la pausa per pioggia negli ultimi tre giorni, infatti, le concentrazioni di Pm10 nell’aria sono andate aumentando, sabato 26 e domenica 27novembre  in ben nove punti di monitoraggio sono stati rilevati sforamenti oltre la soglia critica dei 50 microgrammi per metro cubo».

 

Abbiamo 200 alberi a testa: difendiamoli!

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Le_punte_degli_alberi MILANO – Ogni giorno, circa 350 chilometri quadrati di foresta (pari a due volte la superficie di Milano) vengono distrutti in tutto il mondo. Le maggiori cause di questa perdita di aree forestali sono: la conversione in terreni agricoli, un taglio indiscriminato del legname, una gestione errata della terra e la creazione di insediamenti umani. Quello che sta finendo è stato proclamato dalle Nazioni Unite l’”Anno Internazionale delle Foreste” e serve a far riflettere sull”importanza di questi pilastri della terra che ci sostengono producendo ossigeno, contenendo le piogge, ospitando e nutrendo gli animali e fortificando gli argini dei fiumi.

Le piante verdi aiutano a mantenere stabile la concentrazione di anidride carbonica nell”atmosfera (attraverso la fotosintesi clorofilliana). L”utilizzo di combustibili fossili ed il diboscamento stanno causando un aumento di CO2 (il carbonio) nell”atmosfera, che ha diretta influenza in fenomeni come l”effetto serra ed il riscaldamento globale. Gli effetti negativi del diboscamento sono numerosi e comprendono:

1) l’effetto serra

2) desertificazione nei territori secchi

3) erosione, frane e smottamenti nei territori piovosi e collinari

4) inquinamento degli ecosistemi acquatici

5) sottrazione di risorse per le popolazioni indigene. Malgrado l”urbanizzazione feroce e l”abusivismo edilizio siano piaghe diffuse, l’Italia è ancora tappezzata da Nord a Sud di boschi splendidi e negli ultimi 50 anni la superficie forestale è addirittura raddoppiata. Un dato che da un lato è positivo, ma che dall”altro è sintomo dell”abbandono delle aree rurali da parte della popolazione e della riconquista da parte del bosco di quei territori che una volta erano coltivati o abitati.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, gli alberi sul territorio sono 12 miliardi, quasi 200 per ogni italiano, 1360 per ettaro, e tra le specie più diffuse il primato spetta al faggio, con oltre un miliardo di esemplari che ricoprono quasi tutti gli Appennini. Il più famoso è invece l”abete rosso, il tradizionale albero di Natale, diffusissimo sulle Alpi.

Ma quante sono le specie arboree presenti oggi in Italia? Dire 600-700 è forse una stima per difetto. Di questi, gli alberi davvero autoctoni, spontanei sono all”incirca 150, se poi consideriamo quelli più diffusi e rappresentativi dei nostri boschi, il numero si restringe ad una quarantina.

Le specie arboree componenti i boschi italiani si possono dividere in conifere e latifoglie, le prime sono prevalenti in climi freddi alpini ma formano estese foreste anche nei pressi del mare, le latifoglie predominano in tutte le altre località. Partendo dalle coste i primi boschi che si incontrano sono quelli di pini marittimi che prosperano lungo le coste sabbiose, dietro la fascia dunale. Questi boschi non sono in genere tagliati a causa dello scarso valore del legname ma vengono utilizzati per la raccolta dei pinoli e per fruizione turistica.

Più nell”entroterra, nell”Italia centromeridionale ed in Liguria, si incontra la tipica macchia mediterranea dominata dal leccio accompagnato dal corbezzolo, e la sughera. I querceti caducifogli che si trovano nella fascia sopramediterranea e prealpina sono composti prevalentemente da roverella, cerro, farna e Quercus petraea, accompagnati da ornello, acero minore, Ostrya carpinifolia e carpini. Questi boschi forniscono eccellente legna da ardere. In questa fascia, soprattutto su terreni a pH acido sono stati impiantati, fin dal periodo romano, estesi boschi di castagno, impiegato per il frutto e per la produzione di legname da costruzione.

