Tartarughe curate e liberate

All’inizio erano un po’  disorientate, ma dopo qualche istante di smarrimento, Camilla Regina e Trecentina (dal nome dell’imbarcazione che l’ha recuperata) hanno preso velocemente il largo. Le due tartarughe Caretta Caretta sono state liberate sulla spiaggia dello stabilimento balneare di proprietà dell’Esercito, da personale dell’Acquario di Genova coordinato da Capitaneria di Porto, nucleo Carabinieri Cites ed Esercito Italiano.

Le tartarughe liberate

Dall’inizio del’attività di recupero di animali in difficoltà, negli anni ’90, sono già 106 le tartarughe curate dall’Acquario e poi liberate in mare per restituirle al loro habitat naturale.
Nella maggior parte dei casi le tartarughe subiscono danni a causa della sempre più complessa convivenza con l’uomo. Vengono trovate ferite da ami di palamiti, dalle eliche di motoscafi ma anche con le viscere ingombre di pezzi di plastica che gli animali scambiano per meduse di cui sono ghiotti.
In questo caso la loro fine è terribile poiché le tartarughe non riescono a evacuare la plastica che si accumula nell’intestino e nello stomaco e non permette loro di nutrirsi in modo corretto e dunque muoiono di fame e denutrizione.

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