L’atleta cieco che corre la maratona

simonLONDRA – A 18 anni la retinite pigmentosa ha tolto la vista a Simon Wheatcroft, ma lui non si è arreso. Con mesi di allenamento e memorizzazione l’atleta è riuscito a completare gare e si allena regolarmente sulle strade della sua cittadina. Simon, che oggi ha 29 anni, si prepara per correre «ultramaratone»: distanze superiori ai massacranti, tradizionali 42,195 km della maratona. Grazie a un’intensa e precisa attività di memorizzazione dei percorsi Wheatcroft riesce ad allenarsi su terreni misti – prati, campi di calcio, ma anche strade aperte al traffico – e partecipa a gare e sfide impegnative.

Tutti gli allenamenti e le difficoltà che incontra sono raccontati da Wheatcroft su un blog. «Ho iniziato la formazione sui campi di calcio dietro casa mia, correndo tra i pali – ha detto Wheatcroft – poi mi sono annoiato così ho preso a uscire per strada, cominciando da una via chiusa che conoscevo, fino a quando, un giorno ho pensato di vedere se riuscivo a eseguire la corsa accanto a un’arteria a doppia carreggiata». E le pagine web dell’atleta inglese sono diventate punto di riferimento per altri sportivi con e senza handicap.

Preparazione atletica

Settimane e mesi di esplorazione e sperimentazione graduale gli hanno permesso di memorizzare un lungo tragitto a piedi nel suo paese di nascita, Rossington, nel Doncaster. «Anche la tecnologia mi aiuta, una applicazione dello smartphone che lancia un segnale acustico quando incrocio gli ostacoli». Un esempio di una sessione di allenamento? «Dal mio consueto punto di partenza – spiega l’atleta – so che la prima svolta è a tre quarti di miglio e mi ci vogliono sette minuti per arrivarci. Quando il telefono mi ricorda che sto correndo da sei minuti e mi dice la distanza coperta, so che nei prossimi sessanta secondi devo curvare e ricordo il punto esatto grazie a una ondulazione del terreno».

Libertà

Il senso di indipendenza e libertà che gli dà la corsa – dice – lo ripaga dell’ansia per gli ostacoli e i pericoli che può incontrare. «E cerco di concentrarmi sul 99% dei percorsi che affronto in sicurezza e senza problemi, piuttosto che sui pochi passi sbagliati. Certo, ogni tanto trovo sulla mia strada un sasso, dei lavori in corso, un tratto sconnesso che prima non c’era».
Weathcroft parteciperà a giugno alla South Downs Way, gara con un percorso di 100 miglia, dove però sarà assistito dalle guide perchè «sarebbe impossibile memorizzare un percorso così lungo».

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