A monte dei castagneti si estende il regno del faggio (orientativamente tra 600 e 1800 metri di altezza) che forma boschi molto spesso puri ma talvolta misti con abete bianco e, ma solo sulle Alpi, abete rosso e larice. Specie intercalari di questi boschi sono costituiti dall’agrifoglio, acero di monte, tasso e tigli. Sulle montagne delle Alpi a quote superiori si trovano boschi puri di conifere delle specie sopra menzionate accompagnate da varie specie di pino montano, pino mugo, pino nero e pino silvestre. Al di sopra delle estreme propaggini di queste formazioni sempreverdi (limite del bosco), oltre a qualche cespuglieto, si incontra solo vegetazione erbacea. Un patrimonio che dobbiamo difendere.

Aereo-razzo: fa Parigi Tokio in 2 ore e mezzo e senza inquinare

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zehstPARIGI – Un bolide che viaggia a 5mila chilometri l’ora e che promette di percorrere Parigi-Tokio in due ore e mezzo quando oggi ne occorrono 11. Per di più totalmente non inquinante. Si chiama Zehst una sigla che sta per Zero, Emission, Hiper, Sonic,Transportation  ed è l’aereo del futuro, presentato al Salone aeronautico di Le Bourget, la grande fiera dell’aviazione che i svolge ogni anno a pochi passi da Parigi. Insomma qui fino al 26 giugno si può vedere!  Il progetto messo a punto dalla Eads (European aeronautic defence and space company) viaggia a 4-quattro-dico-quattro (!!) volte la velocità del suono e lo farà senza inquinare. Non userà cherosene ma userà un sistema di propulsione spinto da biocarburanti, idrogeno e ossigeno. Record su record insomma: viaggia a altezze mai sfiorate prima: 32 chilometri contro i 12 degli attuali jet supersonici e i 18 del Concorde.
Viaggiare a questa altezza permette di raggiungere velocità maggiori a minori costi: al limite della stratosfera l’aria è meno densa e questo permette di raggiungere velocità maggiori con minore fatica e minori consumi. Per raggiungere quell’altezza però il peso deve restare sempre molto basso. Ecco perché i progettisti pensano che non posa trasportare più di 60-120 passeggeri. Sempre che trovino gli avventurierei che vogliano provare! E che poi siano disposti a spendere circa 8mila euro per fare Parigi New York…

Allarme ozono, al Polo nord c’è un buco da record!

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Le_punte_degli_alberiGINEVRA – Sull’Artico il buco dell’ozono è sempre più… bucato! L’allarme è dell’Esa, l’agenzia spaziale europea. Posto a 25 chilometri dalla superficie terrestre l’ozono ha il compito di filtrare i raggi che arrivano dal sole (ultravioletti), proteggendo così gli organismi viventi, gli uomini, ma anche le piante e gli animali. Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti non solo può creare gravi malattie alla pelle (melanomi) ma può inibire la fotosintesi e fitoplancton, alla base della catena alimentare marina. Invece ora lo strato è diventato molto sottile.

Gli scienziati sono al lavoro per capire cosa è successo. Secondo l’Esa la colpa è dei “vortici polari” una circolazione dei venti che avrebbe portato via ozono dal polo nord per trasportarlo a tropici. Secondo l’Organizzazione mondiale metereologica sarebbe invece colpa anche nostra, per la persistenza nell’atmosfera di sostanze nocive.

Buco dell’ozono, effetto serra, ma che pasticcio! Si potrà mai bucare l’aria? Che c’entra la serra come quella dei fiori sul terrazzo, con i gas? E poi quali gas? Se avete voglia di capirci qualcosa partiamo! Anche perchè oggi sappiamo che le nostre azioni possono provocare effetti sul cambiamento del clima.

Che cos’è il  “buco dell’ozono” ? E’  stato scoperto nella prima metà degli anni ’80, quando un gruppo di ricercatori, analizzando i dati raccolti dal satellite in tanti anni, si accorsero della rapida diminuzione della concentrazione del gas nella stratosfera antartica. Era infatti crollata del 40 per cento tra il 1975 e il 1984. Si iniziò a parlare di “buco”, anche se in realtà si tratta dell’assottigliamento dello strato che l’ozono forma ad alcuni chilometri di altezza, svolgendo un ruolo di equilibrio per la biosfera. Gli scienziati si resero conto che la colpa era soprattutto dei CFC i Clorofluorocarburi, sostanze artificiali utilizzate dall’uomo a partire dagli anni ’30 del secolo scorso. Si trovavano soprattutto nelle bombolette spray e anche nei cicli di raffreddamento… Nel giro di pochi anni si arrivò al Protocollo di Montreal (1987) per limitare l’uso dei Cfc e di altre sostanze similari e poi all’inizio degli anni ’90 si decise la la messa la bando.

