“per ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tv!”

Addio buste di plastica, ora siete fuorilegge

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di Serena Coppetti

perché se ne parla
Dal 1 gennaio 2018 le buste  biodegradabili e compostabili hanno sostituito  i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri usati per prodotti come frutta, verdura, carni e sono a  pagamento.


MILANO – Per far sì che una busta di plastica si distrugga sapete quanto tempo occorre? Dai cento ai mille anni. Ecco perché dal primo gennaio 2018 in Italia è stato deciso che le buste di plastica, quelle per intendersi del supermercato utilizzate per la frutta e la verdura, sono diventate fuori legge. Non possono più essere utilizzate. Sono state sostituite da quelle fatte di un materiale diverso, biodegradabile. Gli shopper in plastica erano stati introdotti nel 1957 negli Stati Uniti.
Secondo il Wwf che si è battuto perché le buste di plastica fossero eliminate sono 1,9 i milioni di chili di plastica che finiscono ogni ora negli oceani della Terra dove vengono scambiati per cibo da diverse specie marine, specie di quelle che si nutrono di meduse o calamari che assomigliano ai sacchi di plastica quando galleggiano in acqua.

Tra le specie minacciate soprattutto le tartarughe marine e i mammiferi marini.

Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente sarebbero ben 49 le specie di mammiferi marini a rischio per ingestione di rifiuti plastici.
A Gaiman in Argentina c’è un parco (lo vedete nella foto) fatto con bottiglie di plastica, lattine ritagliate che creano aiuole, fiori, alberi…

Leggi anche Scoperta! Nel nostro mare c’è un’sola di spazzatura, Tartaruga defeca 74 oggetti di plastica, Il maglione per sciare? E’ fatto di spazzatura 

 

Tartaruga defeca 74 oggetti di plastica

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tartaruga1ROMA – Una tartaruga marina verde ha ingoiato così tanto materiale inquinante scambiandolo per cibo che ha rilasciato plastica per oltre un mese. Salvata dai ricercatori che le hanno estratto un grosso pezzo di plastica dal tratto gastrointestinale, la tartaruga da quel momento in poi ha defecato 74 diversi oggetti inclusi quattro tipi di palloncini in lattice, cinque diversi tipi di stringhe, nove diversi tipi di plastica morbida, quattro diversi tipi di plastica dura, un pezzo di materiale simile ad un tappeto e due palle di catrame di grandi dimensioni… La storia è stata presentata in occasione dalla quinta International Marine Debris Conference di Honolulu, dove è stata messa in evidenza come la massiccia presenza di plastica nelle acque del mare metta in serio pericolo le sorti delle testuggini marine.

 

Piccoli eco passi avanti…

ecopassi

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Questa rubrica è fatta per suggerirvi comportamenti che possono aiutare a guarire l’ambiente, che sta male per colpa nostra. Se tutti facciamo piccoli eco passi il mondo potrà essere un posto più bello e più sano in cui vivere!

Il suggerimento di questa settimana...

L’estate è la stagione del caldo e talvolta, soprattutto per chi vive in città le temperature possono diventare molto alte.
E’ diventato quindi normale, trovare sollievo accendendo l’aria condizionata. Il condizionatore è uno strumento molto utile ma anche molto dannoso per l’ambiente, perché consuma tanta energia e perché per funzionare emette una grande quantità di aria calda che si libera nell’aria, scaldandola ancora di più!
Per aiutare l’ambiente in cui viviamo è quindi importante ricordarsi di utilizzare il condizionatore solo quando è veramente necessario

Ciao e ricordate che bastano piccoli gesti quotidiani per aiutare il nostro pianeta a guarire!

Lo sapevate che… i condizionatori funzionano un po’ come i frigoriferi? Sono  macchine che  per  fare il  freddo comprimono  un apposito gas che quando viene messo in pressione produce un fortissimo calore che viene poi liberato nell’aria  da una specie di ventilatore che è posizionato all’esterno  dell’edificio in cui si trova  il condizionatore.  
Quindi,  se ci sono tanti condizionatori  accesi in una città, la temperatura dell’aria esterna aumenta di qualche grado in più!

