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Toscana, trovata una tartaruga azzannatrice

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FUCECCHIO – Chissà come è capitata dentro al Rio Macone a Fucecchio in Toscana.  Eppure se ne stava proprio lì, a guazzo una tartaruga azzannatrice capace di sferrare morsi simili a quelli del serpente. In Italia  è vietata la detenzione e la vendita poiché ritenuta pericolosa. Eppure non era la prima volta…

Il Corpo forestale  ha consegnato l’animale al Centro di scienze naturali di Galceti (Prato). L’esemplare, rende noto il comando provinciale del Corpo forestale, è stato segnalato da un cittadino: è una femmina di oltre 15 chili di peso.

Personale del Comando Stazione di Empoli del Corpo Forestale dello Stato ha provveduto a prenderla e consegnarla a personale specializzato del Centro di Scienze Naturali di Galceti.

La tartaruga azzannatrice, nome scientifico Chelydra serpentina, è in ottime condizioni.

Comune in Nordamerica, l’area di diffusione di questa tartaruga, predilige acque stagnanti o a corso lento con fondo melmoso e ricche di vegetazione. È una delle tartarughe d’acqua dolce alloctone più grandi, insieme alla tartaruga alligatore. Il suo carapace può raggiungere i 48 cm anche se in genere arriva a circa 25 cm. Il peso varia dai 4,5 ai 6 kg, ma alcuni esemplari allevati in cattività sono arrivati a pesare ben 34 chili. Ha un corpo robusto, il carapace increspato e una
lunga coda. L’apparato muscolare è ben sviluppato, in particolare quello del collo, che permette di sferrare abili morsi dai movimenti che ricordano quelli di un serpente, da qui deriva il nome scientifico «serpentina».

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