E l’effetto serra? Gli scienziati oggi pensano che che il riscaldamento del clima sia dovuto alla maggiore concentrazione di gas ad effetto serra che intrappola il calore nell’atmosfera. E noi uomini siamo i responsabili.

Come funziona l’effetto serra?

I raggi del Sole riscaldano la superficie della Terra. Dalla Terra poi il calore si diffonde di nuovo risalendo. I raggi (quelli che risalgono dalla Terra si chiamano “infrarossi”) attraversano l’atmosfera che si comporta proprio come una serra: lascia passare la luce e trattiene parte del calore. E’ un effetto naturale (dovuto soprattutto al “vapore acqueo”) grazie al quale la temperatura  media del pianeta è di 15 gradi circa. Se così non fosse saremmo sempre al freddo: 18 gradi sotto zero, dicono gli esperti. Ma tutte le attività dell’uomo stanno aggiungendo all’atmosfera i “gas” che aumentano l’effetto serra e di conseguenza riscaldano il pianeta. Più di quanto servirebbe!

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Un piccolo-grande grado in più
Nell’ultimo secolo in Europa la temperatura è aumentata di 1 grado. Che sarà mai? direte voi… Invece un gruppo di esperti che sta lavorando a questo problema per le Nazioni Unite prevede che entro il 2100 se non riusciamo a cambiare le cose la temperatura aumenterà fra 1,8 e 4 gradi, che possono diventare 6,4 nella peggiore delle ipotesi. Beh, pensate che nell’era glaciale (ben 12mila anni fa) la temperatura era di soli 5 gradi inferiore a quella di oggi e l’Europa era ricoperta da uno spesso strato di ghiaccio. Cosa succederà dunque  al nostro pianeta se la temperatura si alza ancora?

Cosa sta già succedendo
– I ghiacciai dei Poli si sciolgono – Gli esperti ritengono che il 75 per cento dei ghiacciai situati sulle Alpi svizzere scomparirà entro il 2050
– i mari si alzano: nel corso dell’ultimo secolo si sono già innalzati di 12-22 centimetri
– la natura si scatena, alluvioni, ondate di calore, siccità, bombe d’acqua
– la natura è minacciata: animali e piante non riescono ad adattarsi al cambiamento del loro habitat

COSA PUOI FARE TU Abbassare di appena un  grado il riscaldamento in casa può ridurre drasticamente il calore nell’atmosfera 300 chili di Co2
– Spegni le luci quando non ti servono. Pensa, solo 5 lampadine possono evitare l’immissione di 400 chili di Co2 ogni anno. Computer e tv non devono stare in stand by
– Riciclare i rifiuti, fare la raccolta differenziata. Quando fai la brutta copia gira i fogli usati: sai che per ogni tonnellata di carta riciclata si saranno salvati 17 alberi!
– usate mezzi pubblici o camminate a piedi

PER SAPERNE DI PIU’ C’è un libretto facile e veloce da leggere. Si intitola “L’atmosfera e l’effetto serra” di Valérie Masson-Delmotte e Marc Delmotte (ed. Dedalo). Un nonno scienziato spiega ai due nipotini curiosi Carlo e Giulia tutti i segreti dell’aria, dei gas…

ATTENZIONE!!! >Ti sei accorto che abbiamo parlato di due diversi tipi di raggi: “ultravioletti” e infrarossi. Sono raggi entrambi ma non sono la stessa cosa…Hai capito la differenza?

