perché se ne parla
Il 31 maggio in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale contro il fumo, voluta dall’Organizzazione mondiale della Sanità.
A gennaio prima che scoppiasse la pandemia, il sindaco di Milano aveva proposto di allargare il divieto di fumo anche all’aperto. Per esempio alle fermate dell’autobus. In tutta Italia si aggiunge sempre un pezzetto in più alle zone all’aperto dove è vietato fumare. Per esempio sulle spiagge delle coste italiane dove è vietato sulla battigia e in acqua, oppure nelle aree gioco e sport dei parchi pubblici.
La guerra al fumo
Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, nel 2011 aveva dichiarato guerra al fumo. In città infatti quell’anno era entrato in vigore lo “Smoke Free Air Act” legge che vieta di fumare non solo nei ristoranti e nei luoghi pubblici al chiuso, ma anche nei 1700 parchi della città e sugli oltre 22 chilometri di spiagge del litorale. Vietato dunque accendersi una sigaretta sulle panchine di Central Park o ai tavolini di Bryant Park oppure sulla spiaggia di Coney Island. E il divieto è esteso anche ad alcune piazze pedonalizzate come Times Square, alle banchine dei porticcioli, ai campi da golf e negli stadi. Chi non rispetterà il divieto rischia di incorrere in una multa di 50 dollari. A Tokyo, per esempio, è già vietato fumare per strada, anche in altre grandi città del Giappone: non ci si può accendere una sigaretta mentre si cammina. Il sindaco di Milano ha detto che la città dovrà essere Smoke free – libera dal fumo – entro il 2030.
Cosa c’è nel fumo?
Molti di voi ragazzi hanno seguito a scuola corsi della Asl sull’importanza di non diventare schiavi del fumo. Ci sono progetti, libri, giochi rivolti già agli studenti di quarta e quinta elementare che spiegano come tenere alla larga la sigaretta. Tanto per cominciare chi fuma puzza di fumo, ovviamente! Puzza l’alito, i vestiti… ed è solo l’inizio! Il fumo di sigaretta sprigiona ben 4000 elementi. La sigaretta è un concentrato di veleni. Ecco i principali.
– Monossido di carbonio deriva dalla combustione della sigaretta: è un gas che di certo conoscete. È quello che esce dai tubi di scarico delle auto. Si insinua nel sangue e occupa il posto dell’ossigeno, arrivando così a “inquinare” tutte le cellule del nostro corpo. Così l’ossigeno che respiriamo entra attraverso naso e bocca ma viene espulso subito perchè non trova il suo “posticino” nel sangue per viaggiare nel nostro corpo.
– Nicotina, è contenuta nelle foglie di tabacco: agisce sul cervello e sull’apparato cardiocircolatorio. Si deposita nelle vene e nelle arterie così il cuore deve battere più velocemente per fare il suo lavoro. Ecco perchè fumando si rischia l’infarto. È anche la sostanza che fa diventare gialli i denti e anche le mani. Pensate che in appena 10 secondi si fissa nel cervello provocando una serie di reazioni che portano alla dipendenza. Ecco perché dopo avere fumato è sempre più difficile smettere.
– Catrame, proprio quello nero nero, usato per asfaltare le strade e altri agenti irritanti: incollano la peluria che riveste la trachea. Si tratta di “ciglia” che hanno la funzione di filtrare polvere, e germi e li espelle prima che possano depositarsi sui polmoni. Col tempo la peluria appiccicosa scompare, così attraverso naso e gola può passare tutto. Anche il catrame che si deposita nei polmoni andando a distruggere gli alveoli polmonari.
Ecco perché poi le cellule si ammalano.
Pensate che:
– Ogni anno solo in Italia il fumo causa la morte di 93.000 persone (è come se ogni giorno precipitasse un aereo senza alcun superstite a bordo) (dato Oms diffuso in occasione della Giornata contro il fumo 2020);
– Il fumo fa una vittima ogni 7 minuti: un numero di morti circa 10 volte superiore a quello di tutti gli incidenti stradali;
QUANTI SONO I FUMATORI?
Sono diminuiti durante il lockdown i fumatori di sigarette tradizionali, ma sono aumentati i consumatori di tabacco riscaldato e sigaretta elettronica, alto il numero anche di chi li ha provati per la prima volta proprio durante questo periodo. Lo dicono i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. In Italia tra la popolazione di 14 anni e più, sono poco meno di 10 milioni. Per la prima volta si scende sotto il 20 per cento: al 18,4%. In genere si incomincia a fumare nell’adolescenza: si inizia con poche sigarette e poi si finisce per fumare sempre di più. La nicotina influenza il cervello, il sistema endocrino, il comportamento. Secondo il sondaggio della Fondazione Veronesi-Astra Ricerche, tra i 14 e i 19 anni un teen ager su tre fuma (32-34%). Il numero medio di sigarette fumate al giorno è di circa 7 (il che equivale a quasi 640 euro di spesa annuale…).
