MILANO – Alessio Bidoli ha 25 anni. Èviolinista . Suona fin da piccolo, suo nonno era un liutaio. Il violino insomma ce l’ha nel sangue. A un certo punto della sua vita lo colpisce una terribile malattia: la sindrome di Guillain-Barré, una malattia rarissima che blocca a poco a poco tutto il corpo fino alla paralisi. Le dita di Alessio che si muovevano agili sul violino d’un tratto si bloccano.
Non riesce neanche a premere i tasti di un telecomando. Per Alessio la diagnosi dei medici è una stoccata: da questa sindrome si può guarire gli dicono, ma sul violino non possiamo garantire nulla. Alessio però non cede allo sconforte. «Ce l’ho messa tutta. Non passo la vita a piangermi addosso», dice oggi. Ci vogliono quattro mesi per riuscire a voltare una pagina di giornale. Sei per svitare il tappo di una bottiglia. Dopo mesi e mesi di esercizi, fisioterapia piccoli passi, grandi sforzi riprende in mano in violino che cade a terra. Ma dopo nove mesi la sua volontà ha vinto. Alessio suonerà mercoledì al Conservatorio di Milano davanti a 1500 persone. La colonna sonora di una grande vittoria.

