Per i ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tivù !

Nel 2030 vuoi fare il ministro? Intanto divertiti diventando parlamentare sul sito della Camera

parlamentoMILANO- Ma che cos’è la politica? Solo a sentirne parlare c’è da scommetterci che ti viene un bello sbadiglio! Eppoi tutta quella gente che si azzuffa in tivvù a male parole… e pensare che se a te scappa una parolaccia ti becchi pure un rimprovero. Valli a capire questi adulti. Eppure anche se ci provano in tutti i modi a farla diventare una tra le cose più noiosa al mondo, è davvero importante e… ci si può anche divertire.

Ti pare impossibile? Prova per prima cosa ad andare a giocare su un sito che è quello del Parlamento bambini.camera.it (senza www all’inizio!) dedicato proprio ai ragazzi della vostra età dagli 8 ai 13 anni. Ti fai il tuo simpatico avatar-parlamentare e vai a fare una bella (e buona) legge. Oppure entri in Senato www.senato.it/senatoragazzi e lì sì che c’è da divertirsi!

Ci sono fumetti, disegni, giochi, quiz e mille curiosità.
Un esempio? Sai perché il palazzo del Senato si chiama “Madama”? Prende il nome, anzi il soprannome da Margherita d’Austria, detta appunto la “Madama”, moglie di Alessandro de’ Medici che alla morte del marito, nel lontano 1537, ereditò questo palazzo. Da allora è rimasto Palazzo Madama.
Se poi da grande invece di fare l’astronauta o la maestra volessi diventare ministro a Milano c’è il master Res Publica, il primo corso di politica rivolto ai bambini di 10/11 anni. E’ un master che dura tre anni, 10 lezioni ogni anno (il sabato), coordinato dal prof. Francesco Schianchi. Il 14 e 15 aprile ci saranno le selezioni. Informazioni www.ludum.it.
Perchè la politica dovrebbe interessare a un bambino che va in prima media? Ce lo spiega Francesco Schianchi, coordinatore del master Res Pubblica rivolto ai ragazzi di 10/11 anni. “Il master vuole essere una esperienza “filosofica, poetica, culturale”, ma anche soprattutto un’esperienza individuale e di gruppo “gioiosa, giocosa  e riflessiva” per costruire in voi ragazzi partecipanti-attori, le basi “per stare al mondo e per cambiare il mondo”: per diventare, se lo vorrete  e continuerete nel percorso iniziato con il Master, i politici del futuro, capaci, consapevoli, responsabili. E’ un progetto innovativo, unico, basato sulla filosofia politica: filosofia (letteralmente significa “amore per la conoscenza”) un tendere a qualcosa non ancora posseduto e un amore del sapere ed una politica: partecipare alla costruzione di una vita buona  e giusta, del bene comune e del futuro della “polis” (la città, sempre più globale) nella quale  siamo chiamati ad abitare responsabilmente.
Il programma Il programma del 1° anno si incentra sulla conoscenza/consapevolezza delle radici, delle origini e si focalizza sulle prime comunità, sull’invenzione della bellezza,  del lavoro sulla nascita delle città, sulle invenzioni del comunicare, sulla diversità e sull’evoluzione, sull’invenzione della giustizia. Il programma del 2° anno: si sofferma sull’essere cittadino. Ecco i miti di Platone, Aristotele: la politica, la felicità; le utopie di Tommaso Campanella e Tommaso Moro; il pensiero politico del seicento/settecento: Machiavelli, Hobbes, Rousseau. Il 3° anno si affronta l’utilitarismo di Bentham, ” Dei delitti e delle pene” di  Cesare Beccaria, “Lo spirito delle leggi” di Montesquieu eppoi la Politica oggi  e le forme di potere. E ancora la libertà, la giustizia, la democrazia, l’uguaglianza. Teoria dei giochi o delle decisioni per finire con la Costituzione della Repubblica italiana”.
Roba seria, ragazzi! Di quella che si studia all’università, ma qui sarebbe fatta in modo semplice e chiaro. Proprio per essere capita da un ragazzo come voi, insomma…

Ma che cos’è la Politica? Grazie ad Aristotele, il grande filosofo greco, allievo di Platone, il termine Politica anticamente ha avuto il significato di  studio della polis, (= città, in greco) delle sue leggi, delle sue regole, dei suoi valori: ha mantenuto questo significato  fino al Sei-Settecento. Politici non sono né gli animali né gli dei! Il punto di partenza è la frase famosa”l’uomo è per natura un animale politico”. Aristotele dice che non sono politici né gli animali né gli dei: solo l’uomo lo è. Vuol dire che per natura l’uomo  è legato ad una vita comunitaria con gli altri e che la forma tipica della vita sociale è la polis (la città). Con il termine “politica” quindi si  indica il complesso di quelle attività che si riferiscono alla “vita pubblica” e agli “affari pubblici” di una determinata comunità di uomini.

Il fine della politica? Vivere bene tutti! Fare politica è quindi occuparsi dell’ ”ottimo Stato”, partecipare, vivere la vita, i problemi, le sfide che coinvolgono la comunità a cui si appartiene, alla ricerca di un obiettivo preciso: Aristotele afferma che il fine della politica non è il vivere, ma il vivere bene, raggiungere “una buona esistenza”, dato che lo scopo dell’associarsi degli uomini è quello di operare per il bene di tutti.

Oggi le cose sono un po’ cambiate! La politica in generale è stata  concepita, dalle sue origini al presente in modi molto diversi: come ricerca del bene comune, come strumento per la realizzazione della vita buona e virtuosa del cittadino, come arte della conquista e della conservazione del potere, come attività di gestione dei conflitti tra individui e gruppi, come luogo della contrapposizione  di vari interessi ideali e materiali presenti nella società civile, ancora come relazione “amico-nemico”. A tutte queste diverse concezioni è necessario aggiungere che il termine “politica”, almeno negli ultimi secoli, si è trasformato e arricchito di una sua ampia applicazione/declinazione (come i tempi e i modi dei verbi): politica economica, politica sociale, politica industriale, politica europea, politica internazionale eccetera.

La video-politica Siamo in una situazione di grandi mutamenti: lo Stato sta progressivamente perdendo quel ruolo centrale che ha sempre avuto negli ultimi cinque secoli, sotto la spinta dei processi di globalizzazione. I partiti stanno perdendo la loro centralità di soggetti che organizzavano e gestivano la partecipazione politica e quindi delle decisioni: la televisione,  sempre più sta trasformando la politica in “videopolitica”; Internet sta ri-costruendo il “villaggio globale”, la nuova “polis” mondiale, interconnessa, raggiungibile in ogni momento, in ogni luogo (prossimamente anche per votare ed esprimere le proprie valutazioni). Oggi quindi capire la politica significa diventare soprattutto cittadini consapevoli capaci di esprimere la propria cittadinanza e la propria responsabilità, per  essere cittadini del mondo.

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