Tartaruga defeca 74 oggetti di plastica

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tartaruga1ROMA – Una tartaruga marina verde ha ingoiato così tanto materiale inquinante scambiandolo per cibo che ha rilasciato plastica per oltre un mese. Salvata dai ricercatori che le hanno estratto un grosso pezzo di plastica dal tratto gastrointestinale, la tartaruga da quel momento in poi ha defecato 74 diversi oggetti inclusi quattro tipi di palloncini in lattice, cinque diversi tipi di stringhe, nove diversi tipi di plastica morbida, quattro diversi tipi di plastica dura, un pezzo di materiale simile ad un tappeto e due palle di catrame di grandi dimensioni… La storia è stata presentata in occasione dalla quinta International Marine Debris Conference di Honolulu, dove è stata messa in evidenza come la massiccia presenza di plastica nelle acque del mare metta in serio pericolo le sorti delle testuggini marine.

 

Un bambino su quattro è allergico

MILANO – Starnuti, naso che cola o chiuso, prurito, tosse secca: se avete questi sintomi in primavera non si tratta di influenza, ma più probabilmente di allergia. Una vera e propria epidemia: sono sempre di più i bambini che vengono colpiti da questa fastidiosa reazione dell’organismo a erbe, pollini, ma anche cibi particolari o polveri che nei casi più gravi va trattata con farmaci appropriati. Uno su quattro per l’esattezza ma tra una decina di anni potrebbero addirittura essere allergici in Europa un bambino su due.

A fare il punto sulla diffusione delle allergie è l’allergologa Antonella Muraro, responsabile del Centro Allergie Alimentari della Regione Veneto presso l’Azienda Ospedaliera di Padova. ”Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un aumento costante dei pazienti allergici – ha detto la dottoressa – e, se la tendenza si manterrà analoga, nel 2015 si potrebbe arrivare ad un 40-45%’. Attualmente 1 bambino su 4 è allergico ma si stima che nel 2020 1 su 2 nell’Unione Europea sara’ affetto da malattia allergica cronica”. In particolare risultano in aumento le allergie alimentari soprattutto nei bambini e nelle forme più gravi.  Per spiegare l’aumento delle allergie vengono chiamati chiamati in causa l’inquinamento dell’aria e lo stile di vita dei Paesi piu’ sviluppati che sembra non fornire piu’ al sistema immunitario indicazioni per il corretto riconoscimento di sostanze di solito normalmente tollerate.

Piccoli eco passi avanti…

ecopassi

ecopassi

Questa rubrica è fatta per suggerirvi comportamenti che possono aiutare a guarire l’ambiente, che sta male per colpa nostra. Se tutti facciamo piccoli eco passi il mondo potrà essere un posto più bello e più sano in cui vivere!

Il suggerimento di questa settimana...

L’estate è la stagione del caldo e talvolta, soprattutto per chi vive in città le temperature possono diventare molto alte.
E’ diventato quindi normale, trovare sollievo accendendo l’aria condizionata. Il condizionatore è uno strumento molto utile ma anche molto dannoso per l’ambiente, perché consuma tanta energia e perché per funzionare emette una grande quantità di aria calda che si libera nell’aria, scaldandola ancora di più!
Per aiutare l’ambiente in cui viviamo è quindi importante ricordarsi di utilizzare il condizionatore solo quando è veramente necessario

Ciao e ricordate che bastano piccoli gesti quotidiani per aiutare il nostro pianeta a guarire!

Lo sapevate che… i condizionatori funzionano un po’ come i frigoriferi? Sono  macchine che  per  fare il  freddo comprimono  un apposito gas che quando viene messo in pressione produce un fortissimo calore che viene poi liberato nell’aria  da una specie di ventilatore che è posizionato all’esterno  dell’edificio in cui si trova  il condizionatore.  
Quindi,  se ci sono tanti condizionatori  accesi in una città, la temperatura dell’aria esterna aumenta di qualche grado in più!

Elena Dondina
presidente Fondazione Muba
Museo dei bambini Milano
www.muba.it 

 

 

 

 

 

I suggerimenti delle altre settimane

 

8 – Ripulisci la tua spiaggia! In estate è bello andare al mare e tuffarsi in acqua, giocare sulla sabbia e nuotare con la maschera!
Purtroppo da diversi anni ormai, i nostri mari e le nostre spiagge sono pieni di rifiuti abbandonati da persone molto maleducate, che non amano l’ambiente e che non pensano alle altre persone. Una cosa bella e utile che si può fare, è di ripulire un po’ le spiagge, prendendo un sacchetto e riempiendolo di tutti quei pezzi per  lo più di plastica, che sono abbandonati fra la sabbia o nell’acqua. Così facendo potrete anche voi contribuire a curare l’ambiente in cui viviamo.

