Per tutti John Peter Sloan era l’inglese che voleva insegnare la sua lingua madre agli italiani. L’attore teatrale e comico britannico, diventato celebre per le sue lezioni di inglese nel programma “Zelig”, è morto improvvisamente all’età di 51 anni a Menfi. In quella Sicilia dove viveva da quando si era legato ad Asia, la sua compagna.
John Peter Sloan, un inglese in Sicilia
Sloan era nato a Birmingham nel 1969, padre irlandese e madre inglese. Studente svogliato, a 16 anni lascia l’Inghilterra e viaggia per l’Europa come cantante e chitarrista. Nel 1990 approda in Italia e fonda il gruppo rock The Max, dei quali è il frontman. La band rimane attiva fino al 2000, quando nasce sua figlia Dhalissia. A quel punto si improvvisa insegnante di inglese a Milano («non potevo continuare con quella vita sregolata»), e inventa un metodo tutto suo, poco scolastico, che ha rivoluzionato la didattica della lingua, arrivando a firmare manuali e dvd da 2 milioni di copie e a fondare scuole a Roma e Milano, fino all’ultima avventura siciliana.
Da Zelig alla scuola
Senza dimenticare la sua anima da uomo di spettacolo: dal 2007 John Peter Sloan va in scena al teatro Zelig di Milano, nell’ambito della rassegna Zelig in English ed è subito un successo travolgente: spettacoli educativi e commedie esilaranti «Culture Shock», «An Englishman in Italy»; «Full Moon» e «Instant English».
Dopo «Zelig» è stato protagonista in tv anche a «Verissimo», «Amici», «La vita in diretta». C’è la sua firma su Sloan Square, il pub che mescola degustazioni di birra a spettacoli in lingua. «Quando sono arrivato in Italia – diceva – l’inglese serviva per andare all’estero, adesso senza inglese non puoi vivere neanche a Milano. Eppure lo si insegna malissimo: aspetto ancora di conoscere un italiano che pronunci bene la parola orange». Il motivo? Secondo lui il fatto che gli italiani sono «troppo perfettini». Così preoccupati di fare brutta figura da preferire il silenzio. «A me non interessa sbagliare, quindi mi butto, sparo, mi diverto. E imparo». Un metodo meraviglioso, non solo per l’inglese.
L’amore per i randagi
In Sicilia aveva anche deciso di dare libero sfogo al suo grande amore per i cani, una passione che condivideva con la compagna: ne avevano 14 che vivevano con loro. Fra questi Rocky, un cagnone nero grosso e giocherellone con la lingua perennemente di fuori e un unico dente in basso: «Quando l’ho trovato aveva il muso fracassato da un bastone e mille zecche addosso. È speciale, l’ho voluto tenere con me» ha raccontato John Peter Sloan in un’intervista. Ma per lui non era abbastanza: «Qui in Sicilia è tutto bello: c’è il mare, la gente, il mare. Ma c’è solo una pecca: noi in Inghilterra siamo noti per l’amore per gli animali domestici e vedere questi branchi di cani senza proprietari mi dispiace. Perché c’è anche chi fa loro delle cattiverie – raccontava Sloan – . Voglio salvare tutti i cani abbandonati in Sicilia».

