
di Patrizia Spirito
La Filastrocca sul coronavirus.
Roberto Piumini, poeta italiano, ha appena compiuto 73 anni. L’Humanitas di Milano gli ha chiesto di raccontare il coronavirus a voi bambini, in modo rigoroso ma senza ansia e paura.
Ecco la sua filastrocca:
Che cos’ è che in aria vola? C’ è qualcosa che non so? Come mai non si va a scuola? Ora ne parliamo un po’. Virus porta la corona, ma di certo non è un re, e nemmeno una persona: ma allora, che cos’è? È un tipaccio piccolino, così piccolo che proprio, per vederlo da vicino, devi avere il microscopio. È un tipetto velenoso, che mai fermo se ne sta: invadente e dispettoso, vuol andarsene qua e là. È invisibile e leggero e, pericolosamente, microscopico guerriero, vuole entrare nella gente. Ma la gente siamo noi, io, te, e tutte le persone: ma io posso, e anche tu puoi, lasciar fuori quel briccone. Se ti scappa uno starnuto, starnutisci nel tuo braccio: stoppa il volo di quel bruto: tu lo fai, e anch’io lo faccio. Quando esci, appena torni, va’ a lavare le tue mani: ogni volta, tutti i giorni, non solo oggi, anche domani. Lava con acqua e sapone, lava a lungo, e con cura, e così, se c’è, il birbone va giù con la sciacquatura. Non toccare, con le dita, la tua bocca, il naso, gli occhi: non che sia cosa proibita, però è meglio che non tocchi. Quando incontri della gente, rimanete un po’ lontani: si può stare allegramente senza stringersi le mani. Baci e abbracci? Non li dare: finché è in giro quel tipaccio, è prudente rimandare ogni bacio e ogni abbraccio. C’è qualcuno mascherato, ma non è per Carnevale, e non è un bandito armato che ti vuol fare del male. È una maschera gentile per filtrare il suo respiro: perché quel tipaccio vile se ne vada meno in giro. E fin quando quel tipaccio se ne va, dannoso, in giro, caro amico, sai che faccio? io in casa mi ritiro. È un’ idea straordinaria, dato che è chiusa la scuola, fino a che, fuori, nell’aria quel tipaccio gira e vola. E gli amici, e i parenti? Anche in casa, stando fermo, tu li vedi e li senti: state insieme sullo schermo. Chi si vuole bene, può mantenere una distanza: baci e abbracci adesso no, ma parole in abbondanza. Le parole sono doni, sono semi da mandare, perché sono semi buoni, a chi noi vogliamo amare. Io, tu, e tutta la gente, con prudenza e attenzione, batteremo certamente l’antipatico birbone. E magari, quando avremo superato questa prova, tutti insieme impareremo una vita saggia e nuova. Se vuoi saperne di più vai sul sito di Roberto Piumini Leggi anche Il coronavirus spiegato ai ragazzi