GIOVANI FUMATORI
La maggior parte degli adolescenti rientra nella categoria dei “fumatori deboli” cioè che fumano poco. Un “poco” che è sempre “troppo”! Secondo il portale AmicoPediatra il 13 per cento dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, fuma 10 sigarette al giorno. Secondo alcuni dati nei giovanissimi tra gli 11 e i 15 anni il 16 per cento ha fumato almeno una volta ed il 3 per cento continua a fumare almeno una sigaretta la settimana.
DANNI PER I GIOVANISSIMI
Il fumo fa male a tutti, ma a chi ha meno di 20 anni fa malissimo. Gli studiosi hanno esaminato per 9 anni i polmoni di 5000 ragazzi e ragazze dai 10 ai 18 anni. I risultati sono impressionanti: con 15 sigarette al giorno, la capacità respiratoria diminuisce del 5%, inoltre il fumo in giovane età pregiudica lo sviluppo dei polmoni, soprattutto nelle ragazze, perché nelle femmine questo processo di maturazione si completa prima che nel maschio: più o meno verso i 18 anni.
VOGLIA DI FUMARE
Non sono ancora noti i meccanismi psicologici che rendono attraente il fumo per un giovane; è chiaro invece perché è così difficile smettere, dopo che si è instaurata l’abitudine, o meglio, la dipendenza. Infatti, fumare stimola una zona del cervello in modo simile a quello tipico delle droghe, come morfina e eroina. E rinunciare alla sigaretta scatena vere crisi di astinenza: desiderio insaziabile di tabacco, irritabilità, inquietudine, frustrazione, rabbia, difficoltà di concentrazione, riduzione del ritmo cardiaco.
VIETATO AI MINORI
In Italia è vietato vendere sigarette ai minorenni. Il perché è molto semplice. Se è vero che il fumo fa male agli adulti, sappiate che fa ancora peggio ad un ragazzino che sta crescendo.


Buongiorno, non mi è chiaro se sia o meno vietato fumare all’aperto.
Nel mio caso ho un negozio di abbigliamento, lo stesso è adiacente ad un bar che confina con il mio ingresso dove ci sono i tavoli e dove la gente fuma ed il fumo entra nel negozio.
Io non fumo e l’odore mi da la nausea, spesso sono costretta a tenere chiusa la porta (durante le colazioni, pranzo e aperitivo) in quanto l’odore entra e mi causa questo problema.
Non solo a me ma spesso mi ritrovo a dovermi scusare con le clienti per tale disagio.
si tenga inoltre conto che essendo un negozio d’abbigliamento i capi vicino all’ingresso devono essere spostati continuamente per non farsi che prendano l’odore del fumo.
Ora anche a me piace nella bella stagione poter lasciare aperta la porta ma tale situazione non me lo consente , pertanto mi sento privata dei miei diritti di non fumatrice e di non poter godere a pieno della mia proprietà, limitando anche gli ingressi in tali orari che sonno più proficui per il commercio visto che la gente sta percorrendo la via.
Come posso essere tutelata?
Ringrazio per la cortese attenzione, mi complimento per l’argomento trattato ed attendo una vostra cortese risposta.
Cordialmente
Maria Seghezzi
Buongiorno, non mi è chiaro se sia o meno vietato fumare all’aperto.
Nel mio caso ho un negozio di abbigliamento, lo stesso è adiacente ad un bar che confina con il mio ingresso dove ci sono i tavoli e dove la gente fuma ed il fumo entra nel negozio.
Io non fumo e l’odore mi da la nausea, spesso sono costretta a tenere chiusa la porta (durante le colazioni, pranzo e aperitivo) in quanto l’odore entra e mi causa questo problema.
Il problema non è solo a mio, ma spesso mi ritrovo a dovermi scusare con le clienti per tale disagio.
si tenga inoltre conto che essendo un negozio d’abbigliamento i capi vicino all’ingresso devono essere spostati continuamente per non far si che prendano l’odore del fumo.
Ora anche a me piace nella bella stagione poter lasciare aperta la porta ma tale situazione non me lo consente , pertanto mi sento privata sia di esercitare il diritto di non fumatrice che di non poter godere a pieno della mia proprietà, limitando anche gli ingressi in tali orari che sono più proficui per il commercio visto che la gente sta percorrendo la via.
Come posso essere tutelata?
Ringrazio per la cortese attenzione, mi complimento per l’argomento trattato ed attendo una vostra cortese risposta.
Cordialmente
Maria Seghezzi