Elena Dondina
presidente Fondazione Muba
Museo dei bambini Milano
www.muba.it 

 

 

 

 

 

I suggerimenti delle altre settimane

 

8 – Ripulisci la tua spiaggia! In estate è bello andare al mare e tuffarsi in acqua, giocare sulla sabbia e nuotare con la maschera!
Purtroppo da diversi anni ormai, i nostri mari e le nostre spiagge sono pieni di rifiuti abbandonati da persone molto maleducate, che non amano l’ambiente e che non pensano alle altre persone. Una cosa bella e utile che si può fare, è di ripulire un po’ le spiagge, prendendo un sacchetto e riempiendolo di tutti quei pezzi per  lo più di plastica, che sono abbandonati fra la sabbia o nell’acqua. Così facendo potrete anche voi contribuire a curare l’ambiente in cui viviamo.

 

 Lo sapevate che… la presenza di molti rifiuti di plastica nei mari e sulle spiagge causa la morte di molti animali che vivono negli habitat marini? Ad esempio succede spesso che delfini, capodogli e tartarughe marine muoiano per avere inghiottito i sacchetti di plastica dispersi nei mari oppure che gli uccelli marini ingannati dai colori dei pezzetti di plastica che galleggiano li danno da mangiare ai loro piccoli.

7 – Compra quello che serve davvero! Una buona abitudine per aiutare il pianeta è quella di comperare ciò di cui hai veramente bisogno. Se ad esempio hai già una palla per giocare, perché acquistarne un’altra solo perché magari è di un colore che ti piace di più?Accumulare cose, quando non servono veramente, è dannoso per il pianeta,  perché la produzione e lo smaltimento di qualsiasi oggetto significa aumentare l’ inquinamento globale.

Lo sapevate che… ogni anno in Italia vengono prodotti più o meno 32 milioni di tonnellate di rifiuti, una cifra enorme! Pensate che schiacciati bene bene insieme, corrispondono ad un palazzo di circa 30 piani ! Se impariamo a non sprecare e ci abituiamo a riutilizzare e a riciclare gli oggetti, possiamo contribuire a curare l’ambiente a guarire!

6 – Coltiva una piantina! Gli alberi, le piante, il verde contribuiscono a mantenere l’aria pulita, perciò è importante che ce ne siano molte soprattutto nelle città, dove l’aria non è  pulita a causa principalmente delle automobili. Se vivi in città e hai un balcone, un terrazzo o un cortile potresti piantare anche tu dei semi e far crescere delle piantine, aiuterai l’ambiente e il pianeta a guarire!

Lo sapevate che… esistono molte varietà di piante che ripuliscono l’aria dalle sostanze tossiche? Ad esempio se avete in casa una felce, un ficus, un filodendro avrete aria più sana. Se in giardino piantate frassini, tigli, pini e in terrazzo o sul balcone il biancospino, il ciclamino, l’edera helix, contribuite a ripulire l’aria dallo smog.

5 – Spegni la luce! Arriva la bella stagione  le giornate cominciano ad allungarsi e le stanze delle nostre case, la scuola, gli uffici sono pieni di luce e di sole. In questo periodo dell’anno possiamo spesso fare a meno della luce artificiale cioè quella prodotta dalle lampadine. Capita spesso però di vedere luci accese in stanze di case, uffici, negozi anche quando quelle stesse stanze sono illuminate dalla luce naturale. Per fare la luce artificiale si consuma molto petrolio o altre risorse naturali  che contribuiscono ad inquinare molto: potete aiutare a tenere pulito e in salute l’ambiente semplicemente con un “clic!”, spegnendo la luce quando non avete veramente necessità di illuminare una stanza oppure suggerendo ad adulti forse distratti… di farlo!

Lo sapevate che… le lampadine, tutti gli elettrodomestici, la tv, i computer, i videogiochi, i telefonini, per funzionare hanno bisogno dell’elettricità? Se ricordate di spegnere sempre questi oggetti quando non li state usando potrete anche voi contribuire a migliorare l’ambiente in cui viviamo.