 

 Lo sapevate che… la presenza di molti rifiuti di plastica nei mari e sulle spiagge causa la morte di molti animali che vivono negli habitat marini? Ad esempio succede spesso che delfini, capodogli e tartarughe marine muoiano per avere inghiottito i sacchetti di plastica dispersi nei mari oppure che gli uccelli marini ingannati dai colori dei pezzetti di plastica che galleggiano li danno da mangiare ai loro piccoli.

7 – Compra quello che serve davvero! Una buona abitudine per aiutare il pianeta è quella di comperare ciò di cui hai veramente bisogno. Se ad esempio hai già una palla per giocare, perché acquistarne un’altra solo perché magari è di un colore che ti piace di più?Accumulare cose, quando non servono veramente, è dannoso per il pianeta,  perché la produzione e lo smaltimento di qualsiasi oggetto significa aumentare l’ inquinamento globale.

Lo sapevate che… ogni anno in Italia vengono prodotti più o meno 32 milioni di tonnellate di rifiuti, una cifra enorme! Pensate che schiacciati bene bene insieme, corrispondono ad un palazzo di circa 30 piani ! Se impariamo a non sprecare e ci abituiamo a riutilizzare e a riciclare gli oggetti, possiamo contribuire a curare l’ambiente a guarire!

6 – Coltiva una piantina! Gli alberi, le piante, il verde contribuiscono a mantenere l’aria pulita, perciò è importante che ce ne siano molte soprattutto nelle città, dove l’aria non è  pulita a causa principalmente delle automobili. Se vivi in città e hai un balcone, un terrazzo o un cortile potresti piantare anche tu dei semi e far crescere delle piantine, aiuterai l’ambiente e il pianeta a guarire!

Lo sapevate che… esistono molte varietà di piante che ripuliscono l’aria dalle sostanze tossiche? Ad esempio se avete in casa una felce, un ficus, un filodendro avrete aria più sana. Se in giardino piantate frassini, tigli, pini e in terrazzo o sul balcone il biancospino, il ciclamino, l’edera helix, contribuite a ripulire l’aria dallo smog.

5 – Spegni la luce! Arriva la bella stagione  le giornate cominciano ad allungarsi e le stanze delle nostre case, la scuola, gli uffici sono pieni di luce e di sole. In questo periodo dell’anno possiamo spesso fare a meno della luce artificiale cioè quella prodotta dalle lampadine. Capita spesso però di vedere luci accese in stanze di case, uffici, negozi anche quando quelle stesse stanze sono illuminate dalla luce naturale. Per fare la luce artificiale si consuma molto petrolio o altre risorse naturali  che contribuiscono ad inquinare molto: potete aiutare a tenere pulito e in salute l’ambiente semplicemente con un “clic!”, spegnendo la luce quando non avete veramente necessità di illuminare una stanza oppure suggerendo ad adulti forse distratti… di farlo!

Lo sapevate che… le lampadine, tutti gli elettrodomestici, la tv, i computer, i videogiochi, i telefonini, per funzionare hanno bisogno dell’elettricità? Se ricordate di spegnere sempre questi oggetti quando non li state usando potrete anche voi contribuire a migliorare l’ambiente in cui viviamo.

4 – Chiudi l’acqua! Mentre vi lavate i denti, la faccia o le mani, provate un gesto semplice ma molto utile: chiudete il rubinetto dell’acqua. L’acqua infatti è una risorsa molto preziosa per tutti e non va sprecata! Ognuno di noi ogni giorno senza volerlo consuma molta più acqua di quella effettivamente necessaria, causando un grave danno al pianeta. Le mamme e i papà ad esempio spesso lavano i piatti o  fanno il bucato tenendo il rubinetto sempre aperto, lavano la macchina o innaffiano il giardino lasciando la canna dell’acqua sempre accesa, mentre l’acqua che fuoriesce si disperde per sempre. Se tutti impariamo a chiudere il rubinetto o a limitare il getto  mentre svolgiamo azioni come  lavare i piatti o lavarci o pulire cose o luoghi, possiamo aiutare molto l’ambiente che ci circonda.

