GENOVA – Vendono cuccioli appena nati sulla siaggia della Liguria. Sono in due, un uomo e una donna di origine rumena, che avvicinano i bagnanti e offrono la “merce”: in un borsone di plastica, stretti sul fondo della borsa, ci sono i cagnolini di appena 20-25 giorni con gli occhi semichiusi, provati dal caldo e dalla sete. Cifra di partenza cento euro che diventano molto trattabili, fino a scendere a 50 euro se qualcuno mostra davvero interesse.
E’ successo giovedì scorso sulla spiaggia di Voltri. I due hanno mostrato i cucciolotti: un volpino bianco, uno spinone e un cagnolino bianco e nero. Alcuni bagnanti hanno immediatamente chiamato le guardie zoofile che hanno sequestrato i cuccioli e li hanno affidati al canile comunale in attesa che qualcuno si prenda cura di loro. I due rumeni sono stati identificati e multati. Ma due giorni dopo sono stati visti ancora su un altro tratto di spiaggia con altri cucciolotti. Questa volta le guardie zoofile non sono arrivate purtroppo arrivate in tempo.
La tratta dei cagnolini – E’ solo l’ultimo caso di cronaca che riguarda la tratta degli animali. Cani e gatti di solito arrivano dall’est, non sono ancora stati svezzati. Non sono vaccinati. Ecco perché molto spesso stremati dal viaggio e dalla condizioni disumane in cui vengono tenuti muoiono dopo pochi giorni.
Chi arriva vivo viene dotato di pedigree, certificato sanitario e microchip. Tutti falsi, naturalmente. Ma i soldi che girano sono veri. A spenderli migliaia di persone che non sanno niente di quello che c’è dietro. Spesso questi cucciolotti vengono venduti anche via internet, sostenendo che arrivano da allevamenti che invece esistono solo sulla carta. La Lav (Lenga antivivisezione) ha fatto una vera e propria battaglia per contrastare il traffico di animali.
La nuova legge – Dall’anno scorso l’Italia ha una legge (la n.201 del 4 novembre 2010) che punisce il traffico illecito di animali da compagnia con la reclusione da tre mesi e un anno e con la multa da 3mila a 15 mila euro. Pena che aumenta se gli animali hanno meno di 12 settimane oppure se provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria adottate per contrastare la diffusione di malattie trasmissibili proprie della specie.


è veramente orrido che esista della gente così crudele che possa vendere e guadagnare denaro sfruttando gli animali.Certo,se non ci fosse la gente che li compra, queste persone(se così le vogliamo chiamare)non lo farebbero.