Il papà di Zelda e Super Mario vuole ritirarsi

supermarioMILANO – L’anno è quello della consacrazione, ma anche i 25  anni della sua creatura più poetica  lZelda . Miyamoto, per creare la serie, si ispirò alle sue esperienze esplorative. Da ragazzo amava esplorare la zona collinare che circondava il suo quartiere natale a Kyōto, dove si avventurava dentro fitte foreste con laghi e caverne. Un’esperienza significativa fu scovare l’ingresso di una grotta in mezzo alla foresta, che decise di esplorare sino in fondo facendosi luce con una lanterna. Questo influenzò molto la creazione di Zelda, in quanto l’esplorazione delle grotte è un elemento principale del gioco.

La  Leggenda di Zelda che in un quarto di secolo non ha smesso di affascinare giocatori giovani (che oggi sono diventati adulti) rappresentano una svolta nell’incredibile vita di Shigeru Miyamoto, il game designer più importante nel mondo (sempre più) ricco e celebrato dei videogiochi. Però il 25esimo della saga è stato forse anche l’anno più faticoso, e dopo 34 anni di onorata carriera passata a far diventare Nintendo quello che è ora a colpi di personaggi unici nel mondo dei giochi come Donkey Kong e Super Mario Bros, forse a Miyamoto passa davvero per la testa di fermarsi a raccogliere quello che ha seminato. E magari avere più tempo per suonare la chitarra.

“All’interno dei nostri uffici recentemente ho iniziato a dire sto per ritirarmi, sto per ritirarmi”, ha detto il 59enne giapponese in un’intervista rilasciata alla rivista Wired che non è mancata di scuotere la Rete. Poi Miyamoto ha specificato il suo pensiero, trincerandosi dietro il traduttore e il suo eterno sorriso ironico e difficile da decifrare. “Non intendo dire che voglio ritirarmi del tutto dallo sviluppo dei videogiochi, solo fare un passo indietro dalla mia attuale posizione”. Miyamoto è attualmente a capo di tutto lo sviluppo dei maggiori titoli di Nintendo, posizione di grande prestigio e responsabilità nella multinazionale con base a Kyoto – è secondo solo a Satoru Iwata, presidente dell’azienda, il fautore del grande boom degli anni 2000 -, posizione guadagnata in anni di carriera sempre nella stessa azienda. Lui che è nato a Sonobe, nei dintorni della vecchia capitale giapponese, tra boschi, templi e manga.

La sua dichiarazione (“Quello che voglio veramente è tornare in prima linea dello sviluppo, magari lavorando su progetti più piccoli, con sviluppatori più giovani. O un qualche progetto che possa seguire io da solo”) ha creato molto scompiglio. Al punto che Nintendo, in un 2011 di guai economici come non si ricordavano da tanti anni, è intervenuta per smentire qualunque ipotesi di un addio da parte di Miyamoto. “Non c’è niente di vero in un suo ritiro – ha detto un portavoce dell’azienda – c’è stato evidentemente un malinteso, lui intendeva dire che è suo desiderio allevare nuove generazioni di sviluppatori e designer”.

La sua storia

Miyamoto è nato a Sonobe in Giappone. Da ragazzo, Miyamoto amava disegnare, dipingere, ed esplorare il paesaggio attorno casa sua. Nel 1970 si iscrisse al Kanazawa Munici College of Industrial Arts and Crafts (collegio industriale di arti e mestieri) e si diplomò 5 anni dopo, benché egli rimarchi che i suoi studi si siano protratti più del dovuto perché seguiva le lezioni solamente per la metà del tempo. Nel 1977 Miyamoto armato del diploma in disegno industriale si incontrò con Hiroshi Yamauchi, un amico di suo padre a capo della Nintendo Giapponese. Yamauchi assunse Miyamoto come artista, e lo assegnò come apprendista al dipartimento di progettazione. Nel 1980, il nuovo ramo Americano della Nintendo realizzò il “Radarscope” un gioco arcade che nelle speranze dell’azienda sarebbe dovuto essere il primo di una lunga serie di successi, ma che invece si trasformò in un enorme flop. Per mantenersi a galla, Nintendo America aveva disperatamente bisogno di un gioco di successo. Hiroshi Yamauchi assegnò a Miyamoto – la sola persona disponibile – il compito di creare il gioco che avrebbe affondato o portato agli altari l’azienda. Dopo essersi consultato con alcuni ingegneri della compagnia (Miyamoto non aveva alcuna esperienza di programmazione), e aver composto da solo la musica con una piccola tastiera elettronica, creò Donkey Kong. Donkey Kong ebbe un enorme successo.

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