1 febbraio 1945 – In Italia viene introdotto il suffragio universale (voto esteso a tutti): per la prima volta con il suffragio universale le donne hanno diritto di voto, però non possono essere ancora elette. Per questo bisognerà attendere un ulteriore decreto, firmato il 10 marzo 1946 che all’articolo 7 che toglieva tutti i dubbi: «Sono eleggibili all’assemblea costituente i cittadini e le cittadine italiane che, al giorno delle elezioni, abbiano compiuto il 25° anno di età».
Deve passare però un po’ di tempo da quel 1 febbraio che introduce il suffragio universale per vederle andare a votare…
La loro prima occasione di voto sarà alle elezioni amministrative nel ’46 e le donne aderirono in massa: andò a votare l’89 per cento.
Voteranno poi il 2 giugno per scegliere tra Monarchia e Repubblica
La curiosità
La mattina del 2 giugno il “Corriere della Sera” esce in edicola con l’ articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invita le donne a presentarsi ai seggi senza rossetto sulle labbra.
La motivazione? “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio”.
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