4 – Chiudi l’acqua! Mentre vi lavate i denti, la faccia o le mani, provate un gesto semplice ma molto utile: chiudete il rubinetto dell’acqua. L’acqua infatti è una risorsa molto preziosa per tutti e non va sprecata! Ognuno di noi ogni giorno senza volerlo consuma molta più acqua di quella effettivamente necessaria, causando un grave danno al pianeta. Le mamme e i papà ad esempio spesso lavano i piatti o  fanno il bucato tenendo il rubinetto sempre aperto, lavano la macchina o innaffiano il giardino lasciando la canna dell’acqua sempre accesa, mentre l’acqua che fuoriesce si disperde per sempre. Se tutti impariamo a chiudere il rubinetto o a limitare il getto  mentre svolgiamo azioni come  lavare i piatti o lavarci o pulire cose o luoghi, possiamo aiutare molto l’ambiente che ci circonda.

Lo sapevate che… l’acqua  è chiamata anche l’oro blu? Lo sapevate che per  fare un bagno si utilizzano 2/3 di acqua in più che per fare una doccia? Sembra che gli italiani siano i più spreconi d’Europa: consumiamo infatti quasi 8 volte l’acqua usata in Gran Bretagna,10 volte quella usata dai Danesi e 3 volte quello che consumano gli Irlandesi e gli Svedesi. 

3 – Non sprecare la carta! Se vi piace disegnare e lo fate spesso, magari anche a scuola, ricordatevi che i fogli hanno un davanti e un retro. Oppure, quando usate la carta igienica, un paio di strappi bastano. La carta è un bene prezioso e non va sprecata!
Per produrre un foglio di carta bianca, infatti, si consuma cellulosa, che si ricava dagli alberi tagliati, tanta acqua e molta energia elettrica.  Riuscite a immaginare quanti alberi devono essere tagliati, quanta acqua e quanta energia elettrica deve essere consumata ogni giorno per produrre tutta la carta che viene consumata nel mondo?
Il  modo migliore per aiutare l’ambiente quindi è abituarci a non sprecare la carta .

Lo sapevate che … per produrre una risma (500 fogli) di carta ci vogliono 2,5 kg. di cellulosa ovvero 5,5 kg. di legno, 10 litri di acqua pura e 1,5 kwh (Kilovatt) di energia elettrica ?
Anche la carta riciclata (cioè quella vecchia che torna nuova) per essere prodotta necessita  comunque di  tanta energia elettrica e di  prodotti chimici  per togliere l’inchiostro e i colori che la facciano tornare bianca. Se riusciamo a limitare gli sprechi di carta, possiamo contribuire a curare l’ambiente e ad avere più alberi!

2 – Non usare bottiglie di plastica!  Se avete l’abitudine di portare a scuola una bottiglietta di plastica con l’acqua, provate a sostituirla con un borraccia, meglio se di acciaio inossidabile.
Ancora meglio farete se, quando avete sete, andate in bagno a bere.
Le bottiglie di plastica infatti inquinano molto l’ambiente, non solo perchè non si degradano ma anche perchè per fabbricarle bisogna utilizzare il petrolio che è una sostanza molto dannosa per l’aria, la natura e la salute degli uomini.
Comprando meno  bottiglie di plastica, aiutiamo l’ambiente a rimanere pulito e sano .

Lo sai perchè le bottiglie di plastica inquinano? Perchè per produrle viene consumato non solo molto petrolio ma anche tanta acqua e tanta energia elettrica.
Inoltre per trasportarle  dalla fabbrica al supermercato e poi da lì a casa nostra, è necessario bruciare benzina o gasolio che disperdono nell’aria tante sostanze dannose.
Anche se oggi la plastica viene riciclata, questo non avviene comunque per tutta la plastica che viene prodotta e quindi se riusciamo a utilizzarne meno, possiamo contribuire a curare l’ambiente

1 – Vai a scuola a piedi! Perché non provate, se potete, ad andare a scuola a piedi? Cercate di convincere la mamma o il papà a lasciare a casa la macchina, fate una bella colazione e uscite con un po’ di anticipo. La primavera è arrivata e la mattina è più luminosa e tiepida, è bello avviarsi a scuola, magari in gruppo con gli amici.
Se non usate la macchina contribuite a tenere l’ aria pulita e fate un po’ di movimento che fa molto bene al vostro corpo.

