
di Alfredo Arduino
In questo periodo di quarantena Lorenzo Jovanotti ha lanciato i «Jova House Party». Il cantautore originario di Cortona si collega ogni giorno per circa quattro ore da casa sua per intrattenere i suoi follower presenti su Instagram. Un’iniziativa che vede Jovanotti coinvolgere sempre più personaggi, artisti e colleghi per mandare un messaggio chiaro a tutti noi e spronarci ad andare avanti in questa battaglia contro il coronavirus.
Ti chiamo Lorenzo o Jovanotti?
“Chiamami come vuoi, mi giro anche se mi fai un fischio”.
Lorenzo come nasce la tua idea?
“Senza nessuna intenzione di minimizzare la situazione, questo è un modo per stare insieme a distanza facendo due chiacchiere, qualche canzone, parlando di quello che stiamo vivendo”.
Naturalmente tutti collegati da casa…
“Sono giorni difficilissimi per molti e noi che possiamo stare a casa dobbiamo farlo anche per sostenere il lavoro di chi sta lottando in prima linea per curare i malati, fermare il contagio e tenere acceso il Paese. Noi facciamoci compagnia con un po’ di musica e qualche amico che passa dalla diretta rimanendo a distanza. Forza e avanti così che ce la faremo”.
Voglia di mare
Cambiamo argomento e sogniamo l’estate. Di che colore è il mare? Azzurro, verde, bianco, trasparente, purpureo scriveva Omero?
“Il mare è di tutti i colori, è come la mente di Ulisse, suo specchio. Piero Citati ha scritto un libro su Ulisse intitolato La mente colorata, una delle definizioni più belle non solo per l’uomo, ma per quasi tutto ciò a cui aspirare. Il mare è la mente colorata assoluta”.
E ti piace più d’estate o d’inverno?
“D’estate. Soprattutto appena dopo la primavera, e prima che cominci l’autunno”.
Persone & Personaggi
Ma è vero che vorresti Alessandro Baricco ministro della Cultura?
“All’Istruzione piuttosto. Baricco ministro dell’Istruzione, mi suonerebbe bene: è un uomo colto che tenta una lettura audace e poliedrica del nostro tempo. E poi è
appassionato di mappe, e agli appassionati di mappe vanno dati ruoli importanti, e qui cui vorrebbe l’emoji che sorride, ma sui giornali non usate ancora gli emoji, peccato, dovreste iniziare a farlo”.
Ecco fatto: ��
“Bravo, così comincia una nuova era”.
Tornando al mare che impressione ti fanno le isole di plastica che lo infestano. La terra è fragile e il mare forse di più…
“Giovanni Soldini, il velista che è mio amico, mi ha raccontato che nella sua recente navigazione a vela dalle Hawaii a Hong Kong ha incontrato in 15 giorni quattro enormi masse di plastica a pelo d’acqua lungo la rotta in pieno oceano. Hai presente quando è grande il Pacifico?”.
Il più grande di tutti gli oceani, un terzo dell’orbe terracqueo…
“Appunto: scontrarsi per quattro volte contro rifiuti prodotti dall’uomo vuol dire che il mare ne è letteralmente infestato, e inoltre c’è sempre meno pesce e quello che c’è spesso mangia quella plastica che si disintegra in piccoli pezzi. Esiste una questione non solo ecologica, è perfino mitologico il male che può derivare da questa situazione. Si ferisce un Dio, si viola una forza creatrice fondamentale”.
Un tempo cantavi di un prete di periferia che va avanti nonostante il Vaticano. Cambiato qualcosa con Papa Francesco?
“Quel prete è diventato Papa, in un certo senso, e io sono contento. Per il mondo Francesco è una buona notizia. Lo è stata dal primo momento che si è affacciato a quel terrazzo su piazza San Pietro, una piazza che è stato il mio playground, non scherzo mica: il mio babbo lavorava in Vaticano, io da quella terrazza mi ci sono affacciato un sacco di volte da bambino, per davvero”.
Adriatico o Tirreno?
Torniamo al mare che hai girato con il Jova Beach Tour: sei di quelli per l’Adriatico con l’acqua alle caviglie o di quelli che preferiscono il Tirreno profondo a due passi dalla riva…
“Devo scegliere per forza?”
Sì…
“Invece non scelgo, il bello dell’Italia è che li abbiamo tutti e due, da una parte vedi l’alba e dall’altra il tramonto, è bella l’Italia, l’unico Paese che è a forma di qualcosa. Oltre all’Africa che è a forma di cuore”.
Ti fa paura il mare?
“È quel genere di paura che attrae più che respingere”.
L’ecologia
Volevo chiederti ancora degli ambientalisti, con cui hai avuto qualche attrito la scorsa estate con i concerti in spiaggia…
“Io non ho avuto attriti, credimi, sono loro ad averne tra di loro casomai. Dovrebbero parlarsi, invece è un mondo diviso, dove molti, troppi stanno lì soprattutto a cercare di affermare il proprio brand. Spesso l’ambiente è solo una scusa e questo addolora, perché il Jova Beach Tour nasce anche per essere un cavallo di troia con il quale portare certi temi alla luce, approfittando dell’aria di festa”.
Ovvero?
“Oggi ci riempiamo la bocca di parole vuote tipo impatto zero senza sapere di cosa parliamo, perdendo di vista completamente l’obiettivo che è quello di accogliere una nuova cultura ecologica un passo alla volta, di darle spazio senza infondere sensi di colpa controproducenti. L’ecologia non è un’ideologia, è una scienza, una cosa che si studia e poi si applica. L’uomo non è separato dalla natura, l’uomo è natura”.
Che cosa fai nel quotidiano per difendere l’ambiente?
“Quello che posso, senza eroismi. La differenziata, acqua del rubinetto, detersivi ecologici, ma soprattutto per proteggere l’ambiente cerco di non sparare stupidaggini a vanvera”.
Quali sono le canzoni che hai scritto a cui sei più affezionato?
“Soprattutto quelle che sono entrate nelle vite degli altri, il massimo per me, sapere che nelle mie canzoni ci abitano le persone”.
Pensi ancora positivo 25 anni dopo?
“Molto più di 25 anni fa”.

