Andrea Bocelli: “Quando avevo la tua età”

Andrea Bocelli ha battuto molti record con «Music for Hope», il concerto in Duomo a Milano il giorno di Pasqua. La straordinaria performance è stata vista in 100 paesi del mondo e continua a crescere su YouTube. Numeri enormi: quasi 3 milioni collegati in diretta, arrivati a oltre 28 milioni in 24 ore e più di 2 milioni erano in attesa dell’inizio della performance e attualmente oltre 35 milioni.

  • Cliccando qui potete vedere o ri-vedere lo straordinario concerto sul suo canale Youtube
  • E qui sotto invece ecco cosa ci aveva raccontato in un’intervista qualche tempo fa. Come era Andrea Bocelli da bambino?

di Jessica Nardini

Come trascorrevi le vacanze da bambino a 10, 12  anni?
«Devo ammettere di essere stato un ragazzino particolarmente vivace. Vivevo in campagna, quindi mi appassionavo a  tutte quelle attività che sono favorite dall’ambiente: mi piacevano gli animali; i cavalli e i cani in modo particolare, ma trovavo il tempo per fare estenuanti pedalate, per le ripide e curvose strade della mia bella campagna».

Hai due figli. Che differenze ci sono con le loro vacanze?
«I ragazzi di oggi si divertono in modo sicuramente diverso da quello dei loro genitori: il computer ha preso il posto di tante altre attività che si  praticavano all’aria aperta. Nella sostanza, però, il principio assimilato in seno alla mia famiglia è rimasto intatto ed è rispettato anche dai miei due figli i quali sanno a memoria, che prima viene il dovere, poi il piacere. I ragazzi di oggi hanno, in generale, molte possibilità in più rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. Tocca a loro applicarsi per mettere a frutto, tutto ciò che viene loro offerto, dalla famiglia e da una società sempre più dinamica e carica di stimoli».

Facevi i compiti delle vacanze?
«Una delle prime cose che ho imparato dai miei genitori, è che, prima viene  il dovere, poi il piacere. I compiti rappresentavano dunque il mio dovere e 
dovevano essere fatti prima di poter pensare alle distrazioni e ai giochi. All’epoca non ero molto contento di questa rigidità, ma col tempo mi sono 
reso conto di quanto bene mi abbia procurato».

Siamo quasi a fine agosto. Come vivevi il rientro a scuola?
«Nel periodo dei miei anni verdi frequentavo la scuola in un collegio, lontano da casa. La fine delle vacanze rappresentava per me la separazione dalla famiglia, dagli amici, dalla mia terra ed era per questo, molto triste».

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