Lo sapevate che… l’acqua  è chiamata anche l’oro blu? Lo sapevate che per  fare un bagno si utilizzano 2/3 di acqua in più che per fare una doccia? Sembra che gli italiani siano i più spreconi d’Europa: consumiamo infatti quasi 8 volte l’acqua usata in Gran Bretagna,10 volte quella usata dai Danesi e 3 volte quello che consumano gli Irlandesi e gli Svedesi. 

3 – Non sprecare la carta! Se vi piace disegnare e lo fate spesso, magari anche a scuola, ricordatevi che i fogli hanno un davanti e un retro. Oppure, quando usate la carta igienica, un paio di strappi bastano. La carta è un bene prezioso e non va sprecata!
Per produrre un foglio di carta bianca, infatti, si consuma cellulosa, che si ricava dagli alberi tagliati, tanta acqua e molta energia elettrica.  Riuscite a immaginare quanti alberi devono essere tagliati, quanta acqua e quanta energia elettrica deve essere consumata ogni giorno per produrre tutta la carta che viene consumata nel mondo?
Il  modo migliore per aiutare l’ambiente quindi è abituarci a non sprecare la carta .

Lo sapevate che … per produrre una risma (500 fogli) di carta ci vogliono 2,5 kg. di cellulosa ovvero 5,5 kg. di legno, 10 litri di acqua pura e 1,5 kwh (Kilovatt) di energia elettrica ?
Anche la carta riciclata (cioè quella vecchia che torna nuova) per essere prodotta necessita  comunque di  tanta energia elettrica e di  prodotti chimici  per togliere l’inchiostro e i colori che la facciano tornare bianca. Se riusciamo a limitare gli sprechi di carta, possiamo contribuire a curare l’ambiente e ad avere più alberi!

2 – Non usare bottiglie di plastica!  Se avete l’abitudine di portare a scuola una bottiglietta di plastica con l’acqua, provate a sostituirla con un borraccia, meglio se di acciaio inossidabile.
Ancora meglio farete se, quando avete sete, andate in bagno a bere.
Le bottiglie di plastica infatti inquinano molto l’ambiente, non solo perchè non si degradano ma anche perchè per fabbricarle bisogna utilizzare il petrolio che è una sostanza molto dannosa per l’aria, la natura e la salute degli uomini.
Comprando meno  bottiglie di plastica, aiutiamo l’ambiente a rimanere pulito e sano .

Lo sai perchè le bottiglie di plastica inquinano? Perchè per produrle viene consumato non solo molto petrolio ma anche tanta acqua e tanta energia elettrica.
Inoltre per trasportarle  dalla fabbrica al supermercato e poi da lì a casa nostra, è necessario bruciare benzina o gasolio che disperdono nell’aria tante sostanze dannose.
Anche se oggi la plastica viene riciclata, questo non avviene comunque per tutta la plastica che viene prodotta e quindi se riusciamo a utilizzarne meno, possiamo contribuire a curare l’ambiente

1 – Vai a scuola a piedi! Perché non provate, se potete, ad andare a scuola a piedi? Cercate di convincere la mamma o il papà a lasciare a casa la macchina, fate una bella colazione e uscite con un po’ di anticipo. La primavera è arrivata e la mattina è più luminosa e tiepida, è bello avviarsi a scuola, magari in gruppo con gli amici.
Se non usate la macchina contribuite a tenere l’ aria pulita e fate un po’ di movimento che fa molto bene al vostro corpo.

Lo sai perché… le auto inquinano l’aria? Perché per funzionare hanno bisogno di bruciare benzina o gasolio  Quando il motore brucia queste sostanze, dal tubo di scappamento esce un fumo che si mescola all’aria che respiriamo e che contiene tante piccole particelle che inquinano e fanno male alla salute di tutti uomini, animali e piante.
Per fortuna gli scienziati stanno studiando auto che possano funzionare con sostanze che non inquinano, ma fino a quando non le avranno prodotte  il modo migliore per aiutare l’ambiente, soprattutto nelle città, è di usare l’auto solo quando serve veramente tanto.