Unità d’Italia, il Bacio premonitore e l’Obbedisco di Garibaldi

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di Domizia Carafoli

ROMA Per i 150 anni dell’unità d’Italia in tutte le città e specialmente in quelle che sono state capitali ci sono state manifestazioni con al centro la bandiera tricolore.

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A Firenze,  ad esempio,  tutti i principali palazzi della città, da Palazzo Vecchio sede del Comune fino alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore,  sono stati illuminati con i colori bianco, rosso e verde. E’ stata una bella festa che può essere arricchita con una visita al museo. Perché sono tante le opere, i quadri, che ci possono far capire o semplicemente  immaginare, l’atmosfera e il fermento che portò all’unità d’Italia. Come “Il bacio” di Hayez e ” L’incontro di Teano” di Aldi.


IL BACIO
 – Alla Pinacoteca di Brera a Milano (www.brerabeniculturali.it) è conservato “Il bacio” di Francesco Hayez,  simbolo  da sempre del Risorgimento.  E’ un quadro che si definisce romantico come l’epoca storica che lo ha determinato, il Romanticismo. Gli ideali e le passioni erano il motore del rinnovamento, nell’arte, nella letteratura e  nella politica. Romanticismo che  Hayez rappresentò dipingendo nel 1859, due anni prima l’unità d’Italia,  proprio “Il bacio”.  E’ un olio su tela di piccole dimensioni, 122 per 88 cm, ma di grande potenza visiva. Da questo bacio traspare tutto l’amore tra l’uomo e la donna. Guardate e immaginate: lui  presumibilmente sta partendo, vedete il manto sulle spalle, il cappello con la piuma ma soprattutto  la gamba che quasi accenna  un passo. Parte per contribuire anche con la sua vita agli ideali di libertà del Risorgimento e saluta la sua fidanzata che lo abbraccia con trasporto. Il movimento dell’anca, evidente sotto la veste azzurra,  dimostra la morbidezza del corpo nel compiere un gesto di amore. Le ombre e le due vie di fuga (le scale da un lato e la porta sullo sfondo),  lasciano intendere il mistero e l’incertezza del futuro.  Guardate con attenzione poi i colori, vedrete il bianco il rosso e il verde che saranno poi i colori della bandiera italiana.
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“L’INCONTRO DI TEANO” – Il quadro che invece avrete probabilmente visto sui vostri libri di storia, quando viene spiegata l’importanza dell’Incontro a Teano (all’alba del 26 ottobre del 1860) tra Garibaldi e re Vittorio Emanuele II si trova  nella sala del risorgimento del Palazzo Pubblico di Siena, in piazza del Campo (www.comune.siena.it). E’ un affresco che Pietro Aldi, pittore di Manciano, in Maremma (provincia di Grosseto),   realizzò tra il  1886 e il 1888. E’ uno quadro storico, semplicemente descrittivo ma di grande impatto. Gli studenti infatti, non se lo dimenticano più. E così possono ricordare che fu quella l’occasione, con la storica parola “Obbedisco” con cui Garibaldi mise fine alla spedizione dei Mille accettando  di unire l’Italia al regno di Sardegna.  La sala ospita anche due vetrine che contengono cimeli risorgimentali, tra cui la divisa che il re aveva indossato alla battaglia di S. Martino.

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