MODENA – Come il terremoto dell’Aquila. Per la terza volta la terra ha tremato ancora in Emilia. Dopo la prima scossa forte del 20 maggio (5,9 di magnitudo della scala Richter) si è passati al 29 maggio con una magnitudo di 5,8 e ieri 3 giugno siamo più o meno allo stesso livello: 5,1 di magnitudo ma con molta preoccupazione in più perché questo sisma sembra non finire mai.
Erano passati solo pochi giorni da un’altra scossa che ha seminato morte e distruzione in Emilia: l’epicentro del sisma è stato individuato a 36 chilometri a nord di Bologna, tra le province di Modena e Ferrara. Finale Emilia, nel Modenese, e Sant’Agostino, nel Ferrarese 3, sono i centri più colpiti.
In dieci giorni le due scosse hanno causato un totale di 23 morti, un disperso e circa 14.000 persone sono rimaste fuori casa. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) quello che viene chiamato lo sciame sismico potrebbe durare ancora. Alla prima scossa – avvertita anche in Lombardia, Liguria, Toscana, Triveneto – ne sono infatti seguite molte altre. Anche se questo non significa che tutte le volte vengano provocati danni. Sono scosse minori che vengono solo registrate dagli strumenti. Migliaia di persone vivono in per strada per paura e per aver perso la casa.

