26 aprile… Il disastro di Chernobyl

Chernobyl26 aprile 1986Disastro di Chernobyl.

A Chernobyl, (allora Unione Sovietica), l’esplosione in una centrale nucleare provoca 65 morti nell’immediato ma migliaia nei decenni successivi. Mezzo milione di sfollati. Cento fra città e villaggi svuotati. Cinque milioni di persone destinate a costanti controlli medici. Le conseguenze sulla popolazione locale dureranno per decenni. Le radiazioni hanno continuato a fuoriuscire dall’edificio del reattore fino al 2019, quando l’intera struttura è stata coperta da un enorme protezione a forma di arco.

Oggi come riporta l’agenza Adn Kronos,  il governo ucraino ha avviato le pratiche per la richiesta all’Unesco del riconoscimento del sito, da anni oramai diventato meta di turismo, come patrimonio dell’umanità. Nel 2019 i turisti che visitarono la centrale sono state 120mila.

Oggi, la Linea aerea internazionale ucraina organizza voli a bassa quota su Kiev e Chernobyl, che sarà così possibile ammirare «dalle angolazioni più inusuali». Un volo per «approfondire la conoscenza su cause e conseguenze dell’incidente reso possibile anche grazie alla partnership con la società Chernobyl Tour». Costo, l’equivalente di di 87 euro.

In occasione di questo anniversario, sarà inaugurata, di fronte all’edificio in cui si trovavano gli uffici amministrativi della centrale, una statua dedicata ad Oleksandr Lelechenko, vice responsabile dei sistemi elettrici dell’impianto dal 1979, che nella notte fra il 25 e il 26 aprile di 35 anni fa, subito dopo l’esplosione, intervenne per pompare fuori manualmente dalla turbina bloccata liquido contaminato, lavorando con l’acqua radioattiva alle ginocchia. Dopo un primo ricovero a Pripyat, Leleshenko è tornato alla centrale. Ha ricevuto in un giorno radiazioni pari a 2.500 radiografie. È morto subito, a 47 anni. Con la sua azione, ha impedito che l’incendio di estendesse ad altre unità.


Da leggere il reportage realizzato  qualche giorno fa da Francesco Battistini del Corriere della Sera

Chernobyl, Anno 35 dopo l’apocalisse Le radiazioni sono ovunque ma le piante si sono riprese tutto

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