Lo sai perché… le auto inquinano l’aria? Perché per funzionare hanno bisogno di bruciare benzina o gasolio  Quando il motore brucia queste sostanze, dal tubo di scappamento esce un fumo che si mescola all’aria che respiriamo e che contiene tante piccole particelle che inquinano e fanno male alla salute di tutti uomini, animali e piante.
Per fortuna gli scienziati stanno studiando auto che possano funzionare con sostanze che non inquinano, ma fino a quando non le avranno prodotte  il modo migliore per aiutare l’ambiente, soprattutto nelle città, è di usare l’auto solo quando serve veramente tanto.

 

Scoperta! Nel nostro mare c’è un’isola di spazzatura…

ROMA Nel Mediterraneo galleggiano 500 tonnellate di rifiuti plastici. Per darvi un’idea è come se fossero cento elefanti uno vicino all’altro! Si tratta soprattutto di sacchetti di plastica con una tale concentrazione che supera addirittura quella delle “isole di plastica” scoperte nell’Atlantico e nel Pacifico.
La fonte – Il dato fa parte del dossier preparato da Arpa Toscana e Emilia e Lombardia e Legambiente.
A pesca di.. sacchetti! Basta pensare che secondo il monitoraggio effettuato nell’arcipelago toscano in un’ora sono stati prelevati dai pescatori con reti a strascico 4 kg di rifiuti, di cui il 73% costituito da materiale plastico, soprattutto sacchetti.
Nel Pacifico un “continente” fatto di rifiuti – Gli scienziati lo chiamano “vortice di spazzatura” e si trova nell’Oceano Pacifico. E’ una gigantesca isola fatta di rifiuti di plastica. Quasi quattro tonnellate di sporcizia che le correnti anno dopo anno spingono nello stesso punto.
Oggi ha un diametro di circa 2500 chilometri, due volte la lunghezza dell’Italia. E’ profonda 30 metri come un palazzo di dieci piani.

Sai che i rifiuti nel mare sono una delle minacce che mettono in pericolo la vita di tanti animali? Sono oltre 40 le specie a rischio che scambiano i sacchetti di plastica per cibo....

Il maglione per sciare? E’ fatto di spazzatura

vasche_rifiuti

vasche_rifiutiOgni anno ciascuno di noi potrebbe riempire con i suoi rifiuti 160 vasche da bagno!

MILANO – Lo sapevi che bastano quindici bottiglie di plastica per realizzare un maglione di pile? La plastica che buttiamo se lavorata nel modo giusto può trasformarsi in molte cose: una felpa, un costume da bagno, una panchina.

In un anno ciascuno di noi produce circa 350 chili di rifiuti, più o meno un chilo al giorno. Non è tanto una questione di peso quanto di ingombro: una sola persona riesce infatti a riempire di immondizia circa 160 vasche da bagno all’anno. Vi mai chiesti dove finiscono i sacchetti della spazzatura una volta usciti da casa? A voi pare solo un piccolo sacchetto invece provate a pensare di mettere insieme tutti sacchetti della pattumiera dei vostri compagni di classe, della scuola poi di tutte le scuole della città… Oggi produciamo sempre più rifiuti e non è facile sbarazzarcene senza provocare danni all’ambiente.

In natura il “rifiuto” non esiste: gli scarti se sono naturali vengono riassorbiti dall’ambiente e rimessi in circolo. E’ la lezione che dobbiamo imparare anche noi producendo sempre più oggetti biodegradabili. Intanto seguiamo le regole della raccolta differenziata che è il sistema più facile e veloce per contribuire a salvare il nostro pianeta.

La regola delle quattro “R”

RIDUZIONE – produrre meno spazzatura possibile

RIUTILIZZO – cercare di far durare più a lungo ciò che utilizziamo

RECUPERO – raccogliere separatamente i vari materiali

RICICLARE  – trasformare la spazzatura in nuovi oggetti